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CARO PRESIDENTE MATTARELLA... di Daniele Martinelli

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"Presidente Sergio Mattarella,  guardi, intanto ci dispiace che la grazia alla ex pappona Nicole (Minetti) , travestita da madame alle orge di bunga bunga ad Arcore con minorenni, si sia trasformata in disgrazia.  Lei non poteva di certo saperlo. Si è fidato ciecamente del ministro della Giustizia Carlo Nordio , che ha messo così tanta fretta ai magistrati per ottenere l’ok, che non hanno nemmeno avuto il tempo di fare un paio di chiamate in Uruguay per accorgersi che il figlioletto malato, la Minetti col suo compagno Cipriani, lo avevano sottratto ai genitori veri con una causa civile e che in Italia nessun medico ha mai detto di averlo visto, questo povero bimbo. Ci è voluto un giornalista italiano per scoprire l’altarino. Del resto lo sa, Presidente, che il Nordio degli spritz e dei prosecchi , quando ha sentito Ranch Gin Tonic , non ci ha più visto. Di certo lei non poteva dubitare di un ministro del governo Meloni , che milita in un partitino innocente come...

C'È VIOLENZA E VIOLENZA. MA IL PEGGIO È QUELLA CON LA GIACCA ISTITUZIONALE

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In questo Paese succedono due cose nello stesso tempo. Due forme di violenza.  Una è reale, brutale, inaccettabile. L’altra è più subdola, più elegante, ma infinitamente più pericolosa. A Torino un poliziotto di 29 anni, Alessandro Calista , viene accerchiato, pestato, colpito con un martello mentre è a terra. Calci alla testa, pugni, tre colpi alla schiena. Ha una moglie, un figlio, una vita che rischia di spegnersi per la ferocia di qualcuno che non ha nulla a che vedere con la protesta, con il dissenso, con la piazza. Chi fa questo è un criminale. Senza se e senza ma.  Non è un manifestante. Non è un simbolo. Non è una causa. Va individuato, arrestato, processato, condannato, carcerato e la chiave buttata. Punto. Non esistono “però”. Non esistono attenuanti morali. Il martello non è un’opinione politica. Detto questo, finisce qui la chiarezza che il potere ama ostentare. Perché tutto il resto è una manipolazione scientifica. Mentre a Torino si consu...

60% DI ASTENSIONE: LE REGIONI AFFONDANO… E IL COLLE FA FINTA DI NON VEDERE

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Cominciamo col dire che non ce ne po' fregà di meno se vince la Destra o la Sinistra. Qui parliamo di ASTENSIONISMO... un vero e proprio allarme sociale.  In qualsiasi Paese normale – uno qualsiasi, scegli tu – quando più della metà dei cittadini ti dice: “ Non ci credo più, arrangiatevi ”, si accendono le sirene, si fermano le istituzioni, si aprono i commissariati straordinari. Da noi no. Da noi si stappa lo spumante . Benvenuti in Italia, dove la democrazia non è una scelta: è un optional. Un Paese in cui il 60% degli aventi diritto non vota, ma chi vince governa come se avesse appena ricevuto l’unzione divina. Una farsa così ben oliata che persino il teatro dialettale pare Shakespeare. LA FINZIONE PERFETTA: ELEZIONI SENZA CITTADINI, GOVERNI SENZA LEGITTIMITÀ Il punto è semplice: le attuali Regioni italiane non rappresentano più nessuno . Zero. Niente. Il vuoto cosmico. Se l’astensione supera la maggioranza assoluta del corpo elettorale , la conseguenza logica – in u...