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MARCO A’MBROGLIA CERCA 1.400 VOTI: TEME SIANO FUGGITI CON BARILE

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SAN GIOVANNI IN FIORE: IL GRANDE CIRCO DEL BALLOTTAGGIO  Se qualcuno pensava che le elezioni comunali fossero finite il 25 maggio, evidentemente non conosce la politica florense. Qui non siamo davanti a una semplice competizione elettorale. Qui siamo davanti a una saga Netflix. Una di quelle serie dove dopo ogni puntata compare la scritta: "Continua..." e tu rimani sul divano a chiederti: "Ma davvero chissu è successu?" IL MISTERO DEI 1400 VOTI SCOMPARSI Partiamo dal dato più clamoroso. Il centrodestra conquista ben DIECI seggi. Dieci. Una corazzata. Una portaerei. Una flotta intera. Grazie al cazzo, direte voi! 160 candidati, le loro famiglie, i catanànni, i nànni, i suoceri, i consuoceri, gli amanti, gli idraulici, i cani, i gatti, i criceti e... pure il Pulcino Pio, vinci per forza, pure senza fare le elezioni. O no?  Eppure Marco A'mbroglia non riesce a vincere al primo turno... se non è sfiga questa.  Come si spiega? Semplice. Da...

SAN GIOVANNI IN FIORE: DOCUMENTI CHOC INCHIODANO MARCO A'MBROGLIA E CONSORTE, VIGILE ED ASSESSORI

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SAN GIOVANNI IN FIORE: richieste di esami intestate al reparto dialisi dell’ospedale di San Giovanni in Fiore a favore di esponenti della cerchia politico-amministrativa locale: Rosaria Succurro, Marco Ambrogio, Luigi Foglia, Rosario Marano. .. e altri nomi vicini alla "cricca".  C’è una nuova patologia che sembra essersi diffusa misteriosamente tra le stanze del potere di San Giovanni in Fiore. Non compare nei manuali di medicina, non la studiano a Catanzaro, non la cura nemmeno il Commissario alla sanità Occhiuto, che crede ancora nella buona fede di tanti dirigenti medici e tanti colleghi politici. Ma nei corridoi dell’ospedale pare abbia trovato terreno fertile.  Si chiama “Privilegiopatia Acuta con Accesso Facilitato” . I sintomi sono sempre gli stessi: improvvisa necessità di esami “rapidi”, allergia cronica alle liste d’attesa, intolleranza ai ticket e una strana capacità di comparire nei documenti sanitari passando dal reparto dialisi pur non avendo mai ...

L'ASSOCIAZIONE "ANTIGONE" A DE SALAZAR: BRACCIALETTO CARDIACO ANCHE A SAN GIOVANNI IN FIORE

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SANITÀ, DISTANZE E CUORI CHE NON POSSONO ASPETTARE di Caterina Perri Ci sono territori dove ammalarsi non significa soltanto affrontare una malattia. Significa fare i conti con i chilometri, con i ritardi, con le strade infinite della montagna, con ambulanze che arrivano quando possono e con ospedali sempre più lontani dalla vita reale delle persone. San Giovanni in Fiore questa realtà la conosce fin troppo bene. Qui la sanità non è un dibattito da salotto televisivo, non è una statistica infilata in un report regionale lucido e patinato. Qui la sanità è l’ansia di una madre quando il telefono squilla di notte. È il battito accelerato di un anziano che vive solo. È la paura silenziosa di chi sa che, in certe emergenze, anche pochi minuti possono diventare un confine tra la vita e la tragedia. Per questo la battaglia che abbiamo deciso di portare avanti come associazione “Antigone - Siamo tutti Serafino” non nasce dalla propaganda. Nasce dal dolore trasformato in respon...

SAN GIOVANNI IN FIORE: ALLA FINE IL SISTEMA È RIUSCITO A FAR FUORI STEFANIA

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📉 UN SISTEMA ELETTORALE FRAGILE, RIGIDO E PIENO DI CAVILLI Più che un’esclusione politica, questa è la fotografia di un sistema elettorale che sembra progettato per complicare la vita a chiunque non abbia un ufficio legale dietro. Le regole, fissate dal D.P.R. 570/1960,  sono formalmente chiare. Il problema è come funzionano nella realtà: norme vecchie, scritte per un’Italia che non esiste più procedure iper-tecniche, dove ogni dettaglio conta zero margine di errore Risultato: basta una firma nel posto sbagliato e mesi di lavoro finiscono nel cestino. ⚖️ ERRORI FORMALI CHE PESANO COME COLPE GRAVI Qui sta il corto circuito. Il sistema: non distingue tra errore sostanziale e errore burocratico non valuta l’intenzione o la buona fede applica la regola in modo rigido e automatico Tradotto:  👉 puoi essere perfettamente legittimo politicamente 👉 ma essere eliminato per un vizio tecnico È come essere bocciati a un esame perché hai scritto il nome c...

