CASTROLIBERO 2026: IL PRIMO E ULTIMO COMIZIO DELLA "SCHINDLER’S LIST" CIVICA

CASTROLIBERO E IL COMIZIO DELLA SUPERCAZZOLA CIVICA 

A Castrolibero ormai i comizi non sembrano più incontri politici.
Sembrano quei matrimoni calabresi dove a un certo punto lo zio più "avvinazzàto", si impossessa del microfono, prende la parola “solo due minuti”... e quarantacinque minuti dopo sta ancora raccontando di quando asfaltavano le strade col cuore.


Due ore intere di puttanate emozionali, attenzione del pubblico sotto la media, fogli A4 tremanti, microfoni che gracchiavano come gabbiani feriti e cittadini disposti ad applaudire pure se qualcuno avesse annunciato: “Cari paesani… confermo ufficialmente che il sole sorge a est.

La cosa meravigliosa è che più parlavano… meno si capiva cosa cazzo stessero dicendo.

Un flusso continuo di: “territorio”, “comunità”, “partecipazione”, “ascolto”, “futuro”, “energia”, “radici”, “giovani”.

Praticamente ChatGPT addestrato con brochure elettorali, citazioni di Paulo Coelho e volantini del GAL Sila-Mediterraneo. 

La presentatrice, ribattezzata immediatamente la “Maria De Filippi del Civismo Motivazionale”, introduceva ogni candidato come se stesse annunciando l’arrivo di Nelson Mandela misto a Alberto Angela.

“Professionista straordinario…” “Risorsa del territorio…” “Profondamente legato alla comunità…”

A momenti pure: “Salva i cuccioli dalle grondaie e fa ripartire i chakra ai pensionati.” 

E lì il pubblico: 👏👏👏👏

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CLAUDIO CAPUTO detto “L’OSTEOPATA DELL’ANIMA COSMICA”

Alias “Il Chiropratico delle Anime Smarrite”, sembrava uscito da un seminario sulla respirazione quantistica. Parlava di salute, amore, adattamento all’ambiente, energia positiva, benessere interiore.
Per cinque minuti non si è capito se volesse amministrare Castrolibero o aprire un centro olistico accanto al municipio.

Lui non parlava. Fluttuava. 

Quando ha detto: “L’amore genera amore” ❤️

mancava solo una musica zen sotto e una signora che vendesse pietre energetiche a bordo palco.

E ancora:

Per cambiare l’ambiente bisogna migliorare sé stessi.”

A quel punto metà piazza pensava di essere finita accidentalmente a un ritiro spirituale tibetano organizzato dietro il Conad.

Poi parte col concetto:

Lasciare spazio è un gesto d’amore.”

E fa spostare una signora davanti al palco come prova pratica di urbanistica emozionale.

Ma il vero miracolo è stato il pubblico che annuiva serissimo mentre lui spiegava ancora che bisognava “lasciare spazio”.
Che detta in una piazza con un po' di gente sembrava più un’istruzione antincendio.

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MAURA ZINNA detta “L’EURODEPUTATA DELLA MADONNA ECOLOGICA”

Finalmente una che nomina:

  • metalli pesanti,
  • falde contaminate,
  • rifiuti bruciati,
  • bonifica.

Per un attimo in piazza si è creato il panico. Tipo: “Aspetta… questa sta parlando di problemi veri?” 

Infatti è stata praticamente l’unica a ricordare che sotto tutta quella poesia sul “territorio” esiste pure una discarica che sembra il boss finale di Fallout Calabria Edition.

Però sull’amianto dei famosi 78 immobili?
Silenzio totale.

Un silenzio così profondo che si sentivano le tegole tossiche respirare. 

Ha parlato: del vento, delle ali, della luce, delle radici, dei playground, delle comunità energetiche, dell’anima della città…

…ma dei tetti in eternit sopra la testa della gente manco una sillaba. E manco della gente che si sta ammalando tra il menefreghismo di tutti. 

