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NONSOLOSBIRRO: ANTONIO BORELLI, NUOVO QUESTORE DI COSENZA

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Si insedia Antonio Borelli, nuovo Questore della Città Bruzia.  Per una volta non il solito copione. Non il questore che arriva, fa la foto di rito e promette “ tolleranza zero ” come se fosse un deodorante per problemi strutturali.  Borelli ha detto una cosa che in Calabria suona quasi rivoluzionaria: la sicurezza non è solo manette, è prevenzione, fiducia, città che funzionano . Che detta così sembra banale. Qui invece è quasi eresia. Il punto è Cosenza . Non una cartolina universitaria, ma una città spaccata. Quartieri dimenticati, periferie lasciate al buio, stazioni e autostazioni che non sono luoghi di passaggio ma anticamere del degrado . E quando uno Stato spegne la luce, qualcun altro la accende. Non per fare poesia, ma per fare affari. Borelli tocca un nervo scoperto quando parla di sicurezza percepita . Perché a Cosenza i reati magari non esplodono nei numeri, ma la paura sì. Paura di tornare a casa la sera. Paura per un genitore anziano. Pau...

BULLI COME I "MARANZA", MA A COSENZA SONO "SPADACCINI" DA DUE SORDI...

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Ecco il profilo ufficiale, scientifico, certificato e tristemente comico del nuovo sovrano di Cosenza: "U Spadaccìnu ca u vala na lira" , creatura metà TikTok, metà disastro sociologico, tutto caos. PROFILO PSICO-CRIMINOLOGICO DEL BULLETTO COSENTINO Una specie, a quanto pare, in rapida espansione.  Età: variabile tra 12 e 25 anni , ma con la maturità emotiva di nu tostapane fulminàtu. Livello di istruzione: diplomato al YouTube Institute of Violence e master alla Carìcchio's University of CosAngeles .  Passioni: deviare in curva, sfasciare cose, insultare vigili, diventare “virale”. Credo spirituale: “Se non fai casino, non esisti.” LE SUE SPECIALITÀ 1. MOLESTATORE DA REPARTO DONNA Lo trovi nei negozi del centro, in modalità predatore low cost . Non fa nemmeno paura: è imbarazzante come un cugino ubriaco ai matrimoni. Pensa di conquistare con frasi tipo “ Tesò, però si pròpriu beddra ”… mentre invade lo spazio vitale altrui come un hoverboard impazzito. 2. AG...

COSENZA, IL CUORE CHIUSO DELLA CITTÀ

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L’autostazione fantasma e le traverse murate: un disastro firmato Mario Occhiuto Il centro della città come non dovrebbe essere In qualunque città normale, il centro è il biglietto da visita. A Cosenza, invece, la “cartolina” è l’autostazione: una spianata di degrado, baracche arrugginite e marciapiedi che finiscono nel nulla. L’area — tra Corso Mazzini, Via XXIV Maggio e Viale Mancini — è tecnicamente una delle più pregiate della città, perché collega il cuore commerciale con la direttrice nord-sud del traffico urbano. Eppure oggi è una zona franca di incuria, un pezzo di città lasciato morire. Chi ha spento le luci Il principale colpevole di questo blackout urbano ha nome e cognome: Mario “Maruzzu” Occhiuto. Da sindaco-architetto, ha fatto quello che un urbanista non dovrebbe mai fare: tagliare la continuità tra centro e periferia. Con le sue “visioni” su Viale Parco (oggi Viale Mancini), oggi semideserto, ha chiuso le traverse interne e gli sbocchi naturali verso la zo...