MERIDIONALISMO O PARASSITISMO? IL METODO "DE CICCO" SPIEGATO FACILE

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SAN GIOVANNI IN FIORE: LA POLITICA COME PARASSITISMO ORGANIZZATO A San Giovanni in Fiore, come anche a Castrolibero le amministrative 2026 stanno diventando qualcosa di più di una semplice sfida elettorale.  Qui si sta celebrando un rito antico: quello dell’ autosabotaggio collettivo condito da una buona dose di memoria corta e facce toste. L’obiettivo ufficiale resta quello di spodestare Marco Ambrogio San Giovanni e ad Orlandino Greco a Castrolibero .  Ma mentre qualcuno ancora finge di crederci, il resto del campo si muove in ordine sparso, come se la priorità non fosse vincere, ma sopravvivere agli altri. E possibilmente eliminarli strada facendo. LA SINISTRA CHE SI DIVORA DA SOLA La sinistra, che sulla carta dovrebbe rappresentare un’alternativa credibile, riesce nell’impresa di diventare il miglior alleato dell’avversario. Non serve Ambrogio o Orlandino a indebolirla, basta che si guardi allo specchio. Le tensioni interne, da una parte e dall'altra, non so...

SAN GIOVANNI IN FIORE: DOVE IL CONFRONTO MUORE E L'INTIMIDAZIONE GOVERNA

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San Giovanni in Fiore, dove il coraggio si paga e il silenzio conviene (a qualcuno).  A San Giovanni in Fiore non hanno preso di mira solo una donna.  Hanno provato a colpire un’idea.  E come spesso accade da queste parti, lo hanno fatto nel modo più vigliacco possibile : nell’ombra, di nascosto, come chi sa di non reggere un confronto vero.  Stefania Fratto non è il problema. È il fastidio. È la crepa nel muro. È quella voce che non si è adeguata al copione rassicurante del “ stai al tuo posto e non disturbare ”. E allora giù con le minacce, i muri imbrattati, i bulloni svitati. Perché quando non sai rispondere alle idee, provi a sabotare la persona. Il punto è che questa storia non nasce dal nulla.  È figlia diretta di un clima che abbiamo lasciato marcire. Da quando la politica ha smesso di essere confronto ed è diventata rissa permanente, il livello è questo.  Non si discute, si urla.  Non si costruisce, si distrugge.  Non si am...

MARCO AMBROGIO, UN PARASSITA POLITICO DAI MODI DA RAS NAZISTA.

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SAN GIOVANNI IN FIORE, IL GIORNO IN CUI LA DEMOCRAZIA È STATA CALPESTATA.  MARCO AMBROGIO, UN PARASSITA POLITICO DAI MODI DA RAS NAZISTA.  C’è una linea che non si dovrebbe superare. Mai.  Non serve studiarla, non serve un regolamento: è quella che separa le istituzioni dalla farsa. A San Giovanni in Fiore, invece quella linea è stata presa, piegata e buttata via. Antonio Barile lo ha detto senza girarci intorno: in quindici anni dentro quell’aula non aveva mai visto uno spettacolo del genere. E non parla uno qualunque, ma uno che ha fatto opposizione vera e pure il sindaco. Uno che sa distinguere lo scontro politico dalla degenerazione. Quello che è successo è semplice da raccontare e difficile da digerire. Marco (A'mbroglia) Ambrogio ha trasformato il Consiglio Comunale in un territorio tutto suo. Come fosse casa sua... dove evidentemente ha gli stessi modi.  Parliamo di una figura politicamente ignorante, già bandita a suo tempo da Cosenza...

MA VUI U CANUSCÌTI A MARCO A’MBROGLIA?

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Che Marco Ambrogio (alias Marco A’mbroglia ) sia politicamente e istituzionalmente ignorante e superficiale , non c'erano dubbi.  Che lo abbia dimostrato ancor di più dopo la risposta, nero su bianco, data ad una madre che ha perso un figlio, di cui, anche se solo per inerzia l'Ambrogio e la moglie Rosaria Succurro (ex sìnnaca di San Giovanni in Fiore ) ne sono indirettamente responsabili, è un dato di fatto noto a tutti.  Il commento di Marco Ambrogio è infatti l’esempio perfetto di come si possa parlare tanto… senza dire niente che abbia davvero a che fare col dolore di una madre. Parte da Rosa Nigro , la mamma di Serafino Congi , che richiama una cosa semplice, umana, quasi primordiale: rispetto per la morte di un figlio. Non un dibattito politico. Non un talk show. Rispetto. Punto. Lui invece cosa fa? Il triplo salto carpiato retorico. > Trasforma il lutto privato in: difesa d’ufficio della categoria medica > autodifesa della politica locale > att...

