CALABRIA MAGAZINE AI FASCIOLEGHISTI DELLA CALABRIA: RICONOSCETE LA PALESTINA O FUORI DALLE PALLE!

La Calabria è terra di pace, di ospitalità, di dignità. Una terra che accoglie, che ha sempre detto no alla guerra e all’odio, che ha scritto nella sua storia il valore del rispetto e della convivenza.

"Qua la gente ti dà u pani e a casa puru s'un ti canùscia..."

Ma a tradire questa Calabria ci pensano sempre i soliti noti: gli ascari della Lega e i loro compari fascisti, gente abituata a piegarsi e a svendere la propria dignità per una poltrona, un gettone di presenza, una carezza del capo romano o padano di turno.

Lo abbiamo visto in questi giorni: Matteo Salvini, da buon guerrafondaio di professione, si è presentato in Israele a dire che il genocidio in Palestina non esiste, che chi lo denuncia è “antisemita”.

‘Na figura e mmerda mondiale' , ma soprattutto uno sputo in faccia alla verità e alla giustizia. E i nostri politici calabresi?

Cìttu, muti e rassegnàti... perché altrimenti rischiano di far arrabbiare il capo.

Prendiamo Orlandino Greco: quando il consiglio comunale di Castrolibero ha votato il riconoscimento dello Stato di Palestina, lui dov’era? Non certo in aula.

U "masculàzzu di cartùne" , u meridionalista di barzelletta, ha preferito fare il coniglio, disertare e nascondersi come solo i veri vigliacchi sanno fare. L’uomo che a parole difende il Sud e i meridionali, nei fatti si comporta come il primo dei servi, col cappello in mano e la schiena curva davanti al padrone. Uguale uguale a Salvini: tanto bla bla davanti alle telecamere, zero palle quando si deve scegliere da che parte stare.

E che dire della compagnia di giro? Mancuso, Gentile, Loizzo, Minasi, Furgiuele & C.: nomi e cognomi di chi in Calabria campa di politica e tradimenti. Gente che ha già tradito l’Italia, che ha già venduto i cittadini per una manciata di voti e un posto al sole. Ora hanno davanti un’occasione semplice: dire con chiarezza che la Calabria riconosce la Palestina, che la Calabria sta con la pace e contro la guerra. Ma il punto è: lo faranno? O resteranno incollati alle sedie, recitando la parte dei burattini telecomandati da Roma e Milano?

La verità è che i calabresi hanno già capito come funziona la sceneggiata: questi signori tradiranno ancora. Tradiranno la Calabria esattamente come hanno tradito l’Italia. Perché il tradimento è la loro professione, l’arte che sanno esercitare meglio: oggi contro i diritti, domani contro la pace, dopodomani contro la Calabria stessa.

Noi li conosciamo bene, sappiamo chi sono e come si muovono: non hanno mai avuto il coraggio di prendere posizione, e quando l’hanno fatto era solo per difendere i loro interessi, non certo quelli dei calabresi.

E allora l’appello di Calabria Magazine è chiaro:

cari candidati, abbiate almeno una volta il coraggio di non comportarvi da traditori seriali. Dimostrate che la Calabria vale più di una poltrona. Promettete solennemente ai calabresi che riconoscerete la Palestina. O almeno abbiate la decenza di dire in faccia che non lo farete, così ognuno saprà da che parte state: dalla parte della pace o dalla parte del tradimento.

E ricordatevi un’altra cosa: ‘a Calabria nun è cosa vostra. È di chi ci crede, di chi ci campa, di chi non si vende... di chi la ama! 

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