Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta donne

L'INNO ALLE DONNE di Paola Cortellesi

Immagine
"Ottant'anni fa nasceva la Repubblica Italiana.  Nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza, Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e insieme rivoluzionario. Dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto.  E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne. Dopo aver potuto esprimere la loro preferenza nelle elezioni amministrative di marzo, il 2 e il 3 giugno del 1946 le italiane entrarono nei seggi per partecipare a pieno titolo alla scelta tra monarchia e repubblica e all'elezione dell'assemblea costituente.  Finalmente, almeno lì dentro, la loro voce aveva lo stesso peso di quella di chiunque altro. Prima di quel momento la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un'idea precisa di subordinazione e obbedienza. Sotto il regime fascista le donne non erano soltanto escluse dalla vita pubblica ma furono progressivament...

FESTA DELLE DONNE: L'8 DA QUANDO M'ARZO

Immagine
Parliamoci chiaro. L’ 8 marzo è una specie di teatro nazionale dove tutti recitano la parte giusta per 24 ore. Poi cala il sipario e ognuno torna alle sue incoerenze preferite. La mimosa profuma, ma l’ipocrisia si sente lo stesso. 🌼 L’IPOCRISIA DELLA “CELEBRAZIONE” Il primo trucco è questo: chiamarla festa. Una giornata nata per ricordare diritti, lavoro, lotte sociali e discriminazioni diventa improvvisamente una serata con menù fisso, spumante caldo, karaoke stonato e spogliarellista bono con tanto di "pacco". Praticamente è come se il 1° maggio lo festeggiassimo regalando trapani agli operai e dicendo: “ dai guagliù, stasera tutti in discoteca ”. Il messaggio originale si perde sotto uno strato di marketing e zucchero. L’IPOCRISIA AZIENDALE Poi arrivano le aziende. Quelle sono fantastiche. Per undici mesi pagano stipendi più bassi alle dipendenti, ignorano il problema della maternità e ti guardano come se fossi un guasto del sistema quando chiedi flessibilità...

​IL 26 NOVEMBRE E LA SFIDA DELL'EDUCAZIONE: IL RUOLO CRUCIALE DELL'EDUCATRICE SCOLASTICA NELLA SENSIBILIZZAZIONE

Immagine
A cura della Dott.ssa Pasqualina Florio specializzata nei disturbi specifici in età evolutiva. ​Il 25 novembre , data simbolo istituita dall'ONU, segna la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne .  Il giorno successivo, il 26 novembre, non è un semplice proseguimento, ma un invito pressante a tradurre la riflessione e la denuncia in azione educativa quotidiana all'interno delle scuole .  È qui che emerge, con forza e urgenza, la figura dell'educatrice scolastica come agente di prevenzione e sensibilizzazione contro la violenza di genere e per la promozione di una cultura del rispetto e dell'inclusione. ​LA GIORNATA E IL CONTESTO: DAL SIMBOLO ALLA PRATICA ​Mentre il 25 novembre concentra l'attenzione sui dati, sulle storie di violenza e sulla necessità di intervenire, il 26 sposta il focus sulle strategie a lungo termine .  La violenza di genere, infatti, affonda le sue radici in stereotipi, disuguaglianze e dinamic...

25 NOVEMBRE: LE DONNE MUOIONO, LO STATO RECITA. E GLI STUPRATORI SONO LIBERI.

Immagine
Ogni anno lo stesso teatrino: fiocchi rossi, programmi speciali, politici che si commuovono davanti alle telecamere e Centri Antiviolenza che inaugurano l’ennesima panchina dipinta con frasi a effetto. Poi il 26 novembre smontano il palco e si torna al solito copione: una donna chiama aiuto, nessuno interviene, qualcuno la uccide. Ma la cosa più assurda è questa: gli stupratori e i violenti non stanno dentro. Stanno fuori. Situazioni familiari a rischio, individui violenti... ben conosciuti non solo dalle Forze dell'Ordine, ma anche dai servizi sociali comunali e ospedalieri, dagli Operatori dei fantomatici Centri Antiviolenza.  Le carceri sono piene di casi contestati, accuse borderline, processi infiniti, pene sospese. I veri pericolosi stanno a casa, al bar, in ufficio, nei partiti, nelle associazioni, in Comune. Protetti, tutelati, intoccabili. IL REATO DEL SECOLO: NON PER FERMARE I MOSTRI, MA PER ELIMINARE GLI SCOMODI In Italia la violenza sulle donn...

FEMMINISMO DI PALAZZO: LE LEGGI CHE SERVONO ALLE POLITICHE, NON ALLE DONNE

Immagine
Norme da salotto, applausi da palazzo, zero protezione reale: quando la politica dice di difendere le donne, ma difende solo se stessa. Una legge che non previene la violenza : la certifica dopo, la gestisce in tribunale e diventa strumento di propaganda, spesso persino a firma femminile. La legge sul consenso è stata venduta come il grande salto di civiltà: “ senza un sì chiaro, non è sesso ma violenza ”. Una formula perfetta per i talk show, per le conferenze istituzionali e per le “donne di potere” che amano brandirla come trofeo etico. Peccato che nella realtà sia un placebo normativo, una scenografia politica che non previene nulla e arriva sempre quando è troppo tardi. Perché il consenso, per il legislatore, è un concetto giuridico lineare. Nella vita vera è un campo minato psicologico. UNA LEGGE CHE ESISTE SOLO NEI MANUALI, NON NELLE STANZE DOVE SI SUBISCE Per chi scrive le leggi, il consenso è: ♦️ chiaro ♦️ esplicito ♦️ libero ♦️ documentabile ♦️ dichiarabile Per ch...