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DE CICCO, L’UOMO DEL POPOLO™️ CHE SUSSURRAVA AI TOMBINI

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DE CICCO, L’UOMO DEL POPOLO™️ CHE SUSSURRAVA AI TOMBINI Da aggiustatore seriale di erba alta a stratega universale della politica calabrese. Una tragedia greca, ma con meno filosofia e più selfie. A Castrolibero ormai la politica sembra una puntata scritta male di Gomorra girata però davanti al municipio e con protagonisti che litigano su Facebook Live come zii alterati al pranzo di Ferragosto, dopo essersi scolata na damigiana di vino a testa.  E in mezzo a questo carnevale della coerenza troviamo lui: Francesco De Cicco . L’uomo che parla come Che Guevara , si muove come Mastella e amministra come uno che ha appena scoperto dove sta il pulsante “ microfono acceso ”. Perché diciamolo chiaramente: De Cicco è il classico marpione di provincia che ha costruito il personaggio politico sulla mistica del “ uomo semplice ”. Il problema è che dopo anni passati a fare video davanti ai tombini otturati, ora si sente Churchill con l’accento di Via Popilia.   Taglia un...

MERIDIONALISMO O PARASSITISMO? IL METODO "DE CICCO" SPIEGATO FACILE

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SAN GIOVANNI IN FIORE: LA POLITICA COME PARASSITISMO ORGANIZZATO A San Giovanni in Fiore, come anche a Castrolibero le amministrative 2026 stanno diventando qualcosa di più di una semplice sfida elettorale.  Qui si sta celebrando un rito antico: quello dell’ autosabotaggio collettivo condito da una buona dose di memoria corta e facce toste. L’obiettivo ufficiale resta quello di spodestare Marco Ambrogio San Giovanni e ad Orlandino Greco a Castrolibero .  Ma mentre qualcuno ancora finge di crederci, il resto del campo si muove in ordine sparso, come se la priorità non fosse vincere, ma sopravvivere agli altri. E possibilmente eliminarli strada facendo. LA SINISTRA CHE SI DIVORA DA SOLA La sinistra, che sulla carta dovrebbe rappresentare un’alternativa credibile, riesce nell’impresa di diventare il miglior alleato dell’avversario. Non serve Ambrogio o Orlandino a indebolirla, basta che si guardi allo specchio. Le tensioni interne, da una parte e dall'altra, non so...

CASTROLIBERO 2026: IL CIRCO DEI CAZZI, CUCUZZÌEDDRI E OVA

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Certe storie politiche locali sembrano scritte da un autore che ha studiato in quel grande ateneo Cosentino, sempre presente nell'immaginario collettivo, che è la Caricchio's University , uno che ricicla sempre lo stesso copione sperando che nessuno se ne accorga.  E invece eccoci a Castrolibero , dove la realtà riesce comunque a fare peggio. Lo scenario è quello del "mercatone politico" che precede le elezioni amministrative 2026. Questa favola, della quale Calabria Magazine ha voluto essere protagonista, parte con le migliori intenzioni: cercare di   costruire un’alternativa vera contro i soliti parassiti comunali capeggiati da Orlandino Greco.  Un’idea quasi romantica, che infatti si schiantò subito contro ambizioni personali, inciuci da manuale e quel fantastico sport olimpico locale che è il “copia e incolla amministrativo”. Tradotto: cambiano i nomi, resta il sistema. Si prova allora con il piano B, quello intelligente, almeno sulla carta: affidarsi...

DE CICCO: "MA SIAMO SICURI CHE OGGI IL PROBLEMA DELLA CALABRIA SIA AGGIUNGERE ASSESSORI?"

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La Calabria è quell’unico posto al mondo in cui, davanti a un palazzo che crolla, la politica decide non di puntellarlo… ma di costruire un balcone in più. È l’essenza del governo Occhiuto: estetica della poltrona, etica del portafoglio. Ora arriva l’ultimo capolavoro: aumentare gli assessori da 7 a 9, perché evidentemente i danni non erano abbastanza distribuiti. La sanità è un morto che cammina, l’acqua è un optional, le strade un videogioco di sopravvivenza. Ma la priorità qual è? Allargare la tavolata. A gridarlo per primo è stato il neo consigliere regionale,  Francesco De Cicco , giustamente: “Ma è davvero questo il problema della Calabria?” Sì, caro Ciccio . Per loro sì. Perché se i calabresi soffrono, la classe politica ingrassa. E ingrassano sempre in gruppo, come i porcellini attorno alla mangiatoia. Il colpo di teatro? La porcata non passa nemmeno in Commissione. Direttamente in Aula, senza dibattito. È come mettere una bomba sotto un palazzo e d...