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Visualizzazione dei post con l'etichetta violenza

EDUCARE ALLE EMOZIONI: LA LEZIONE CHE NON STIAMO INSEGNANDO

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​DI PASQUALINA FLORIO ​La notizia che arriva da La Spezia squarcia il velo di apparente normalità che avvolge le nostre mattine scolastiche: un ragazzo di 18 anni ha perso la vita, accoltellato da un compagno di classe che aveva portato l'arma da casa .  Davanti a un evento di tale violenza, il primo sentimento è lo sconcerto, seguito da un silenzio carico di domande che noi, come comunità educante, non possiamo più eludere. ​Una ferita nel cuore dell'istituzione ​La scuola dovrebbe essere, per definizione, il luogo della parola, del confronto e della crescita sicura. Quando un'arma varca quella soglia, significa che il dialogo si è interrotto molto prima del tragico gesto.  Come educatori, dobbiamo chiederci: cosa sta succedendo nel mondo interiore dei nostri ragazzi? Non si tratta "solo" di un episodio di cronaca nera, ma del segnale di una sofferenza profonda, di un'incapacità di gestire il conflitto e di emozioni che sfociano in una violenza c...

CALABRIA: È ALLARME SOCIALE

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Episodi di criminalità predatoria in tutta la Regione. Rapine milionarie, furti, episodi di violenza, assalti ai bancomat.   Calabria, ordinaria amministrazione. Non un’ondata improvvisa, non un’emergenza inattesa. È solo la cronaca che finalmente smette di essere timida e fotografa ciò che la politica finge di non vedere da anni. Nel Cosentino, in particolare, la percezione di insicurezza cresce . Cresce nelle aree commerciali, lungo le principali vie di collegamento, nei racconti quotidiani di chi vive e lavora. Cresce insieme alla paura, insieme ai controlli delle forze dell’ordine, insieme ai comunicati rassicuranti. Non cresce il lavoro. Non crescono i servizi. Non cresce la dignità. E senza queste tre cose, la sicurezza resta una parola buona solo per i tavoli istituzionali e le slide. QUANDO IL GIUDIZIO MORALE INIZIA A ZOPPICARE Qui arriva il punto che scandalizza i benpensanti professionisti. Davanti a queste notizie, una parte della società non prova indignazio...

BULLI COME I "MARANZA", MA A COSENZA SONO "SPADACCINI" DA DUE SORDI...

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Ecco il profilo ufficiale, scientifico, certificato e tristemente comico del nuovo sovrano di Cosenza: "U Spadaccìnu ca u vala na lira" , creatura metà TikTok, metà disastro sociologico, tutto caos. PROFILO PSICO-CRIMINOLOGICO DEL BULLETTO COSENTINO Una specie, a quanto pare, in rapida espansione.  Età: variabile tra 12 e 25 anni , ma con la maturità emotiva di nu tostapane fulminàtu. Livello di istruzione: diplomato al YouTube Institute of Violence e master alla Carìcchio's University of CosAngeles .  Passioni: deviare in curva, sfasciare cose, insultare vigili, diventare “virale”. Credo spirituale: “Se non fai casino, non esisti.” LE SUE SPECIALITÀ 1. MOLESTATORE DA REPARTO DONNA Lo trovi nei negozi del centro, in modalità predatore low cost . Non fa nemmeno paura: è imbarazzante come un cugino ubriaco ai matrimoni. Pensa di conquistare con frasi tipo “ Tesò, però si pròpriu beddra ”… mentre invade lo spazio vitale altrui come un hoverboard impazzito. 2. AG...

25 NOVEMBRE: LE DONNE MUOIONO, LO STATO RECITA. E GLI STUPRATORI SONO LIBERI.

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Ogni anno lo stesso teatrino: fiocchi rossi, programmi speciali, politici che si commuovono davanti alle telecamere e Centri Antiviolenza che inaugurano l’ennesima panchina dipinta con frasi a effetto. Poi il 26 novembre smontano il palco e si torna al solito copione: una donna chiama aiuto, nessuno interviene, qualcuno la uccide. Ma la cosa più assurda è questa: gli stupratori e i violenti non stanno dentro. Stanno fuori. Situazioni familiari a rischio, individui violenti... ben conosciuti non solo dalle Forze dell'Ordine, ma anche dai servizi sociali comunali e ospedalieri, dagli Operatori dei fantomatici Centri Antiviolenza.  Le carceri sono piene di casi contestati, accuse borderline, processi infiniti, pene sospese. I veri pericolosi stanno a casa, al bar, in ufficio, nei partiti, nelle associazioni, in Comune. Protetti, tutelati, intoccabili. IL REATO DEL SECOLO: NON PER FERMARE I MOSTRI, MA PER ELIMINARE GLI SCOMODI In Italia la violenza sulle donn...