ROSARIA SUCCURRO & MARCO A'MBROGLIA: LA "CASA VIANELLO" DI SAN GIOVANNI IN FIORE
Se pensi che la politica sia fatta di idee, programmi e visioni per il futuro, in Calabria ti sbagli: qui la politica è come la pasta al forno della domenica. Te la cucini in casa, te la servi in tavola, e male che va… “t'a po' mangià puru frìdda”.
Rosaria Succurro, presidente della Provincia di Cosenza e sindaca (per modo di dire) di San Giovanni in Fiore.
Un comune che avrebbe bisogno di opere, servizi, sanità, e invece è rimasto col solito copione: problemi irrisolti, zero risultati concreti, e una città che appare più in coma del suo pronto soccorso.
E infatti, proprio San Giovanni in Fiore è finito sulle cronache per la tragedia di Serafino Congi, morto mentre la sanità locale cadeva a pezzi.
E cosa fa la sindaca Succurro? Lotta al fianco della famiglia per avere giustizia? Pretende responsabilità dall’ASP? Macché.
Chiama l’amico Antonello Graziano, dirigente ASP, e insieme architettano una delle più indegne farse del buongusto calabrese: annunciare l’elisoccorso nel campo sportivo, come se fosse una grande conquista.
Peccato che in quel campo sportivo un elicottero poteva atterrare già da prima, senza proclami, senza nastri da tagliare. Un trucco da prestigiatori da quattro soldi: “Guardate qua, cittadini, abbiamo risolto tutto!”.
E intanto, il pronto soccorso resta smedicalizzato, le postazioni 118 continuano senza medico nei festivi, e Serafino Congi resta una ferita aperta.
Marco Ambrogio, manager e consulente con curriculum internazionale, si presenta come uomo di idee progressiste, di “sinistra”.
Ma alla fine eccolo lì, a fare da braccio destro (anzi, marito sinistro) alla moglie di destra.
Un bel mix ideologico: in casa discutono di politica, ma in Provincia vanno d’amore e d’accordo. Tanto, se cade la destra o cade la sinistra, loro càdanu sempre all’impìedi.
È la versione calabrese del “bipartisan”: non nel nome del bene comune, ma nel nome del comune tetto coniugale.
Mentre la coppia occupa la scena, la Provincia di Cosenza affoga nei debiti (oltre 80 milioni di euro). Ma tranquilli, che c’è sempre qualcuno a cui dare la colpa: “Era colpa di chi c’era prima!”.
Nel frattempo, i cittadini assistono a inaugurazioni farlocche, incarichi casalinghi e il solito teatrino che serve solo a dire: “Vedete che stiamo facendo qualcosa?”.
🎭 Succurro & Ambrogio sono la Netflix series della politica calabrese:
Lei di destra, lui di sinistra, ma insieme più solidi di una poltrona di cuoio.
Lei sindaca “per modo di dire”, che invece di cambiare la sanità finge di risolverla con un elicottero.
Lui che lavora gratis per la moglie, dimostrando che in Calabria la meritocrazia familiare batte qualsiasi concorso pubblico.
Insomma, una coppia perfetta: non costruiscono strade, non aggiustano ospedali, non risolvono i problemi… ma almeno si sostengono l’un l’altro.
E pensare che Occhiuto l’ha voluta pure in lista alle Regionali… dev’essere un fan delle sit-com familiari!
Lui, da piccolo, non si perdeva una puntata di "CASA VIANELLO"...
Alla fine, qualunque cosa succeda, la morale è sempre quella:
👉 In Calabria, la politica non è mai di destra o di sinistra… è sempre “di famiglia”.
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