LA POSSIBILE NUOVA FORMAZIONE REGIONALE: SETTE IN CAMPO E MILLE CHE MANGIANO IN PANCHINA
In attesa dei nomi ufficiali, comincia a delinearsi il modulo di gioco che, da buon Oronzo Canà del potere, Sua Parassitanza Occhiù — allenatore-padrone del pallone regionale — starebbe per schierare nella prossima, fondamentale partita di governìcchio regionale.
Formazione rigida, anzi cementata con la colla vinilica del clientelismo: solo sette posti disponibili, un lusso per pochi... e un insulto per i troppi che già scalpitano ai box con la forchetta in mano.
🟦 Il modulo: 7 parassiti a zona
Il nuovo schema, ribattezzato 7-0-0-0, prevede sette titolari e nessun centrocampo, nessuna opposizione, e soprattutto nessun senso del pudore politico. Ma andiamo con ordine, ruolo per ruolo, zappa per zappa.
🧑🌾 Gianluca Gallo (Forza Italia) feat. Consuocera
Vecchia volpe (di campagna) della politica calabrese. Si presenta come “l’uomo della terra”, ma di solito la zappa la impugna solo quando deve scavarla a qualcuno. Ha l’aria di quello che potrebbe far crescere pomodori anche nel deserto… se ci fosse da piazzare un appalto per l’irrigazione.
Ruolo in squadra: centrocampo agrario. Sa concimare ogni terreno, specie quello elettorale.
La sindaca con il sorriso da spot di dentifricio Pasta del Capitano e la determinazione di una ruspa con la targa blu e senza denti. Passa con disinvoltura dal Comune alla Provincia e ora alla Regione come chi cambia parrucchiere, ma mantiene sempre lo stesso taglio: non fare un cazzo, inciuciare e tagliare fuori gli altri.
Ruolo in squadra: terzino glamour. Non molla mai la fascia, anche se quella tricolore le è servita solo per le foto.
🔥 Antonio Montuoro (Fratelli d’Italia)
Il perfetto “fratello d’Italia”: patriottico, incazzato, sempre in posa da poster di Meloni, ma con meno carisma e più pelata. Si dice che parli solo per slogan: “Dio, patria, incarico!”.
Ruolo in squadra: difensore ideologico. Fa muro contro tutto, tranne che contro le poltrone.
Sindaco di Locri e uomo di cemento armato, nel senso che tra un cantiere e un taglio del nastro non si è mai capito se costruisce città o clientele. È uno che “vede lontano”, soprattutto quando c’è un assessorato da afferrare.
Ruolo in squadra: stopper con l’appalto. Non passa nessuno, a meno che non abbia la mazzetta giusta.
💶 Filippo Mancuso (Lega)
Presidente del Consiglio Regionale uscente e campione di equilibrio politico. È passato indenne da più governi che un vaccino da placebo. Ha la calma di chi sa che un posto da assessore lo trova comunque: o di qua, o di là, o di traverso.
Ruolo in squadra: regista difensivo. Fa girare la palla, e soprattutto le poltrone.
🧾 Giuseppe Mattiani (Lega)
Tecnico, dicono. Ma tecnico di cosa non si è mai capito: forse di relazioni pubbliche, forse di silenzi tattici. È quello che in giunta parla poco… e firma tanto.
Ruolo in squadra: mediano del nulla. Corre molto, ma sempre nello stesso posto.
🕴️ Riccardo Rosa (Noi Moderati)
Moderato sì, ma nella fame. In politica è come quei giocatori che entrano al 90° solo per dire “c’ero anch’io”. Rappresenta quel partito che nessuno ricorda, ma che magicamente finisce sempre a tavola.
Ruolo in squadra: riserva di lusso. Nessuno sa perché giochi, ma nessuno osa toglierlo.
Pare vada a un super votato di Reggio Calabria, ancora targato Forza Italia. Nome top secret, ma il profumo di scambio politico si sente fino a Catanzaro. Sarà un presidente “di garanzia”, dicono. Sì, la garanzia che non cambi nulla.
⚽️ Il mister e la panchina
Sua Parassitanza Occhiù osserva dalla panchina, occhiali d’oro e sigaro d’ordinanza, compiaciuto del suo piccolo zoo di fedelissimi.
Un mix perfetto di fedeltà, opacità e utilità personale.
Il motto di squadra?
> “Tutti per uno, e ognuno per se stesso.”
La Calabria, intanto, resta sugli spalti: spettatrice di un campionato che si gioca a porte chiuse, ma con le casse, le sacchètte e le trippe sempre gonfie.
Commenti