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Visualizzazione dei post con l'etichetta politica

PREDISSESTO, DISSESTO E POLITICA: LA SENTENZA CHE PUÒ RISCRIVERE LA CALABRIA

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PREDISSESTO, DISSESTO E POLITICA LA SENTENZA CHE PUÒ RISCRIVERE LA CALABRIA La Corte Costituzionale , con la sentenza n. 84 del 2026 , ha appena infilato un cacciavite dentro uno dei meccanismi più spietati del diritto degli enti locali italiani: l’incandidabilità automatica per dieci anni degli amministratori ritenuti responsabili del dissesto finanziario di un Comune. Tradotto dal burocratese all’italiano vero: fino a oggi bastava che la Corte dei conti riconoscesse, anche solo in primo grado, che un sindaco, un assessore o un amministratore avesse “contribuito” al dissesto con dolo o colpa grave, e scattava automaticamente una sorta di ergastolo politico decennale. Hai distrutto scientemente un Comune? Dieci anni. Hai avuto una responsabilità marginale dentro una macchina amministrativa già mezza affondata? Sempre dieci anni. La Consulta ha detto chiaramente che questo sistema è sproporzionato, perché impedisce di distinguere la gravità concreta delle condotte , i...

QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO: QUANTE "CLAUDIA" NELLA POLITICA CALABRESE?

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QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO QUANTE “CLAUDIA” NELLA POLITICA CALABRESE? In Calabria esiste una figura che non trovi nei manuali di diritto amministrativo, ma che nei corridoi conta più di una delibera.  Non ha un profilo ufficiale, non ha una definizione precisa, ma ha una caratteristica costante: non resta mai senza incarico. La chiamano “ Claudia ”, ma il nome è solo un dettaglio. Come anche il sesso.  Infatti può essere donna, uomo o ambedue contemporaneamente.  Può essere sottosegretario o un qualsiasi lecchino istituzionalizzato.  È una figura... versatile.  Ma è il ruolo quello che conta . E il ruolo… è ovunque. La “ Claudia ” non è una figura a caso. Anche se non esiste una scuola , non c’è un master, non serve nemmeno una laurea triennale.  Non c’è un esame da superare, né un concorso, né una graduatoria da scalare.  Si diventa “ Claudia ” in modo molto più… creativo. Magari hai un bel pacchetto di followers , che nel linguaggio...

MARCO MINNITI: LA PORTA GIREVOLE TRA POLITICA, INDUSTRIA DELLE ARMI E CAZZI SUOI

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Marco Minniti, calabrese,   nasce politicamente nel PCI, attraversa PDS e DS, approda al PD senza mai perdere l’olfatto per l’aria che tira.   Parlamentare sempre grazie alle liste bloccate, mai un’investitura popolare diretta. È stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi sotto Enrico Letta e Matteo Renzi , poi ministro dell’Interno con Paolo Gentiloni .  Uomo dell’apparato, non del consenso. Più sicurezza che diritti, più ordine che conflitto sociale. “ Ma quando mai è stato di sinistra? ” Domanda retorica, risposta semplice: mai. O meglio, lo è stato finché conveniva .  Minniti è l’esempio da manuale del professionista del potere che scambia l’ideologia per un badge d’accesso. Oggi qui, domani lì, sempre dove c’è la stanza dei bottoni. È stato il delfino di Antonio Bassolino , poi l’ombra lunga di Massimo D'Alema , quindi la sagoma rassicurante per Walter Veltroni , infine l’uomo giusto per Matteo Renzi . Non...

CALABRIA: È ALLARME SOCIALE

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Episodi di criminalità predatoria in tutta la Regione. Rapine milionarie, furti, episodi di violenza, assalti ai bancomat.   Calabria, ordinaria amministrazione. Non un’ondata improvvisa, non un’emergenza inattesa. È solo la cronaca che finalmente smette di essere timida e fotografa ciò che la politica finge di non vedere da anni. Nel Cosentino, in particolare, la percezione di insicurezza cresce . Cresce nelle aree commerciali, lungo le principali vie di collegamento, nei racconti quotidiani di chi vive e lavora. Cresce insieme alla paura, insieme ai controlli delle forze dell’ordine, insieme ai comunicati rassicuranti. Non cresce il lavoro. Non crescono i servizi. Non cresce la dignità. E senza queste tre cose, la sicurezza resta una parola buona solo per i tavoli istituzionali e le slide. QUANDO IL GIUDIZIO MORALE INIZIA A ZOPPICARE Qui arriva il punto che scandalizza i benpensanti professionisti. Davanti a queste notizie, una parte della società non prova indignazio...

