FIERA DELLE VACCHE IN CITTADELLA: SOPPRESSATE, POLTRONE E COGLIONI ROTTI
🍖 IL MERCATO DELLE POLTRONE
Dalle carte dell’inchiesta in cui è coinvolto il presidente Occhiuto: 5 maggio, decimo piano della Cittadella regionale, Catanzaro.
Occhiuto non fa il presidente, fa il banditore d’asta: «Il direttore amministrativo lo nomina Fratelli d’Italia»
«Il direttore scientifico la Lega»
Occhiuto, con la sua solita faccia da “una ne penso, cento ne sbaglio”, propone la soluzione all’assessore Giovanni Calabrese: «Spostiamo C.P. all’Arpacal, così reggiamo l’assalto ai partiti. Ogni tanto qualcosa va dato».
Calabrese, ovviamente, annuisce.
Ecco la Calabria: poltrone divise a fettine come soppressate.
💧 ARPACAL: DAL CONTROLLO DELLE ACQUE AL CONTROLLO DELLE CAREZZE POLITICHE
C’è chi lavora e chi disturba.
La dipendente S.G., assunta a tempo indeterminato, denuncia che le attività vengono svolte da esterni senza titoli. Scrive, segnala, protesta.
Risultato? Prima ignorata, poi privata della PEC, infine licenziata senza preavviso.
Chi invece ostacolava e ritardava il suo lavoro? Promosso direttore dell’ente.
In Calabria la regola è chiara:
👉 Se fai il tuo lavoro vieni punito.
👉 Se reggi il sistema, fai carriera.
Sanità → si è a conoscenza di meccanismi simili: medici imboscati, infermieri imboscati e sanitari che si gonfiano le buste paga.
Acque → mari sporchi, ma incarichi limpidi per i fedelissimi.
Case popolari → niente tetto ai poveri, ma chiavi agli elettori “giusti”.
Foreste → invece di piantare alberi, si piantano parenti e conoscenti nei consorzi.
📌 RIQUADRO SATIRICO: CHI NOMINA CHI?
FdI → direttore amministrativo
Lega → direttore scientifico
Occhiuto → direttore d’orchestra
Calabrese → coro di “sì presidente”
Loizzo → disturbatore ufficiale (a suon di coglioni rotti)
Davanti a questo spettacolo, il cittadino calabrese che fa?
C’è chi ancora dice: «Occhiuto hai visto che promesse, non è poi così male…», «La Loizzo almeno si impunta per i cazzi suoi…», «Calabrese è uno a cui affidare e pìecure aru lupu…».
No, cari calabresi: non è affidabilità, è sempre lo stesso mercato delle vacche.
🔴 CONCLUSIONE
La politica calabrese è una bancarella di mercato: le poltrone si vendono al chilo, i partiti tagliano fette di potere e al popolo restano solo le ossa.
La vera domanda è:
👉 Davvero volete continuare a votare chi tratta la Regione come un supermercato della clientela?
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