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REFERENDUM GIUSTIZIA? NO GRAZIE!

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🔴 CON LE PAROLE DI DANIELE MARTINELLI UN GRANDE GIORNALISTA IN PRIMA LINEA, L'ENNESIMO INVITO A NON FARVI PRENDERE PER IL CULO, L'ENNESIMO INVITO AD ANDARE A VOTARE E L'ENNESIMO INVITO A VOTARE... NO! Guarda il video con Daniele Martinelli Questa è proprio la copertina che ti guarda e ti dice: “Guarda che la scheda è semplice… sei tu che devi decidere se esserlo anche tu.” La domanda in alto 👉 “VUOI ESSERE PRESO PER IL CULO?” Zero giri di parole. È il tipo di frase che o ti fa ridere… o ti fa incazzare. In entrambi i casi ti invita a riflettere.  La scheda realistica SÃŒ vs NO, pulita, chiara, impossibile da ignorare. Non serve spiegare niente: il messaggio si capisce in 2 secondi. La mano con la penna... Dettaglio sottile ma potente: 👉 la scelta è tua, non del talk show, non del politico di turno. Titolo sopra Sembra serio, quasi istituzionale… poi sotto trovi la realtà nuda e cruda. Ed è lì che scatta il corto circuito. VOTA NO. Punto!

REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: SI O NO... ECCO PERCHÉ NON CAMBIERÀ UN CAZZO

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REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: IL GRANDE SPETTACOLO ITALIANO (E PERCHÉ, QUALUNQUE SIA IL RISULTATO, IL SISTEMA RESTERÀ UGUALE) Tra pochi giorni gli italiani saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia .  Il voto si terrà il 22 e 23 marzo e riguarda una riforma che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri , due Consigli Superiori distinti e una nuova Corte disciplinare per i magistrati.  Sulla carta sembra roba da giuristi con la toga stirata e il latinorum in tasca. Nella realtà è diventata l’ennesima guerra politica travestita da riforma della giustizia. E allora proviamo a dire le cose come stanno. COSA PREVEDE IL REFERENDUM Il referendum è confermativo : significa che il Parlamento ha già approvato la riforma e i cittadini devono decidere se farla entrare in vigore oppure no .  Se vince il SÃŒ: giudici e pubblici ministeri avranno carriere separate, nasceranno due Consigli Superiori della Magistr...

OCCHIUTO ORDINA LA CHIUSURA DI "IACCHITÈ"... E LA PROCURA DI COSENZA OBBEDISCE

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CALABRIA A MISURA DI CALABRESE: TE LA FACCIO VEDERE MA NON TE LA DO. OCCHIUTO ORDINA LA CHIUSURA DI "IACCHITÈ"... E LA PROCURA DI COSENZA ESEGUE.  IL MODELLO: VETRINA PERFETTA, MAGAZZINO VUOTO La narrazione è impeccabile. Slide eleganti, conferenze stampa ben illuminate, slogan cuciti su misura. “ Calabria a misura di calabrese ” suona bene, sembra quasi una promessa d’amore istituzionale.  Peccato che, appena spegni la diretta, resti il solito copione: rendering al posto degli ospedali, annunci al posto dei cantieri, proclami al posto delle assunzioni vere. Questo è il cuore del modello: mostrarti la Calabria del futuro come fosse già qui. Te la faccio vedere. Ma non te la do. Un eterno trailer senza film. GIUSTIZIA TELECOMANDATA: QUANDO IL DECRETO DIVENTA TELECOMANDO Hanno cercato di oscurare Iacchitè .  E ci sono pure riusciti. Per ora.  Ma il punto più inquietante non è il conflitto con una testata scomoda. È il messaggio che passa sotto traccia. Se u...

VOTA NO ALLA RIFORMA "NORDIO". GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI

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REFERENDUM GIUSTIZIA NO, GRAZIE. NON COSÃŒ. Il referendum sulla giustizia viene presentato come una “riforma”. In realtà  non risolve i veri problemi del sistema giudiziario italiano e rischia di peggiorarli. PERCHÉ VOTARE NO 1. Non accelera i processi I processi lenti non dipendono dai giudici, ma da: carenza di personale uffici sotto organico strutture obsolete Il referendum non interviene su nulla di tutto questo. 2. Indebolisce l’indipendenza della magistratura Alcuni quesiti riducono le garanzie di autonomia dei magistrati, aprendo la strada a: pressioni politiche interferenze esterne Una giustizia meno indipendente non è più giusta. 3. Favorisce i potenti, non i cittadini Le modifiche proposte rendono più difficile perseguire: corruzione malaffare reati dei colletti bianchi Chi ha mezzi e avvocati forti ringrazia. I cittadini comuni, no. 4. È una riforma a pezzi, confusa e inefficace Cambiare la giustizia con quesiti tecnici e scollegati: non è una rifo...

REFERENDUM GIUSTIZIA: CHI RUBA UN POLLO VA IN GALERA, CHI RUBA MILIONI FA CARRIERA

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C’è un’Italia che predica la “riforma della giustizia” col petto gonfio e il ditino alzato, e un’altra che quella giustizia la subisce fino al midollo. Indovinate un po’ chi appartiene alla prima categoria? Esatto: i soliti, quelli che si riempiono la bocca di parole come “merito”, “legalità”, “efficienza”, mentre le sentenze gli piovono addosso come coriandoli a Carnevale. Questa è la lista — incompleta, purtroppo — dei condannati e arrestati della Destra italiana , quelli che oggi pretendono di riformare la magistratura. Ma non facciamoci illusioni: anche a sinistra non stanno messi meglio. Perché se da un lato gridano “vergogna” contro Meloni & co., dall’altro si siedono in Parlamento accanto a tesserati e candidati con condanne belle fresche. Insomma, la “giustizia uguale per tutti” resta il più grosso scherzo della Repubblica. E per il ladro di galline o il povero cristo che ruba per fame? Tranquillo, lui la galera la vede eccome. Perché in Italia funziona così: ...