OCCHIUTO STYLE: LA SANITÀ "PERFORMANTE" COI SOLITI NOTI PERCHE CONVIENE COSÌ.

Diciamolo subito: riconfermare i vecchi marpioni è stata una pessima mossa.
Non una mossa sbagliata: una mossa proprio inutile.

Occhiuto continua a giurare e spergiurare di cambiare tutto. E intanto riconferma tutti... così per non stressare il sistema. O il clan.
De Salazar e Graziano riconfermati. Non perché abbiano fatto bene, ma perché ormai è chiaro che in Calabria l’immobilismo è considerato esperienza.
Occhiuto parla di “sanità performante” e poi mette due che da anni performano solo nel restare incollati alla poltrona. Performance riuscitissima.
Non serve nemmeno a dare l’illusione dell’innovazione, figuriamoci della sanità “performante” che Occhiuto racconta come una favola della buonanotte.

Perché qui non siamo davanti a una scelta prudente.
Siamo davanti a una resa totale all’abitudine, al riciclo dell’inefficacia, alla comfort zone del potere che dice: meglio uno che non fa nulla ma lo fa da anni, che uno nuovo che potrebbe rompere il giocattolo.

MA OCCHIUTO L'HA CAPITO CHE I CALABRESI SONO DISPERATI PER NON VEDERSI RICONOSCIUTO IL SACROSANTO DIRITTO ALLE CURE? 

Queste scelte, che non è dato sapere su che basi si fondino, testimoniano proprio di no! 

Eppure il punto è questo, ed è il punto che dà fastidio:
le alternative esistono eccome.
Uomini e donne che non si venderebbero alle manie di grandezza del capo di turno, né alle idee fuori contesto calate dall’alto come tavole della legge scritte male.
Gente che non chiede poltrone, ma responsabilità.
Gente che non campa di slide, ma di lotte vere.
Basti fare qualche nome, tanto per capirci:
Santo Giuffrè, Marisa Valensise, Daniela Primerano, Alessia Piperno, Pino Romeo... 
Persone che combattono giorno e notte (e lo vediamo nei video, sui social, nei TG...) che ci mettono la faccia, il tempo, la pazienza...
Gente che ci tiene davvero, non per curriculum o per carriera ma per coscienza.
Sono questi che i calabresi vogliono.
Sono questi i calabresi di cui la Calabria ha bisogno.
E qui arriva la parte che fa ridere forte, anzi piangere ridendo:
Qualcuno dice: “Eh, si certo... ma non hanno i titoli”.
Davvero?
E allora spiegateci come mai voi ministri, voi dirigenti, voi consiglieri governate tutto con a stento un diploma, qualcuno senza aver lavorato un solo giorno nella vita reale, eppure decidete della pelle degli altri.

E SI VEDE CHI HA I TITOLI CHE DISASTRI FA! 
De Salazar, Graziano, Miserendino, lo stesso Occhiuto e tutti sti dirigenti e imprenditori della sanità calabrese... che titoli hanno? E quando li fanno valere? 

Altro che titoli. Qui i titoli servono solo quando non si vuole cambiare nulla.

Quando invece bisogna blindare il sistema, improvvisamente diventano tutti professoroni.
La verità è semplice e ferocissima:
Occhiuto non ha scelto il meglio.
Ha scelto il meno disturbante.
Così il sistema non si stressa.
Il clan non si offende.
E la Calabria continua a pagare.
Applausi.
Sipario.
Sala d’attesa... 

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