U POLITICU HA SEMPRE ARROBBÀTU...!
DAL “RUBO MA COSTRUISCO” AL “RUBO E BASTA”: STORIA MODERNA DEL FURTO POLITICO.
C’era una volta un politico che rubava, sì…
ma almeno rubava dopo aver fatto la strada, l’asilo, la piazza, il ponte (sulla carta, ma almeno la carta era gratis).
Era il ladro old school: ti levava la cresta, non la portata principale.
Oggi invece siamo nell’era del furto premium:
prima arraffano tutto, e con quello che avanza – cioè zero virgola niente – fanno qualcosa.
Una panchina storta, un marciapiede che finisce contro un muro, una rotonda nata già depressa.
Benvenuti nella rivoluzione amministrativa:
dal “prima faccio, poi rubo” al “prima rubo, poi vediamo se faccio”.
I PARTITI CHE FURONO: QUANDO “MAGNAVANO TANTO, MA MAGNAVANO TUTTI”
E qui va detta una verità che oggi sembrerebbe poesia:
Quando ad esempio la Democrazia Cristiana – il partito preferito dai calabresi per secoli, tipo dinosauri ma con i lacci alle scarpe – fotteva di brutto, mangiava come un esercito in festa…
…ma lasciava mangiare pure il popolo.
Se parli con tuo nonno infatti è quello che conferma. E guai a toccargli la DC:
"Àtrica Forza Italia, Lega e Fratellini vari, figlicì. Na vota a Democrazia era un mito. Mai più ho campato bene come in quegli anni!"
Era un patto di convivenza quasi sentimentale:
– loro si prendevano la fettona,
– tu la pentola con gli avanzi,
– e tutti campavano.
Quei partiti si che sapevano rubare. Rubavano con stile, con educazione, con bon ton del malaffare.
Rubavano, sì, ma prima ti facevano:
– la strada (che durava vent’anni, non venti giorni),
– l’ospedale (che funzionava, con medici veri e non sagome di cartone),
– la scuola (che non cadeva a pezzi al primo scossone),
– la piazza (rinnovata ogni ventennio, non ogni due campagne elettorali).
Rubavano, ma era un furto redistribuito:
io mi prendo il filetto, tu ti mangi la pasta al forno.
Oggi invece ti prendono pure la teglia.
IL PONTE SULLO STRETTO: IL CAPOLAVORO DEL “RUBO AL BUIO”
Il Ponte è la perfetta metafora della politica moderna:
non esiste, non si vede, non si tocca, ma i soldi girano come se fosse già lì a far passare i cammelli sul binario 3.
Dal 1969 ad oggi:
– annunci,
– conferenze stampa,
– studi,
– controstudi,
– pareri,
– pareri dei pareri,
– ricorsi,
– rendering sempre più belli,
– e soldi che spariscono più veloci della dignità.
Il ponte è l’unica opera al mondo pagata prima ancora che esistano i bulloni.
È come prenotare tre volte una casa che nessuno costruirà mai, ma il geometra ti manda lo stesso la fattura per l’aria spostata.
Responsabili?
Intere generazioni di politici di ogni colore:
ognuno ci ha messo la firma, la faccia e soprattutto la mano (dove sai tu).
LE STRADE: UN’ARTE A METÀ TRA GEOLOGIA E COMICITÀ
Una volta costruivano la strada, poi ci mangiavano sopra.
Oggi mangiano sulla gara, sulla variante, sulla sub-variante, sulla proroga della variante, sull’emergenza pioggia, sull’emergenza sole, sull’emergenza “non abbiamo avuto tempo”.
Risultato?
Le strade della Calabria oggi fanno concorrenza ai campi minati del Medio Oriente.
L’automobilista non guida: sopravvive.
E se protesti, l’assessore di turno ti risponde:
“La colpa è del maltempo.”
Certo. Il maltempo del suo conto corrente.
OSPEDALI: RUBARE AI MALATI È DIVENTATO UNA SKILL
Una volta rubavano dopo aver costruito gli ospedali.
Oggi rubano prima, e l’ospedale resta una promessa da campagna elettorale, come il fidanzato che ti dice “te lo giuro, cambio”.
Pronto soccorso come trincee, personale dimezzato, pazienti raddoppiati.
E tu, mentre aspetti 14 ore per un codice verde diventato marrone, pensi:
“Ma almeno i partiti di una volta mi dava la visita in giornata…”
I BANDI EUROPEI: IL NUOVO PARCO GIOCHI DEI FURBI
Qui siamo al furto digitale:
si ruba sul bando, sul progetto, sulla consulenza, sulla consulenza della consulenza.
Il finanziamento sparisce nel triangolo delle Bermuda dei documenti, ma la parcella arriva puntuale come il Natale.
IL GRAN FINALE: IERI RUBAVANO L’AVANZATO. OGGI RUBANO TUTTO.
La differenza tra ieri e oggi è semplice:
– prima rubavano il 20% dell’opera fatta,
– oggi rubano il 120% dell’opera mai iniziata.
La Politica ti fregava, sì, ma almeno ti faceva vivere dentro a un sistema dove tutti, nel loro piccolo, galleggiavano.
Il politico di oggi invece è un aspirapolvere industriale:
tutto quello che c’è, lo tira dentro.
E quello che lascia?
Briciole, rendering e una rotonda sgangherata inaugurata tre volte.
La verità è questa:
una volta rubavano tanto, ma mangiavano tutti.
Oggi rubano tutto, e mangiano solo loro.
E con quello che avanza…
ci fanno un comunicato stampa.
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