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C'È VIOLENZA E VIOLENZA. MA IL PEGGIO È QUELLA CON LA GIACCA ISTITUZIONALE

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In questo Paese succedono due cose nello stesso tempo. Due forme di violenza.  Una è reale, brutale, inaccettabile. L’altra è più subdola, più elegante, ma infinitamente più pericolosa. A Torino un poliziotto di 29 anni, Alessandro Calista , viene accerchiato, pestato, colpito con un martello mentre è a terra. Calci alla testa, pugni, tre colpi alla schiena. Ha una moglie, un figlio, una vita che rischia di spegnersi per la ferocia di qualcuno che non ha nulla a che vedere con la protesta, con il dissenso, con la piazza. Chi fa questo è un criminale. Senza se e senza ma.  Non è un manifestante. Non è un simbolo. Non è una causa. Va individuato, arrestato, processato, condannato, carcerato e la chiave buttata. Punto. Non esistono “però”. Non esistono attenuanti morali. Il martello non è un’opinione politica. Detto questo, finisce qui la chiarezza che il potere ama ostentare. Perché tutto il resto è una manipolazione scientifica. Mentre a Torino si consu...

IL DOVERE DI RICORDARE di Pasqualina Florio

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​Il Dovere di Ricordare : Perché il 27 Gennaio Interroga ancora il nostro Presente ​Di Redazione Educativa | 27 Gennaio 2026 ​Il 27 gennaio non è una ricorrenza come le altre. Non è un anniversario da celebrare con retorica, ma una "sosta forzata" che la storia impone alla nostra coscienza . In questa data, nel 1945, il mondo scoprì l’inimmaginabile dietro i cancelli di Auschwitz .  Oggi, a distanza di decenni, la sfida non è solo ricordare cosa è accaduto, ma capire come sia stato possibile. ​Una "Fabbrica" del Male : Oltre i Numeri ​Parlare di Shoah significa confrontarsi con cifre che tolgono il fiato: milioni di ebrei, rom, sinti, omosessuali, disabili e oppositori politici sistematicamente eliminati. Tuttavia, l'aspetto più educativo della Giornata della Memoria risiede nel comprendere la metodologia della discriminazione. ​La persecuzione non è iniziata con i forni crematori, ma con le parole . È iniziata con leggi che toglievano diritti civi...

GOVERNO MELONI: CARI POLITICI, VI NOMINO LADRI DI STATO

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Quando il governo si autoassolve e la Calabria paga il conto.  C’è un momento preciso in cui uno Stato smette di rappresentare i cittadini e inizia a proteggere chi lo saccheggia. Quel momento ha una data: 27 dicembre 2025 . Quel giorno entra in vigore una legge che non riforma nulla. Anzi normalizza l’impunità. Un magistrato della Corte dei Conti, Ferruccio Capalbo , lo ha spiegato a muso duro in un video: questa riforma introduce la deresponsabilizzazione di politici e funzionari pubblici. Tradotto nel linguaggio di tutti: se sprechi o rubi con soldi pubblici, ti tieni il malloppo... al massimo paghi quattro spiccioli. Il resto? Lo pagano i cittadini. “Chi rompe paga” Questa frase, valida nella vita reale, non esiste più nella pubblica amministrazione. La Corte dei Conti finora poteva: accertare i danni erariali > chiamare in giudizio amministratori e funzionari > ottenere che restituissero dalla propria tasca i soldi presi o sperperati Domani invece i politic...

I CALABRESI CHE VOTANO I FASCIO-LEGHISTI NON TROMBANO ABBASTANZA

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C’è un vecchio detto, riadattato in chiave satirica, che recita: “ Se non trombi abbastanza, finisci per compensare altrove. ” Ecco, nel panorama politico calabrese questa compensazione assume la forma di una scelta incomprensibile: votare Lega. ♦️ Il paradosso meridionale Il partito di Matteo Salvini, nato sulle ceneri della Lega Nord di Bossi e Calderoli, non ha mai nascosto il suo disprezzo verso il Sud: 💥 I meridionali erano chiamati “terroni” da togliere di torno. 💥C’erano magliette e cori da stadio con scritto “Forza Etna” (per augurare catastrofi naturali al Sud). 💥La Calabria veniva descritta come terra di mafia e di assistiti. Eppure, negli ultimi anni, proprio in Calabria la Lega ha trovato una sacca di consensi, piccoli ma significativi, al punto da eleggere consiglieri e assessori. ♦️ Masochismo elettorale Come spiegare questa contraddizione? La chiave potrebbe stare in quel detto popolare: chi non vive a pieno, chi non si riconosce nella propria...