Argomento sparito più velocemente dei posti auto davanti al bar la domenica mattina.

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ALEX CAVALIERE detto “IL TEDX DELLE PALE EOLICHE”

Soprannominato anche “Capitan Eolico”, parla come un depliant ministeriale stampato su carta riciclata.
Trent’anni, energie rinnovabili, entusiasmo da TED Talk di provincia.

Sembrava uno di quei ragazzi Linkedin che scrivono: “Credi nei tuoi sogni  #leadership #mindset #future”.

Ha detto che: i giovani sono il futuro, la comunità deve ascoltare, il verde va valorizzato, bisogna partecipare.

Grazie Alex. Domani magari ci spieghi pure che respirare aiuta la sopravvivenza. 

Praticamente il ragazzo è nato direttamente dentro un bando PNRR. 

La frase:

Una città cresce quando le persone partecipano

è stata pronunciata con tale convinzione che persino i lampioni si sentivano coinvolti emotivamente.

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ROSSELLA PIETRUCCI detta “LA PSICOLOGA DELLE PANCHINE INTERIORI”

Parlava con quell’energia da counselor che quasi ti convinceva che il vero problema urbanistico di Castrolibero sia il trauma emotivo delle panchine.

Ha promesso: ascolto, vicinanza, spazi sicuri, partecipazione giovanile.

A un certo punto sembrava stesse candidandosi più a preside di Hogwarts che al consiglio comunale.

Castrolibero descritta come Copenhagen con l’ansia sociale. 

Quando ha detto:

Ho scelto di restare

in lontananza si sono sentiti piangere trenta fuorisede in affitto a Bologna.

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ANNUNZIATA FILIPPELLI detta “LA VENDICATRICE DELLA SOLGERT” 

Lei non parla.
Notifica.

Il pubblico era lì per il comizio e improvvisamente si è ritrovato dentro una lezione sul recupero crediti, l’aggio SOLGERT e la riscossione diretta.

La gente guardava il palco con la stessa espressione di chi apre una PEC dell’Agenzia delle Entrate.

Però almeno lei ha detto cose concrete. Che in questa lista elettorale è quasi un atto terroristico.

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RAFFAELLA “LA GABBIANELLA SENZA ROTELLE” FERLA

Ma il vero salto nel fantasy arriva con Raffaella Ricchio Ferla, ribattezzata immediatamente “La Gabbianella di Orto Matera”. 

L'unica che arriva in ritardo... dopo un appuntamento prolungato più del solito. Alza la mano, agitandola tra gli astanti per farsi vedere che, purtroppo, c'è anche lei. 

Permettetemi un piccolo inciso. Quando parlo di questo "esemplare umano di femmina che si atteggia a politicante vissuta", faccio un po' fatica. Perché vorrei dirne tante, ma tante, ma tante... ma non posso, almeno in pubblico. Ppè sta cazzo di legge sulla privacy... 

Perciò mi devo limitare (non sapete con quale fatica) a buttarla sull'aspetto politico-amministrativo: una vera parassita del panorama politichese castroliberese. Falsa, bugiarda, arrivista, cambiacasacche e traditrice nell'anima. 

Entra sul palco con la stessa grazia di una balena in una colonia di sardine. Retorica di rito. Qualche cazzata su ciò che non ha fatto, ma fa credere di averlo fatto. 

Poi la frase: “È arrivato il momento di spiegare le ali…

…e LETTERALMENTE si alza il vento.

La speaker impazzisce: “È il vento della libertà!

No signora. È maggio. Succede. 

Ma ormai la piazza era partita. Sembrava l’apparizione della Madonna di Fatima in tailleur, patrocinata dall’ufficio urbanistica.

Raffaella racconta di: cappi al collo, guinzagli, logiche di potere, rotelle da bicicletta. 

