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SAN GIOVANNI IN FIORE: DOCUMENTI CHOC INCHIODANO MARCO A'MBROGLIA E CONSORTE, VIGILE ED ASSESSORI

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SAN GIOVANNI IN FIORE: richieste di esami intestate al reparto dialisi dell’ospedale di San Giovanni in Fiore a favore di esponenti della cerchia politico-amministrativa locale: Rosaria Succurro, Marco Ambrogio, Luigi Foglia, Rosario Marano. .. e altri nomi vicini alla "cricca".  C’è una nuova patologia che sembra essersi diffusa misteriosamente tra le stanze del potere di San Giovanni in Fiore. Non compare nei manuali di medicina, non la studiano a Catanzaro, non la cura nemmeno il Commissario alla sanità Occhiuto, che crede ancora nella buona fede di tanti dirigenti medici e tanti colleghi politici. Ma nei corridoi dell’ospedale pare abbia trovato terreno fertile.  Si chiama “Privilegiopatia Acuta con Accesso Facilitato” . I sintomi sono sempre gli stessi: improvvisa necessità di esami “rapidi”, allergia cronica alle liste d’attesa, intolleranza ai ticket e una strana capacità di comparire nei documenti sanitari passando dal reparto dialisi pur non avendo mai ...

CERCASI 349 INFERMIERI: IL 350° AVEVA GIÀ "U CUMPÀRE" IN COMMISSIONE

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La sanità calabrese , quel grande reality show dove la trama cambia ogni stagione ma i personaggi restano sempre gli stessi.  Medici stremati, reparti zombie, liste d’attesa che manco per vedere il Papa morto… e ora, colpo di scena: 349 infermieri cercasi. Non 350. Trecentoquarantanove. Numero talmente preciso che sembra scelto da un cartomante amministrativo.  Uno si chiede: il trecentocinquantesimo lo tenevano già in caldo? O è il classico posto “opzionale”, tipo il sedile riscaldato nelle auto? IL CONCORSO DELLA SPERANZA (O DELLA STATISTICA CREATIVA) La Regione Calabria annuncia il bando. Requisiti seri, procedura pubblica, domanda online entro il 7 marzo 2026 tramite portale nazionale. Tutto pulito. Tutto digitale. Tutto meritocratico… sulla carta. Peccato che in Calabria la parola “ concorso ” venga percepita come un gratta e vinci: lo compri sapendo che non vincerai, ma vuoi comunque illuderti quei trenta secondi. Perché qui il CV conta, sì… ma spesso più co...

GIANCARLO iGRECO: LA SANITÀ CHE SI PAGA E VI PRENDE PURE PER IL CULO

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IL GIOCO DELLE TRE CARTE A Vagliolise l’ospedale pubblico non si può fare. Non è idonea, dicono. Terreno sbagliato, area inadeguata, problemi tecnici. La solita litania. Poi però succede il miracolo calabrese: lo stesso identico posto diventa improvvisamente perfetto per una struttura ospedaliera e diagnostica privata. Non è un errore. Non è un caso. È il metodo. E mentre il pubblico viene dichiarato impossibile, il privato inevitabile. Il trucco è sempre quello: togliere di mezzo l’alternativa e chiamarla “ realismo ”. LA NARRAZIONE DELLA PIETÀ In questo scenario " flop " entra in scena Giancarlo Greco , uno dei magnati della sanità privata cosentina, che in un video su TikTok fa leva sulla sofferenza dei pazienti costretti a emigrare per curarsi. Si vittimizza, racconta i suoi “ viaggi della speranza ”, si mette sullo stesso piano di chi oggi non arriva a fine mese. C’è però una differenza non trascurabile: lui quei viaggi li faceva con molti più soldi in tasca...

