LA CALABRIA NON È POVERA. È DERUBATA!
In Calabria c’è chi lavora, chi emigra, chi si arrangia… e poi ci sono loro: i Paperoni della Cittadella, gli assessori regionali che guadagnano come top manager svizzeri e producono meno risultati di una stampante senza inchiostro.
Ogni mese intascano stipendi a cinque zeri per “amministrare” una regione che, a forza di restare in fondo a tutte le classifiche, ormai si è scavata la fossa da sola. Ultimi in sanità, ultimi nei trasporti, ultimi nei rifiuti, ultimi per occupazione giovanile. Ma primi — ah, questo sì — nei privilegi, nei benefit e nelle indennità da nababbi.
Altro che Superenalotto: qui basta una poltrona e una firma ben piazzata per diventare ricchi. C’è chi si presenta come “assessore al lavoro”, ma di lavoro in Calabria neanche l’ombra. Chi guida “le infrastrutture”, ma se prendi la statale 106 ti senti in una puntata di Superquark sulla preistoria. E poi i geni della “sanità”, quelli che parlano di eccellenze mentre nei pronto soccorso si muore in sala d’attesa — perché “l’ambulanza è impegnata”.
Intanto, nei palazzi della Cittadella, tutto fila liscio: riunioni, cene istituzionali, viaggi “di rappresentanza”, selfie, e stipendi che crescono come la "gramìgna".
Alcuni esempi:
Nome / Incarico / Compenso dichiarato / stimato
Roberto Occhiuto Presidente della Regione Calabria € 212.316/anno.
Filippo Pietropaolo Assessore / Vicepresidente € 194.572,80 (stima)
Gianluca Gallo Assessore (Agricoltura) € 194.572,80 (stima)
Giovanni Calabrese Assessore € 194.572,80 (stima)
E il popolo calabrese? Aspetta. Sempre. Aspetta un treno che non arriva, un ospedale che non apre, un concorso che non truffa, l'acqua che esce dal rubinetto, una promessa che non puzza di propaganda.
E chi la deruba, spesso, lo fa con giacca, cravatta e tesserino da assessore.
A forza di “valorizzare il territorio”, se lo sono valorizzato in busta paga.
Altro che “servizio pubblico”: qui il servizio è a tavola, e i cittadini fanno da contorno.
Benvenuti nella Cittadella d’Oro, dove la politica rende più del Superenalotto e l’unico a non vincere mai… è il calabrese.
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