COME REGALARE LA CALABRIA A OCCHIUTO E APPLAUDIRLO PURE MENTRE LA DISTRUGGE

Non c’è più niente che possiate fare.
Non una parola da dire, non una giustificazione da cercare.
Siete inutili, incapaci e inefficaci quanto, se non più, di Occhiuto.
Perché un’opposizione che non sa opporsi è il miglior alleato del potere.
E voi lo siete stati, fino in fondo.
Una sconfitta annunciata

Non serviva un genio per prevederlo:
una campagna elettorale da mortorio, senza idee, senza fuoco, senza territorio.
Mentre Occhiuto e i suoi distribuivano promesse, pacchetti e illusioni,
voi vi limitavate a riunioni da salotto, post autoreferenziali e selfie da circolo Arci.

Le piazze erano deserte, le idee latitanti, e la speranza si è suicidata in diretta.
Pensavate che bastasse un nome, un titolo, un volto da talk show.
Ma il popolo calabrese, ormai vaccinato ai venditori di fumo, vi ha semplicemente ignorato.

La verità è semplice: avete fallito

Avete fallito nel costruire un’alternativa.
Avete fallito nel parlare alla gente.
Avete fallito perfino nel fingere entusiasmo.
Vi siete nascosti dietro slogan stanchi e alleanze improbabili, una “coalizione larga” che era solo larga di confusione e stretta di visione.

Un minestrone politico cucinato per salvare poltrone e carriere,
non per cambiare la Calabria.
E il risultato è quello che tutti vediamo: un disastro totale.

Nicola Irto: il segretario del nulla

Due elezioni, due sconfitte.
Un PD calabrese ridotto a una barzelletta di correnti, incarichi e inciuci.
Irto non guida, sopravvive.
Mentre la Calabria affonda, lui distribuisce carezze e incarichi agli amici del solito giro.

E pensare che, quando lo si criticava, rispondeva: “Tu non capisci di politica.”
Eh no, caro mister Nulla: dopo due batoste consecutive, è chiaro a tutti chi non capisce di politica.
Anna Laura Orrico: la promessa evaporata

Doveva incarnare il nuovo, ma è diventata la custode del vecchio.
Assente, evanescente, disinnescata.
La politica del “vorrei ma non posso” fatta persona.
Non ha spostato un voto, non ha smosso un’anima.

Pasquale Tridico: l’occasione mancata

Il professore, il volto pulito, il tecnico prestato alla politica.
Ma la Calabria non aveva bisogno di un tecnico: aveva bisogno di un leone.
E invece ha avuto un impiegato della speranza.
Un uomo corretto, ma circondato da mediocrità e zavorre.
E quando ti allei con l’inutilità, finisci inevitabilmente nel nulla.
La Calabria vi ha visti e vi ha giudicati

E non si è astenuta per disinteresse.
Si è astenuta per nausea.
Perché non c’è nulla di più insopportabile di chi si proclama “alternativa” e poi si comporta da figurante.

Non siete stati opposizione.
Siete stati la tappezzeria istituzionale del potere.
Comparse stipendiate nel teatro dell’ipocrisia politica calabrese.

Ora fate una sola cosa utile: dimettetevi

Da tutto.
Non solo dalle segreterie e dai partiti,
ma anche — e soprattutto — dal ruolo di opposizione regionale.
Tanto Occhiuto, per continuare a grattarsi i coglioni per altri cinque anni, non ha certo bisogno della vostra “manùzza” grattereccia.

Fategli spazio.
Fateglielo con dignità, per una volta.
Così almeno la Calabria non dovrà sorbirsi anche l’imbarazzo del vostro silenzio complice.

Il non voto non è più inciviltà

Non è più possibile affermarsi come cittadini.
Non è più possibile esprimersi nella sfera pubblica né trovare rappresentanza nelle istituzioni.
Il non voto non ha più il significato di inciviltà che aveva quando l’astensione era al 70 o all’80%.
Oggi è un atto politico consapevole, un rifiuto collettivo del sistema marcio.

Come la Flotilla che, pur non fermando il genocidio palestinese, ha fatto emergere il volto criminale di chi lo compie, così l’astensione può diventare il gesto che crea coscienza.
Deve diventare un caso nazionale,
un grido civile per negare ogni potere rappresentativo alle congreghe di pseudopartiti che difendono solo gli interessi personali degli utili idioti che li compongono.

Il Movimento 5 Stelle?
Si è omologato subito, trasformandosi nell’ultimo grande bluff.
E intanto chi paga è sempre lo stesso: il cittadino onesto, quello che soffre di più.

Ma adesso è il momento di insorgere per risorgere.
Negare ogni diritto a questi lestofanti di rappresentare il Potere è una necessità morale.
E il non voto può diventare l’arma pacifica di una rivoluzione senza terrore, nata dal popolo, dai cittadini liberi, dai pochi onesti che ancora resistono.

Perché la verità è questa:

L’inefficienza non è né di destra né di sinistra.
È semplicemente una vergogna trasversale, e voi ne siete oggi i migliori rappresentanti.

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