Praticamente il remake di "50 sfumature di grigio"  girato in comune. Con la differenza che la parte della "politica modalità BDSM" la recitava lei. Ed ora, per ovvia convenienza, la attribuisce ad Orlandino Greco (che è quel che è, ma non esageriamo!), fingendosi ora vittima del sistema, dopo aver mangiato a sbafo sulle spalle dei cittadini e scroccato pure l'anima. Peccato che chi la conosce bene, l'ha già pittàta, non ha creduto ad una sola parola e sa bene di cosa è stata capace di fare, non solo in politica. 

Praticamente il percorso evolutivo completo: da assessora comunale a farfalla democratica . Che romantica! 

E qui arriva il capolavoro tragicomico dell’intera campagna.

Perché quasi tutti quelli saliti sul palco hanno raccontato Castrolibero come se fino al mese scorso fosse governata da: Darth Vader, Richelieu, Don Vito Corleone, e il preside cattivo delle medie fusi insieme.

Orlandino Greco descritto come una specie di entità cosmica capace di: controllare le menti, bloccare le coscienze, terrorizzare assessori, lanciare raggi laser dagli occhi e forse pure cambiare il meteo.

Però stranamente questa dittatura infernale non impediva mai: indennità, incarichi, ruoli, presenze istituzionali, foto sorridenti, tagli di nastri, aperitivi politici, e candidature varie. 

Che coincidenza incredibile.

Il coraggio politico a Castrolibero funziona così: finché la nave galleggia → silenzio; quando entra acqua → tutti improvvisamente partigiani.

Eravamo ostaggio.” “Non potevamo parlare.” “C’era una figura ingombrante.”

Ecchiccazzè, l'apocalisse? 

Praticamente gente che fino al giorno prima stava seduta in maggioranza ora parla come sopravvissuti a una dittatura sudamericana.

E il pubblico: 👏👏👏👏👏. Ipocriti e ignoranti. Perché non capite che le vere vittime del sistema grechiano siete stati voi cittadini, non certo tizi come Gangi e Ricchio... che con 4 parole vi hanno presi per il culo 10 volte. 

Ma nessuno che si è alzato a dire: “Scusate… ma voi dove minchia siete stati fino a ieri?

"Se così era, perché non vi siete dimessi, perché non avete fatto cadere la maggioranza,  perché non avete denunciato?

SERRA, GANGI E RICCHIO, LA VERITÀ È CHE, DI FRONTE AI CITTADINI, SIETE CORRESPONSABILI DEL DEGRADO DI CASTROLIBERO. 

ALLA PARI DI ORLANDINO GRECO, SE NON DI PIÙ! E NON AVETE AVUTO MANCO LE PALLE DI DIRLO, NÉ DI PRENDERVI LA VOSTRA PARTE DI RESPONSABILITÀ, NÉ TANTO MENO CHIEDERE SCUSA AI CITTADINI! 

Perché il punto tragicomico è questo.

Molti di quelli che oggi fanno i rivoluzionari romantici:

  • assessori lo sono stati;
  • consiglieri pure;
  • inaugurazioni pure;
  • votazioni pure;
  • foto con sorrisi pure
  • pagati profumatamente pure.

E ora: “Abbiamo scoperto il sistema.”

Praticamente come uno che dopo aver lavorato dieci anni in cucina esclama: “Ragazzi… secondo me qui dentro c’è sporco.” 

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ANGELO GANGI, IL ROBESPIERRE DI CAMPAGNANO

Appena preso il microfono è entrato direttamente in modalità: “Mo ta càntu io a pàmpina”. ⚔️

Non ha fatto un discorso. Secondo lui ha fatto la presa della Bastiglia.

Bilanci falsi. Debiti nascosti. Omertà. Curazzini (che cazzo sono?). Macchinazioni. Poteri oscuri.

Sembrava stesse per assaltare il municipio con una torcia in mano e il sottofondo di "V per Vendetta".

Quando ha detto: “Castrolibero è stata usata come bancomat.

in piazza qualcuno ha controllato il saldo Postepay per sicurezza. 

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ILIO PERRI alias “CHE GUEVARA DEL CENTRO UNIVERSITARIO SPORTIVO” 

Lui entra da leader studentesco post-sessione.

