CLOACA MAXIMA: GRAZIANO ALL'ASP DI CROTONE E DE SALAZAR ALL'ASP DI COSENZA
Sanità calabrese: miliardi, poltrone e una presa in giro collettiva. In Calabria i soldi per la sanità ci sono. Tanti. PNRR, fondi statali, fondi europei, edilizia sanitaria, digitalizzazione, emergenza-urgenza. Miliardi annunciati, sbandierati, celebrati in conferenze stampa con sorrisi tirati e slide colorate. Poi però uno entra in ospedale. E la magia svanisce. Reparti chiusi, corridoi fatiscenti, macchinari fermi, liste d’attesa che sembrano condanne. La sanità calabrese non è povera: è gestita male, senza coraggio, senza responsabilità, senza conseguenze. Il cuore del disastro ha nomi e cognomi. Azienda Zero, guidata da Miserendino , doveva accelerare e razionalizzare. Ha fatto l’opposto: ha centralizzato la paralisi. Tutto passa di lì, tutto si incaglia lì, nessuna decisione arriva mai fino in fondo. Una macchina perfetta per non decidere e non rispondere di nulla. L’ASP di Cosenza, sotto Graziano, è stata il laboratorio dell’incompiuto: bandi eterni...