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L'INNO ALLE DONNE di Paola Cortellesi

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"Ottant'anni fa nasceva la Repubblica Italiana.  Nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza, Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e insieme rivoluzionario. Dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto.  E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne. Dopo aver potuto esprimere la loro preferenza nelle elezioni amministrative di marzo, il 2 e il 3 giugno del 1946 le italiane entrarono nei seggi per partecipare a pieno titolo alla scelta tra monarchia e repubblica e all'elezione dell'assemblea costituente.  Finalmente, almeno lì dentro, la loro voce aveva lo stesso peso di quella di chiunque altro. Prima di quel momento la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un'idea precisa di subordinazione e obbedienza. Sotto il regime fascista le donne non erano soltanto escluse dalla vita pubblica ma furono progressivament...

Il Rossetto e la Carta: Ottant’anni di Repubblica firmati dalle Donne

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Il Rossetto e la Carta: Ottant’anni di Repubblica firmati dalle Donne Il 2 giugno non è soltanto la festa della Repubblica ; è il giorno in cui l’Italia ha scelto, per la prima volta con un coro a voci spiegate, da che parte stare. E in quel coro, la novità più rivoluzionaria è stata la voce delle donne. Oggi che celebriamo l'ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, quel voto del 1946 ci appare ancora di più per ciò che è stato: l'atto di nascita di un'Italia nuova, moderna e democratica .  Ottant'anni non sono solo un traguardo storico, ma un ponte temporale che ci unisce a quelle lunghe file davanti ai seggi, dove le donne, con le scarpe migliori e la tessera elettorale stretta in mano come il bene più prezioso, esercitavano per la prima volta il diritto di voto, attente a non far sbavare l'inchiostro con il rossetto . Fu l'inizio di una cittadinanza piena. In quel contesto di profondo rinnovamento, ventuno donne straordinarie, le nostr...

2 GIUGNO: DALLA REPUBBLICA DEI COSTITUENTI A QUELLA DELLE BANANE

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2 GIUGNO: DALLA REPUBBLICA DEI COSTITUENTI A QUELLA DELLE BANANE Ogni 2 giugno l'Italia si veste a festa. Le Frecce Tricolori colorano il cielo, le autorità si schierano in prima fila, i politici riscoprono improvvisamente la Costituzione e i telegiornali si riempiono di parole solenni come democrazia, libertà, partecipazione e cittadinanza. Per ventiquattro ore sembra di vivere nel Paese immaginato dai Padri Costituenti . Poi arriva il 3 giugno e passa tutto. La verità è che il problema non è la Repubblica. Il problema è ciò che ne abbiamo fatto. Per capirlo bisogna fare un passo indietro. Nel 1848 Carlo Alberto concesse lo Statuto Albertino . Una carta che oggi viene spesso raccontata come un grande passo verso la modernità. In realtà era una concessione del sovrano ai sudditi . Il re conservava il potere vero e il popolo poteva assistere alle decisioni più o meno come uno spettatore assiste a una partita già decisa. Con l'Unità d'Italia lo Statuto ...