REFERENDUM GIUSTIZIA: CHI RUBA UN POLLO VA IN GALERA, CHI RUBA MILIONI FA CARRIERA
C’è un’Italia che predica la “riforma della giustizia” col petto gonfio e il ditino alzato, e un’altra che quella giustizia la subisce fino al midollo. Indovinate un po’ chi appartiene alla prima categoria? Esatto: i soliti, quelli che si riempiono la bocca di parole come “merito”, “legalità”, “efficienza”, mentre le sentenze gli piovono addosso come coriandoli a Carnevale.
Questa è la lista — incompleta, purtroppo — dei condannati e arrestati della Destra italiana, quelli che oggi pretendono di riformare la magistratura. Ma non facciamoci illusioni: anche a sinistra non stanno messi meglio. Perché se da un lato gridano “vergogna” contro Meloni & co., dall’altro si siedono in Parlamento accanto a tesserati e candidati con condanne belle fresche.
Insomma, la “giustizia uguale per tutti” resta il più grosso scherzo della Repubblica.
E per il ladro di galline o il povero cristo che ruba per fame? Tranquillo, lui la galera la vede eccome. Perché in Italia funziona così: più rubi, più sali. Meno conti, più paghi.
La lista che circola (grazie ad Alessandro Sanhueza) è una specie di hit parade del malaffare politico. Gente condannata per tutto: mafia, ‘ndrangheta, camorra, truffe, peculato, bancarotta, corruzione, rimborsopoli e pure razzismo.
Eccoli i “paladini della giustizia” che ora vogliono riscriverne le regole.
Fratelli d’Italia:
Domenico Creazzo – ‘ndrangheta
Roberto Rosso – ‘ndrangheta
Gianni Alemanno – “Mafia Capitale”
Giuseppe Caruso – ‘ndrangheta
Alessandro Nicolò – arrestato
Luca Cavalieri – trovato con cocaina
Raffaele Stancanelli, Salvatore Ronghi, Fabrizio Bertot – condannati vari
Giancarlo Pittelli – arrestato per ‘ndrangheta
Lega e derivati:
Umberto Bossi – 8 condanne
Edoardo Rixi – condannato per peculato
Armando Siri – bancarotta fraudolenta
Matteo Salvini – condannato per razzismo e oltraggio a pubblico ufficiale
Maroni – 2 condanne
Fabio Rizzi – arrestato per appalti truccati
Sindaci, assessori, eurodeputati vari pizzicati tra corruzione, droga e spese pazze
Forza Italia (ovvero la madre di tutte le prescrizioni):
Silvio Berlusconi – un curriculum giudiziario che fa impallidire il casellario di Cosa Nostra
Raffaele Fitto – corruzione, abuso d’ufficio
Giancarlo Galan – condannato per corruzione sul Mose
Pittelli, Tallini, Siclari, Verdini... e avanti così
Insomma, un curriculum collettivo da film di Scorsese, solo con meno stile e più ipocrisia.
🔹 “MA ANCHE LA SINISTRA…”
Sì, perché qui nessuno è innocente.
La sinistra, tra una manifestazione e una diretta Facebook contro la riforma Nordio, sa di avere i propri scheletri nell’armadio, tra ex amministratori condannati, dirigenti inquisiti e tesserati con guai giudiziari seri.
Quando si tratta di usufruire delle stesse leggi “salva-politico”, la coerenza evapora come un finanziamento pubblico ben piazzato.
Il dramma, come sempre, è che le leggi cucite addosso ai potenti non valgono per chi potente non è.
Così il disoccupato che sgarra con il Reddito di Cittadinanza finisce in tribunale in due settimane, mentre il politico che si pappa milioni di euro pubblici fa ricorso, ottiene rinvii, prescrizioni, patteggiamenti e magari torna pure ministro.
La “riforma della giustizia” tanto sbandierata da Meloni e Nordio non serve a rendere il sistema più equo: serve a rendere più tranquilli i condannati con la cravatta.
Il ladro di galline, invece, stia sereno: per lui la cella resta aperta.
Non c’è destra né sinistra, solo un grande condominio del malaffare dove tutti si coprono a vicenda, a spese nostre.
Finché non sarà il cittadino a pretendere davvero giustizia — quella vera, non quella ritagliata per casta — continueremo a vivere nel Paese dove chi ruba milioni fa carriera e chi ruba un pollo va in galera.
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