U POLITICU HA SEMPRE ARROBBÀTU...!

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DAL “RUBO MA COSTRUISCO” AL “RUBO E BASTA”: STORIA MODERNA DEL FURTO POLITICO.  C’era una volta un politico che rubava, sì… ma almeno rubava dopo aver fatto la strada, l’asilo, la piazza, il ponte (sulla carta, ma almeno la carta era gratis). Era il ladro old school : ti levava la cresta, non la portata principale. Oggi invece siamo nell’era del furto premium: prima arraffano tutto, e con quello che avanza – cioè zero virgola niente – fanno qualcosa. Una panchina storta, un marciapiede che finisce contro un muro, una rotonda nata già depressa. Benvenuti nella rivoluzione amministrativa: dal “ prima faccio, poi rubo ” al “ prima rubo, poi vediamo se faccio ”. I PARTITI CHE FURONO: QUANDO “MAGNAVANO TANTO, MA MAGNAVANO TUTTI” E qui va detta una verità che oggi sembrerebbe poesia: Quando ad esempio la Democrazia Cristiana – il partito preferito dai calabresi per secoli, tipo dinosauri ma con i lacci alle scarpe – fotteva di brutto, mangiava come un esercito in festa… …ma ...

FEMMINISMO DI PALAZZO: LE LEGGI CHE SERVONO ALLE POLITICHE, NON ALLE DONNE

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Norme da salotto, applausi da palazzo, zero protezione reale: quando la politica dice di difendere le donne, ma difende solo se stessa. Una legge che non previene la violenza : la certifica dopo, la gestisce in tribunale e diventa strumento di propaganda, spesso persino a firma femminile. La legge sul consenso è stata venduta come il grande salto di civiltà: “ senza un sì chiaro, non è sesso ma violenza ”. Una formula perfetta per i talk show, per le conferenze istituzionali e per le “donne di potere” che amano brandirla come trofeo etico. Peccato che nella realtà sia un placebo normativo, una scenografia politica che non previene nulla e arriva sempre quando è troppo tardi. Perché il consenso, per il legislatore, è un concetto giuridico lineare. Nella vita vera è un campo minato psicologico. UNA LEGGE CHE ESISTE SOLO NEI MANUALI, NON NELLE STANZE DOVE SI SUBISCE Per chi scrive le leggi, il consenso è: ♦️ chiaro ♦️ esplicito ♦️ libero ♦️ documentabile ♦️ dichiarabile Per ch...

GIUSEPPE GRAZIANO, IL POLITICO D’ALTRI TEMPI CHE SERVE OGGI

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GIUSEPPE GRAZIANO, IL POLITICO D’ALTRI TEMPI CHE SERVE OGGI Piccola anteprima: mo non chiamatemi venduto... non lo sono e non lo sarò mai.  Però ci tenevo a rendere merito a quest'uomo perché, in tempi non sospetti, non in campagna elettorale, mi ha sempre degnato di una risposta... al contrario di altri politici che blindano i loro profili con la presunzione e superbia di avere pure l'ultima parola.  C’è un paradosso che in Calabria conosciamo bene: i politici parlano tanto prima delle elezioni e spariscono subito dopo , come amanti distratti che, ottenuto ciò che vogliono, non si fanno più sentire. Poi c’è Giuseppe Graziano , il " Generale " che invece continua a bussare alle porte, a rispondere al telefono, a incontrare i cittadini. Un uomo che ha fatto carriera nel Corpo Forestale, ha guidato Calabria e Sicilia, e che oggi in Consiglio Regionale rivendica un ruolo non da figurante, ma da protagonista. 📺 Lo sfogo a Perfidia Nella trasmissio...