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SAN GIOVANNI IN FIORE: DOCUMENTI CHOC INCHIODANO MARCO A'MBROGLIA E CONSORTE, VIGILE ED ASSESSORI

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SAN GIOVANNI IN FIORE: richieste di esami intestate al reparto dialisi dell’ospedale di San Giovanni in Fiore a favore di esponenti della cerchia politico-amministrativa locale: Rosaria Succurro, Marco Ambrogio, Luigi Foglia, Rosario Marano. .. e altri nomi vicini alla "cricca".  C’è una nuova patologia che sembra essersi diffusa misteriosamente tra le stanze del potere di San Giovanni in Fiore. Non compare nei manuali di medicina, non la studiano a Catanzaro, non la cura nemmeno il Commissario alla sanità Occhiuto, che crede ancora nella buona fede di tanti dirigenti medici e tanti colleghi politici. Ma nei corridoi dell’ospedale pare abbia trovato terreno fertile.  Si chiama “Privilegiopatia Acuta con Accesso Facilitato” . I sintomi sono sempre gli stessi: improvvisa necessità di esami “rapidi”, allergia cronica alle liste d’attesa, intolleranza ai ticket e una strana capacità di comparire nei documenti sanitari passando dal reparto dialisi pur non avendo mai ...

OCCHIUTO STYLE: LA SANITÀ "PERFORMANTE" COI SOLITI NOTI PERCHE CONVIENE COSÌ.

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Diciamolo subito: riconfermare i vecchi marpioni è stata una pessima mossa. Non una mossa sbagliata: una mossa proprio inutile. Occhiuto continua a giurare e spergiurare di cambiare tutto. E intanto riconferma tutti... così per non stressare il sistema. O il clan. De Salazar e Graziano riconfermati. Non perché abbiano fatto bene, ma perché ormai è chiaro che in Calabria l’immobilismo è considerato esperienza. Occhiuto parla di “ sanità performante ” e poi mette due che da anni performano solo nel restare incollati alla poltrona. Performance riuscitissima. Non serve nemmeno a dare l’illusione dell’innovazione, figuriamoci della sanità “performante” che Occhiuto racconta come una favola della buonanotte. Perché qui non siamo davanti a una scelta prudente. Siamo davanti a una resa totale all’abitudine, al riciclo dell’inefficacia, alla comfort zone del potere che dice: meglio uno che non fa nulla ma lo fa da anni, che uno nuovo che potrebbe rompere il giocattolo. MA OCCHI...

CLOACA MAXIMA: GRAZIANO ALL'ASP DI CROTONE E DE SALAZAR ALL'ASP DI COSENZA

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Sanità calabrese: miliardi, poltrone e una presa in giro collettiva.  In Calabria i soldi per la sanità ci sono. Tanti. PNRR, fondi statali, fondi europei, edilizia sanitaria, digitalizzazione, emergenza-urgenza. Miliardi annunciati, sbandierati, celebrati in conferenze stampa con sorrisi tirati e slide colorate. Poi però uno entra in ospedale. E la magia svanisce. Reparti chiusi, corridoi fatiscenti, macchinari fermi, liste d’attesa che sembrano condanne. La sanità calabrese non è povera: è gestita male, senza coraggio, senza responsabilità, senza conseguenze. Il cuore del disastro ha nomi e cognomi. Azienda Zero, guidata da Miserendino , doveva accelerare e razionalizzare. Ha fatto l’opposto: ha centralizzato la paralisi. Tutto passa di lì, tutto si incaglia lì, nessuna decisione arriva mai fino in fondo. Una macchina perfetta per non decidere e non rispondere di nulla. L’ASP di Cosenza, sotto Graziano, è stata il laboratorio dell’incompiuto: bandi eterni...