Parla di: giovani; associazioni smoke, solidarietà, anziani, dignità... la stessa salsa trita e ritrita da qualche anno a questa parte. 

Poi, appena finito di mangiare, improvvisamente: BOOM 💣

Parte l’attacco:

Io qui non ho mai perso.” Ma qui dove?  Lì? 

Con Orlandino descritto praticamente come:

Giulio Cesare,

Don Corleone,

e il boss finale di Assassin’s Creed Calabria Edition.

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ANGELA PERROTTA alias “LA COMMERCIALISTA DELL’APOCALISSE URBANA

Parla poco. Ma ogni frase sembra una diagnosi ISTAT.

Le serrande abbassate sono economia che muore.

Silenzio in piazza. Qualcuno probabilmente ha controllato subito se il proprio negozio fosse ancora aperto.

Angela aveva il tono di chi:

sa tutto, vede tutto e probabilmente conosce pure il tuo ISEE.

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GIUSEPPE DE BARTOLO alias “IL PROFESSORE DELLA RESISTENZA ANTI-ORLANDINIANA

Lui parla come un preside che sta sospendendo l’Impero Romano.

Citazioni: Lega, Salvini, Vannacci, campi da golf; opere faraoniche; porfido dissestato.

Un mix tra: tribuna politica anni ’ta, cineforum PCI e interrogazione di storia contemporanea.

Momento capolavoro:

Castrolibero non ne può più delle citazioni greche e latine.

Detto in un comizio dove cinque minuti prima avevano nominato: Idi di marzo, sirene, vento del cambiamento, rinascita, radici, sole che illumina il futuro.

Praticamente Platone che accusa Aristotele di essere troppo teatrale.

Non ha detto ciò che serviva dire: GANGI, RICCHIO E PERRI NON DOVEVANO GAREGGIARE INSIEME CON LORO. IN QUANTO CORRESPONSABILI, ASSIEME AD ORLANDINO, DEL DEGRADO DI CASTROLIBERO. PUNTO. 

Invece che farli passare per eroi nazionali in calzamaglia. 

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CICCIO SERRA, L'ELETTO. L'UOMO CHE SUSSURRAVA AI LIMONCELLI

E poi finalmente lui. Il protagonista. Ciccio Serra.

Santo Subito da Condominio”. 🙏

Descritto da tutti come: uomo del popolo, presenza costante, figura umile, sempre tra la gente, sempre nei condomini, sempre nelle case.

Praticamente metà Padre Pio e metà amministratore di scala.

A furia di sentirlo raccontare così sembrava che:

  • aggiustasse cancelli;
  • consolasse vedove;
  • portasse le buste della spesa agli anziani;
  • e forse moltiplicasse pure i parcheggi.

E alla fine il messaggio politico reale non solo del comizio ma dell’intera campagna elettorale era questo:

Votate Ciccio Serra perché è bravo, gentile, presente… e soprattutto non è Orlandino.”

Fine. 

Il resto: fumo scenico, poesia civica, frasi motivational, e spiritualismo amministrativo.

Perché alla fine dei conti nessuno ha davvero spiegato:

  • se il Comune rischia il dissesto;
  • cosa succederà ai beni comunali svenduti;
  • come verranno sistemati i conti;
  • chi pagherà i debiti;
  • quando bonificheranno davvero la discarica;
  • se l’amianto verrà mai rimosso.

Niente.

Però in compenso ora sappiamo che: il vento segue Raffaella la Gabbianella, i giovani sono il futuro, gli anziani sono la memoria, l’acqua è fondamentale, e Ciccio Serra entra nei condomini come San Francesco, ma col badge comunale.

E il pubblico applaudiva.

Non tanto perché convinto. Più con quell’energia tipicamente calabrese del: “Vabbè ormai siamo qua… battiamo le mani e speriamo almeno che asfaltano la strada 'ppè sàglie aru Paìse.”

BUON VOTO A TUTTI! 

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