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OCCHIUTO STYLE: LA SANITÀ "PERFORMANTE" COI SOLITI NOTI PERCHE CONVIENE COSÌ.

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Diciamolo subito: riconfermare i vecchi marpioni è stata una pessima mossa. Non una mossa sbagliata: una mossa proprio inutile. Occhiuto continua a giurare e spergiurare di cambiare tutto. E intanto riconferma tutti... così per non stressare il sistema. O il clan. De Salazar e Graziano riconfermati. Non perché abbiano fatto bene, ma perché ormai è chiaro che in Calabria l’immobilismo è considerato esperienza. Occhiuto parla di “ sanità performante ” e poi mette due che da anni performano solo nel restare incollati alla poltrona. Performance riuscitissima. Non serve nemmeno a dare l’illusione dell’innovazione, figuriamoci della sanità “performante” che Occhiuto racconta come una favola della buonanotte. Perché qui non siamo davanti a una scelta prudente. Siamo davanti a una resa totale all’abitudine, al riciclo dell’inefficacia, alla comfort zone del potere che dice: meglio uno che non fa nulla ma lo fa da anni, che uno nuovo che potrebbe rompere il giocattolo. MA OCCHI...

CLOACA MAXIMA: GRAZIANO ALL'ASP DI CROTONE E DE SALAZAR ALL'ASP DI COSENZA

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Sanità calabrese: miliardi, poltrone e una presa in giro collettiva.  In Calabria i soldi per la sanità ci sono. Tanti. PNRR, fondi statali, fondi europei, edilizia sanitaria, digitalizzazione, emergenza-urgenza. Miliardi annunciati, sbandierati, celebrati in conferenze stampa con sorrisi tirati e slide colorate. Poi però uno entra in ospedale. E la magia svanisce. Reparti chiusi, corridoi fatiscenti, macchinari fermi, liste d’attesa che sembrano condanne. La sanità calabrese non è povera: è gestita male, senza coraggio, senza responsabilità, senza conseguenze. Il cuore del disastro ha nomi e cognomi. Azienda Zero, guidata da Miserendino , doveva accelerare e razionalizzare. Ha fatto l’opposto: ha centralizzato la paralisi. Tutto passa di lì, tutto si incaglia lì, nessuna decisione arriva mai fino in fondo. Una macchina perfetta per non decidere e non rispondere di nulla. L’ASP di Cosenza, sotto Graziano, è stata il laboratorio dell’incompiuto: bandi eterni...