GIANCARLO iGRECO: LA SANITÀ CHE SI PAGA E VI PRENDE PURE PER IL CULO
IL GIOCO DELLE TRE CARTE
A Vagliolise l’ospedale pubblico non si può fare.
Non è idonea, dicono. Terreno sbagliato, area inadeguata, problemi tecnici. La solita litania.
Poi però succede il miracolo calabrese: lo stesso identico posto diventa improvvisamente perfetto per una struttura ospedaliera e diagnostica privata.
Non è un errore. Non è un caso. È il metodo.
E mentre il pubblico viene dichiarato impossibile, il privato inevitabile.
Il trucco è sempre quello: togliere di mezzo l’alternativa e chiamarla “realismo”.
LA NARRAZIONE DELLA PIETÀ
In questo scenario "flop" entra in scena Giancarlo Greco, uno dei magnati della sanità privata cosentina, che in un video su TikTok fa leva sulla sofferenza dei pazienti costretti a emigrare per curarsi.
Si vittimizza, racconta i suoi “viaggi della speranza”, si mette sullo stesso piano di chi oggi non arriva a fine mese.
C’è però una differenza non trascurabile: lui quei viaggi li faceva con molti più soldi in tasca.
Il messaggio è semplice e furbo: la sanità privata come salvezza, chi la critica come nemico dei malati.
Peccato che quella “salvezza” viva di soldi pubblici e prosperi solo perché il pubblico viene lasciato collassare.
PRONTO SOCCORSO, BARELLE E SCHIAFFI
Mentre si fanno i video, nei pronto soccorso si passa la notte sulle barelle.
Quando va bene.
Quando va male, non ci si arriva proprio, perché manca un’ambulanza che arrivi in tempo...
In questo contesto, certi discorsi suonano come uno schiaffo.
Uno schiaffo a chi aspetta ore.
A chi aspetta mesi.
A chi aspetta troppo.
LO SMANTELLAMENTO PROGRAMMATO
Ogni giorno in Calabria si smantella un pezzo di sanità pubblica.
Presidi chiusi, reparti svuotati, personale spremuto fino all’osso.
Nel frattempo Greco, Citrigno, Morrone e altri fanno gli imprenditori con i soldi del Servizio Sanitario Nazionale, con il supporto della giunta Roberto Occhiuto e di tutte quelle che l’hanno preceduta.
Cambiano le maggioranze, non cambia il copione.
IL CONFLITTO DI INTERESSI CHE NON DISTURBA NESSUNO
Il quadro diventa grottesco quando questi imprenditori siedono anche in Consiglio regionale.
Politici che decidono sulla sanità e contemporaneamente guadagnano dalla sanità.
Lo chiamano sviluppo.
In qualsiasi altro posto si chiamerebbe conflitto di interessi.
Qui invece passa tutto sotto silenzio. Perché conviene a troppi.
IL SSN CHE ESISTE SOLO SULLA CARTA
In Calabria il Servizio Sanitario Nazionale esiste.
Ma non serve a niente.
Per una visita pubblica servono mesi. A volte un anno.
Se paghi, la visita appare in tre giorni.
Stesso medico. Stesso edificio. Stesso corridoio.
Non è inefficienza.
È un sistema costruito apposta.
Il pubblico deve fare schifo per giustificare il privato.
Il cittadino deve disperarsi per diventare cliente.
LA LINGUA CONSUMATA DALLA SUDDITANZA
Ma questi magnati esistono perché tanti, a furia di leccare il culo dei potenti si stanno consumando la lingua.
Invece di scendere nelle piazze e gridargli contro, mettono il like ai loro post.
Siete senza spina dorsale.
Avete rinunciato a pretendere diritti in cambio di qualche briciola.
Vi raccontano che non ci sono soldi per la sanità pubblica, chiedetevi allora come è possibile che i privati non vanno mai in rosso?
Vi raccontano che questa è modernità.
Vi raccontano che non c’è alternativa.
È una bugia colossale.
VOI VI MERITATE QUESTA POLITICA.
VI MERITATE DI PAGARE DUE VOLTE!
Chi difende questo modello merita esattamente i politici e la sanità che si ritrova.
Noi no.
Noi non meritiamo di scegliere tra indebitarci o curarci.
Non meritiamo di emigrare per sopravvivere.
Non meritiamo una sanità che funziona solo se paghi.
SE VOLETE LA SANITÀ PRIVATA, ANDATE VIA
Diciamolo senza ipocrisie:
se volete la sanità privata come unico modello, trasferitevi negli Stati Uniti.
Lì è chiaro.
Lì è dichiarato.
Lì non fingono che sia un diritto universale.
Qui invece si distrugge il pubblico e si pretende di chiamarlo “sviluppo”.
RIPRENDERSI IL DIRITTO DI RESTARE
Invertire la rotta è possibile.
Ma solo smettendo di credere alle favole e iniziando a chiamare le cose con il loro nome.
Quello che sta succedendo in Calabria non è progresso.
Non è riforma.
Non è inevitabile.
È saccheggio legalizzato della salute e della terra di chi non ha alternative.
C’è chi la chiama sanità privata, chi eccellenza, chi modernità.
In Calabria ha un altro nome: sanità che incassa due volte. Una dalla tua tasca, l’altra dalle casse pubbliche.
Giancarlo Greco si racconta come uno che capisce la sofferenza dei pazienti, uno che “c’è passato”, uno che ha fatto i viaggi della speranza. Narrazione studiata, tono compassionevole, morale pronta all’uso.
Peccato che mentre racconta il dolore, il suo modello di sanità prosperi grazie al fallimento programmato di quella pubblica.
Il gioco è sempre lo stesso: il SSN viene svuotato, reso inefficiente, umiliato. Poi arriva il privato a “salvare” i cittadini.
A pagamento però.
Se aspetti il pubblico, mesi.
Se paghi, giorni.
Stesso medico, stesso camice, stesso sistema. Cambia solo chi firma la fattura.
E mentre vi spiegano che “non c’è alternativa”, che “il pubblico non funziona”, che “è il progresso”, continuano a fare affari con i soldi di tutti.
Ma questa, cari Calabresi, non è sanità.
È un business travestito da compassione.
La verità è semplice e fa male: vi stanno facendo pagare un diritto e nel frattempo vi chiedono pure di ringraziare.
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