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25 NOVEMBRE: LE DONNE MUOIONO, LO STATO RECITA. E GLI STUPRATORI SONO LIBERI.

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Ogni anno lo stesso teatrino: fiocchi rossi, programmi speciali, politici che si commuovono davanti alle telecamere e Centri Antiviolenza che inaugurano l’ennesima panchina dipinta con frasi a effetto. Poi il 26 novembre smontano il palco e si torna al solito copione: una donna chiama aiuto, nessuno interviene, qualcuno la uccide. Ma la cosa più assurda è questa: gli stupratori e i violenti non stanno dentro. Stanno fuori. Situazioni familiari a rischio, individui violenti... ben conosciuti non solo dalle Forze dell'Ordine, ma anche dai servizi sociali comunali e ospedalieri, dagli Operatori dei fantomatici Centri Antiviolenza.  Le carceri sono piene di casi contestati, accuse borderline, processi infiniti, pene sospese. I veri pericolosi stanno a casa, al bar, in ufficio, nei partiti, nelle associazioni, in Comune. Protetti, tutelati, intoccabili. IL REATO DEL SECOLO: NON PER FERMARE I MOSTRI, MA PER ELIMINARE GLI SCOMODI In Italia la violenza sulle donn...