SAN GIOVANNI IN FIORE: DOCUMENTI CHOC INCHIODANO MARCO A'MBROGLIA E CONSORTE, VIGILE ED ASSESSORI
SAN GIOVANNI IN FIORE: richieste di esami intestate al reparto dialisi dell’ospedale di San Giovanni in Fiore a favore di esponenti della cerchia politico-amministrativa locale: Rosaria Succurro, Marco Ambrogio, Luigi Foglia, Rosario Marano... e altri nomi vicini alla "cricca".
C’è una nuova patologia che sembra essersi diffusa misteriosamente tra le stanze del potere di San Giovanni in Fiore. Non compare nei manuali di medicina, non la studiano a Catanzaro, non la cura nemmeno il Commissario alla sanità Occhiuto, che crede ancora nella buona fede di tanti dirigenti medici e tanti colleghi politici. Ma nei corridoi dell’ospedale pare abbia trovato terreno fertile.
Si chiama “Privilegiopatia Acuta con Accesso Facilitato”.
I sintomi sono sempre gli stessi: improvvisa necessità di esami “rapidi”, allergia cronica alle liste d’attesa, intolleranza ai ticket e una strana capacità di comparire nei documenti sanitari passando dal reparto dialisi pur non avendo mai visto una macchina per emodialisi nemmeno col binocolo.
E qui il cast è degno di una serie Netflix girata tra ambulatori, municipio e sagre della patata silana.
C’è ROSARIA SUCCURRO, affetta secondo la nostra diagnosi satirica da “Sindrome della Corsia Riservata Permanente”: una rarissima condizione che colpisce chi entra ovunque senza bussare, possibilmente con fotografo al seguito e fascia istituzionale piegata nel cruscotto. La malattia si manifesta soprattutto durante le campagne elettorali e nei pressi di telecamere accese.
Poi troviamo il solito MARCO A’MBROGLIA, paziente immaginario della celebre “Ambrogiolite Opportunistica”. I medici la descrivono così: presenza costante nei luoghi pubblici strategici, tendenza a trasformare ogni corridoio ospedaliero in backstage elettorale e improvvisa comparsa accanto a dirigenti sanitari durante periodi pre-voto. Una forma clinica molto studiata nei comuni dove il confine tra istituzione e propaganda viene trattato come una linea disegnata col gesso sotto la pioggia.
E come non citare LUIGI FOGLIA, colpito da una grave forma di “Esamite Assessoriale Fulminante”. Pare provochi un bisogno incontrollabile di analisi provenienti dal reparto dialisi anche quando i reni stanno benissimo. Gli esperti sospettano che il virus si trasmetta durante le riunioni di maggioranza.
Nel reparto delle patologie creative compare pure ROSARIO MARANO, affetto dalla rarissima “Vigilitina da Accesso Prioritario”. Sintomi principali: controllo del traffico cittadino di giorno e misteriosa teletrasportazione sanitaria nei documenti ospedalieri di notte. Una roba che nemmeno le ciàvule riescono a seguire in volo.
E infine arriva lui, il personaggio che in questa storia sembra uscito da un cinepanettone ambientato in ASP: il direttore sanitario ANTONIO NICOLETTI, che fino ad ora si è astenuto dal commentare lo scandalo.
Dottore, qui le domande non sono più sottovoce nei corridoi. Sono urlate dai cittadini che fanno mesi di attesa per un emocromo mentre il “giro magico” pareva viaggiare col telepass sanitario incorporato.
Perché quei documenti riportano il reparto dialisi? Chi autorizzava? Chi inseriva? Chi firmava? Chi chiudeva un occhio? E soprattutto: chi erano i complici amministrativi e sanitari che avrebbero consentito questa trasformazione dell’ospedale in una specie di "lounge Vip" della politica sangiovannese?
Perché vede, direttore, qui non stiamo parlando della classica raccomandazione da paesino. Quella in Calabria è quasi patrimonio UNESCO ormai. Qui il problema è peggiore: se confermato (come confermato lo è... documenti alla mano), significa piegare un reparto delicatissimo, dedicato a pazienti fragili e spesso disperati, agli interessi della corte politico-amministrativa locale.
Che poi fanno bene i cittadini quando vi si rivolgono contro, urlandomi in faccia: "A medicineeee...!"
Una roba che fa impallidire pure i vecchi feudatari borbonici. Mancava solo il paggetto che annunciava: “Si accomodi Sua Eccellenza per gli esami prioritari mentre il popolino aspetta fino al 2029”.
E mentre il cittadino normale:
- chiama il CUP 14 volte,
- paga ticket assurdi,
- aspetta sei mesi,
- sente dire “il sistema è bloccato”,
pare che qualcuno fosse già dentro il backstage sanitario col pass laminato al collo.
La Calabria è questa tragedia recitata come una commedia grottesca. Ospedali che cadono a pezzi, reparti svuotati, medici che scappano, pazienti costretti a viaggi della speranza… però per il “giro giusto” il sistema improvvisamente funzionerebbe benissimo. Miracolo clinico-amministrativo.
Lourdes scansati proprio!
E intanto De Salazar guarda le ciàvule… ma pure le ciàvule, a un certo punto, guardando certe carte, avranno pensato: “Mah… qua il problema non sono gli uccelli.
Sono gli avvoltoi.”
Intanto aspettiamo che intervengono sia Roberto Occhiuto, sia Vitaliano De Salazar. BONIFICANDO... SENZA SE È SENZA MA!
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