Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Domenico Furgiuele

C'È VIOLENZA E VIOLENZA. MA IL PEGGIO È QUELLA CON LA GIACCA ISTITUZIONALE

Immagine
In questo Paese succedono due cose nello stesso tempo. Due forme di violenza.  Una è reale, brutale, inaccettabile. L’altra è più subdola, più elegante, ma infinitamente più pericolosa. A Torino un poliziotto di 29 anni, Alessandro Calista , viene accerchiato, pestato, colpito con un martello mentre è a terra. Calci alla testa, pugni, tre colpi alla schiena. Ha una moglie, un figlio, una vita che rischia di spegnersi per la ferocia di qualcuno che non ha nulla a che vedere con la protesta, con il dissenso, con la piazza. Chi fa questo è un criminale. Senza se e senza ma.  Non è un manifestante. Non è un simbolo. Non è una causa. Va individuato, arrestato, processato, condannato, carcerato e la chiave buttata. Punto. Non esistono “però”. Non esistono attenuanti morali. Il martello non è un’opinione politica. Detto questo, finisce qui la chiarezza che il potere ama ostentare. Perché tutto il resto è una manipolazione scientifica. Mentre a Torino si consu...