SAN GIOVANNI IN FIORE: QUERELATE LA VOSTRA VERGOGNA, NON IL DOLORE DI UNA MADRE

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SAN GIOVANNI IN FIORE: QUANDO IL POTERE PRETENDE IL SILENZIO, ATTACCA UNA MADRE E SI AUTORIPRODUCE A San Giovanni in Fiore non è in corso una polemica politica. È in corso qualcosa di più grave: un abuso di potere travestito da amministrazione comunale. Un potere che non accetta il dissenso, che si irrita davanti al dolore e che reagisce non con risposte, ma con intimidazioni. La vicenda che ha fatto esplodere tutto riguarda Rosa Nigro, madre di Serafino Congi , morto il 4 gennaio dello scorso anno all’interno del nosocomio cittadino. Una madre che ha osato dire pubblicamente ciò che pensa. Che ha osato non unirsi al coro degli elogi. Che ha osato ricordare che quello stesso ospedale, celebrato a colpi di post e comunicati, per suo figlio è stato una trappola mortale. La risposta dell’istituzione non è stata l’ascolto. È arrivata in privato, via WhatsApp: accuse di diffamazione, richiami alle vie legali, inviti espliciti a non scrivere più sui social. Messaggi conservati. M...

MALASANITÀ: QUANDO SCENDERE IN PIAZZA NON È ESTREMISMO È AUTODIFESA

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FIACCOLE ACCESE, COSCIENZE NO: LA SANITÀ CALABRESE È UN’EMERGENZA MORALE Vibo Valentia, Polistena, Castrovillari, San Giovanni in Fiore...  Nomi diversi, stesso dolore. Stesse storie. Stessa vergogna. Un fiume di luci ha attraversato le città calabresi. Non era folklore, non era una passeggiata serale. Era una fiaccolata contro una sanità che definire “da terzo mondo” è quasi un complimento . Era gente comune che dice basta a reparti chiusi, ambulanze fantasma, medici che scappano, pazienti che muoiono aspettando. E mentre le fiaccole illuminavano le strade, qualcuno ha finalmente acceso le parole giuste. Il vicepresidente della CEI lo ha detto senza girarci intorno: “Chi è neutrale è complice. Il cambiamento dipende da noi.” Fine del dibattito. Qui non esistono più moderati, equidistanti, attendisti. O stai dalla parte di chi subisce o stai dalla parte di chi governa questo disastro. E chi governa questo disastro non deve essere solo fermato, deve essere t...

MARCO A'MBROGLIA ALLA CONQUISTA DI SAN GIOVANNI IN FIORE

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C’è una categoria umana molto diffusa in politica, ma raramente così ben rappresentata: l’uomo di potere senza potere . Quello che sogna il comando, lo annusa, lo brama, ma non riesce mai ad afferrarlo davvero.  Marco Ambrogio rientra perfettamente nella definizione. Anzi, secondo molti a San Giovanni in Fiore , ne è il prototipo. Da qui il soprannome, ormai di dominio pubblico: Marco A’mbroglia , per la capacità tutta sua di confondere, aggrovigliare e impastrocchiare tutto ciò che gli passa davanti. Ha sempre cercato di sfondare. Non ce l’ha mai fatta. Ma non si è perso d’animo. Ha semplicemente cambiato strategia: governare senza apparire, comandare senza firmare, decidere senza assumersi responsabilità.  Un potere a distanza, esercitato rigorosamente restando sotto le sottane della moglie, Rosaria Succurro . Lei davanti, lui dietro. Lei in foto, lui in regia. Lei con la fascia, lui con il telecomando. E siccome per A’mbroglia il potere non è poter...

IN CALABRIA L'OMERTÀ NON È 'NDRANGHETA... È SISTEMA SANITARIO

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Non è romanzesco, non è giornalismo d’appendice. È la realtà amara di una regione in cui morire diventa routine, e chiedere verità diventa atto di coraggio. Qualcuno, anche ultimamente, ci ha avvisato: "Ma perché parlarne ancora? Tanto ormai..."  Possiamo capire la domanda, lecita. Ma quel " tanto ormai... " non ci va proprio giù.  Che vorrebbe significare sto "tanto ormai"? Forse che è inutile parlarne, tanto non si saprà mai la verità? Forse un avvertimento onde proteggere qualcuno?  Non lo sappiamo... ma se anche fosse ce ne freghiamo.  Perché gli unici a dirci di lasciar perdere dovrebbero essere moglie e figli di Serafino... mamma e papà di Carlotta, non altri.  Eh si, parliamo ancora di Serafino Congi , 48 anni, morto il 4 gennaio 2025 in ambulanza dopo ore d’attesa. E parliamo anche della piccola Carlotta La Croce, 12 anni, morta il 26 luglio 2025, dopo due ore d’attesa per un trasferimento urgente.  Due casi, distanti pochi mesi, emble...