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MARCO MINNITI: LA PORTA GIREVOLE TRA POLITICA, INDUSTRIA DELLE ARMI E CAZZI SUOI

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Marco Minniti, calabrese,   nasce politicamente nel PCI, attraversa PDS e DS, approda al PD senza mai perdere l’olfatto per l’aria che tira.   Parlamentare sempre grazie alle liste bloccate, mai un’investitura popolare diretta. È stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi sotto Enrico Letta e Matteo Renzi , poi ministro dell’Interno con Paolo Gentiloni .  Uomo dell’apparato, non del consenso. Più sicurezza che diritti, più ordine che conflitto sociale. “ Ma quando mai è stato di sinistra? ” Domanda retorica, risposta semplice: mai. O meglio, lo è stato finché conveniva .  Minniti è l’esempio da manuale del professionista del potere che scambia l’ideologia per un badge d’accesso. Oggi qui, domani lì, sempre dove c’è la stanza dei bottoni. È stato il delfino di Antonio Bassolino , poi l’ombra lunga di Massimo D'Alema , quindi la sagoma rassicurante per Walter Veltroni , infine l’uomo giusto per Matteo Renzi . Non...