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​OLTRE IL MURO DEL "TUTTO BENE": SE LA FRAGILITÀ DIVENTA INVISIBILE AI NOSTRI OCCHI

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​OLTRE IL MURO DEL "TUTTO BENE": SE LA FRAGILITÀ DIVENTA INVISIBILE AI NOSTRI OCCHI  ​di Pasqualina Florio, educatrice ​Come educatrice, sono abituata a leggere tra le righe, a interpretare un disegno, a dare un senso  a un silenzio prolungato.  Ma davanti alla tragedia di Catanzaro, anche le parole della pedagogia sembrano farsi piccole , quasi impotenti.  Eppure, proprio ora, abbiamo il dovere di non distogliere lo sguardo. ​Quello che è accaduto non è "solo" un fatto di cronaca nera. È un fallimento collettivo che ci interroga su un punto cruciale: che fine ha fatto la nostra capacità di scorgere la crepa dietro la facciata della normalità? ​L’inganno della " Famiglia Mulino Bianco " ​Viviamo in un’epoca che idolatra la performance. Dobbiamo essere genitori impeccabili, partner presenti, lavoratori instancabili. E questa pressione si traduce spesso in una maschera di "normalità" che indossiamo per rassicurare il mondo (e noi stessi...

​L’EPIDEMIA DELLE LAME: PERCHÉ I GIOVANI IMPUGNANO IL COLTELLO?

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​L’EPIDEMIA DELLE LAME: PERCHÉ I GIOVANI IMPUGNANO IL COLTELLO? ​Analisi di una deriva violenta tra aule e strade: quando il conflitto non trova più parole.   ​A cura della  dott.ssa Pasqualina Florio ​L’aula, un tempo santuario della parola e del confronto, si sta trasformando in un perimetro d’ansia.  Le cronache non parlano più soltanto di bullismo verbale o di "ragazzate", ma di metallo.  L'uso del coltello contro insegnanti e coetanei non è più un evento isolato, ma il sintomo di una frattura profonda tra le nuove generazioni e la realtà . ​Perché un adolescente decide di armarsi? Le cause non sono mai singole, ma s’intrecciano in un nodo complesso. ​1. Il crollo della mediazione simbolica ​Il linguaggio sta perdendo il suo potere. Quando un giovane non possiede gli strumenti lessicali per esprimere frustrazione, rabbia o senso di ingiustizia, il corpo prende il sopravvento. Il coltello diventa una " protesi " comunicativa: dove non arriva la p...

EDUCARE ALLE EMOZIONI: LA LEZIONE CHE NON STIAMO INSEGNANDO

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​DI PASQUALINA FLORIO ​La notizia che arriva da La Spezia squarcia il velo di apparente normalità che avvolge le nostre mattine scolastiche: un ragazzo di 18 anni ha perso la vita, accoltellato da un compagno di classe che aveva portato l'arma da casa .  Davanti a un evento di tale violenza, il primo sentimento è lo sconcerto, seguito da un silenzio carico di domande che noi, come comunità educante, non possiamo più eludere. ​Una ferita nel cuore dell'istituzione ​La scuola dovrebbe essere, per definizione, il luogo della parola, del confronto e della crescita sicura. Quando un'arma varca quella soglia, significa che il dialogo si è interrotto molto prima del tragico gesto.  Come educatori, dobbiamo chiederci: cosa sta succedendo nel mondo interiore dei nostri ragazzi? Non si tratta "solo" di un episodio di cronaca nera, ma del segnale di una sofferenza profonda, di un'incapacità di gestire il conflitto e di emozioni che sfociano in una violenza c...

QUANDO L'AMORE DIVENTÀ UNA TRAPPOLA

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​L’analisi dell’educatrice Pasqualina Florio sulle dinamiche di controllo tra i " nativi digitali " e l'importanza dell'alfabetizzazione emotiva. ​DI REDAZIONE SOCIALE ​In un’epoca dominata dalla velocità dei social media, le dinamiche relazionali tra i giovanissimi stanno subendo una trasformazione profonda , non sempre priva di pericoli.  Il confine tra " passione " e " possesso " appare spesso sfumato, portando a quelle che gli esperti definiscono relazioni tossiche .  A tracciare un quadro lucido della situazione è l’educatrice Pasqualina Florio, impegnata nel decodificare i segnali di disagio che emergono tra i banchi di scuola e nelle piazze virtuali. ​IL CONTROLLO NELL'ERA DELLO SMARTPHONE  ​Secondo l’analisi dell’esperta, la tossicità oggi viaggia spesso attraverso uno schermo. Non si manifesta solo con la violenza fisica, ma con forme sottili e costanti di controllo psicologico. Richiedere la password dei social, monitora...