IL GRANDE BLUFF DI OCCHIUTO: MEDICI STRANIERI SI, CALABRESI NO

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Roberto Occhiuto , presidente della Regione Calabria e commissario ad acta per la sanità, firma l’ennesimo decreto annunciato come svolta epocale: via libera ai medici stranieri, anche extra UE, chiamati a colmare la cronica carenza di personale . Il tutto raccontato con la solita retorica dell’emergenza, trasformata per magia in “ buona pratica ”, addirittura presa a modello da altre Regioni. Se il sistema è al collasso, almeno che lo sia con un buon ufficio stampa. Peccato che l’emergenza non sia un evento improvviso, ma il prodotto di anni di scelte precise: commissariamento infinito, ospedali chiusi, blocco del turn over, concorsi fantasma, reparti svuotati, professionisti spremuti fino alla fuga. Questa non è una crisi: è una condizione strutturale, difesa politicamente e amministrata come se fosse inevitabile. Nel racconto ufficiale la Calabria diventa improvvisamente “ aperta al mondo ”. Medici da ogni dove, con percorsi formativi lontani, sistemi sanitari non compar...

MIGRAZIONE SANITARIA: L'AUTONOMIA DIFFERENZIATA PREPARA IL FUNERALE DELLA SANITÀ CALABRESE

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Quando curarsi diventa emigrare, e la libera scelta è un cavallo di Troia Ogni anno, qui in Calabria, milioni di euro volano via per far curare i calabresi in altre regioni. Secondo la Fondazione Gimbe la spesa della mobilità sanitaria passiva (cioè: pazienti che escono dalla regione) nel 2022 è stata di 304,8 milioni di euro.  Nel 2023 il bilancio peggiora: saldo negativo pari a -191,9 milioni di euro per la Calabria.  Il rapporto Osservasalute certifica: il 25,75% dei calabresi si è spostato fuori regione per curarsi.  In soldoni: il sistema sanitario calabrese è così debole che un paziente su quattro pensa “ meglio andare altrove ”. E chi se ne va trascina via risorse, professionalità e speranza. Qualcuno fa affari con la fuga.  Infatti, grandi strutture private accreditate — tipo Humanitas, San Raffaele S.p.A., Gemelli Polyclinic — non sempre chiariscono al paziente che sono private-accreditate . (È accreditato il fatto che nel Mezzogiorno la qu...

IN CALABRIA L'OMERTÀ NON È 'NDRANGHETA... È SISTEMA SANITARIO

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Non è romanzesco, non è giornalismo d’appendice. È la realtà amara di una regione in cui morire diventa routine, e chiedere verità diventa atto di coraggio. Qualcuno, anche ultimamente, ci ha avvisato: "Ma perché parlarne ancora? Tanto ormai..."  Possiamo capire la domanda, lecita. Ma quel " tanto ormai... " non ci va proprio giù.  Che vorrebbe significare sto "tanto ormai"? Forse che è inutile parlarne, tanto non si saprà mai la verità? Forse un avvertimento onde proteggere qualcuno?  Non lo sappiamo... ma se anche fosse ce ne freghiamo.  Perché gli unici a dirci di lasciar perdere dovrebbero essere moglie e figli di Serafino... mamma e papà di Carlotta, non altri.  Eh si, parliamo ancora di Serafino Congi , 48 anni, morto il 4 gennaio 2025 in ambulanza dopo ore d’attesa. E parliamo anche della piccola Carlotta La Croce, 12 anni, morta il 26 luglio 2025, dopo due ore d’attesa per un trasferimento urgente.  Due casi, distanti pochi mesi, emble...

OCCHIÙ , MA CUMU CAZZU FA A UN TI VRIGUGNÀ MANCU NU POCU!

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Come cazzo fa Occhiuto a non nascondere la testa sotto la sabbia dalla vergogna, a non sparire invece che ricandidarsi? Come cazzo fa ancora a promettere “faremo”, “costruiremo”, “daremo”, a fare spot sugli ospedali che non esistono, a farsi difendere da una Pasqualina Straface che mente sapendo di mentire perfino sui tempi del soccorso, strumentalizzando pure il servizio? Niente... rimane un mistero! E intanto ogni giorno si leggono lettere come quella di oggi, firmata Francesco Arnieri , malato oncologico, che al CUP di Cosenza si è visto dare come prima data utile per una PET urgente il 6 giugno 2026 . Un esame che serve a scoprire le cellule cancerogene, da cui dipende la possibilità di intervenire con radioterapia. Un esame che in Calabria non puoi fare: o aspetti un anno sperando che qualcuno muoia o cancelli la prenotazione, oppure devi andare fuori regione. Ma per farlo ti servono soldi e salute. E intanto il carcinoma cresce, e la tua vita ...