PONTIDA 2025 E I *MASCULÀZZI DI CARTÙNE* DEL SUD CHE VOTANO LEGA

🗣️ È andata in scena la solita farsa di Pontida: bancarelle, salamelle, birre calde e cori da stadio conditi da un razzismo che ormai fa curriculum.
Un raduno che, più che evento politico, sembra la Sagra della Porchetta, la Fiera delle Vacche e dell’Ignoranza Padana.

E giù il repertorio:
“Più spiedo, meno kebab” – perché senza un po’ di folklore da trivella digestiva i leghisti non campano.
“Napoli è distrutta, Vesuvio erutta” – lo slogan poetico di chi confonde la politica con la curva ultras e il cervello con una damigiana di Tavernello.

👉 Ora, la domanda è questa: ma come fanno i calabresi a battere le mani a questi teatranti?
Come cazzo fanno a dare il voto ad un Orlandino Greco piuttosto che ad una Simona Loizzo, ad una Tilde Minasi piuttosto che ad una Katia "cinghiala" Gentile... e tutti quei calabresi fascioleghisti marpioni dalla panza chijna di sordi e poltrone? 
Cioè, ti insultano da trent’anni, ti trattano come un peso morto, ti dipingono come fannullone e tu che fai? Gli voti pure.
È come se uno ti sputasse in faccia e tu, invece di pulirti, gli chiedessi: “Scusa, compà, vo nu muccatùru ppe ti pulizzà?”.

Qui non parliamo solo dei professionisti della poltrona, i soliti trasformisti che con la Lega hanno scoperto l’elisir di lunga carriera.
Parliamo pure di quelli che, al bar, si gonfiano il petto: “Io voto Salvini perché porta ordine!”. Ordine sì: quello di Pontida, con l’odio come menù fisso.

🔴 La verità è che per la Lega il Sud rimane il bidone della spazzatura nazionale. Nei fatti! 
E i calabresi che li votano? I minchiùni pagliacci della sagra, quelli che ballano e ridono mentre li prendono a pesci in faccia.
Si vendono per un contentino, per una promessa, per un posticino, dimenticando che quando al raduno si grida “Vesuvio erutta”, il bersaglio non è solo Napoli: è tutto il Meridione, Calabria compresa.

Allora, cari calabresi leghisti: sappiatelo.
Per loro non sarete mai patrioti, mai compagni di viaggio, mai alleati.
Sarete solo i terroni da cabaret, quelli da esibire sul palco per dire “vedete, abbiamo anche noi i meridionali”.
Il resto è fumo negli occhi e salamelle nello stomaco.

E ricordate: più che su un carro dei vincitori, voi siete saliti sul carretto dei pupi, tirato dai soliti *masculazzi di cartùne*della Lega. 

Commenti

Tino Di Mauro - Catania ha detto…
Esposizione e analisi a dir poco perfetta. Complimenti a chi ha scritto l'articolo.
Anonimo ha detto…
A questi CESSI di Calabresi già chiamandoli "Cessi" non resta altro come poterli classificare... anzi no, giusto per restare in tema di cessi, li chiamerei TERRONI DI MMERDA!

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