MARCO POLIMENI: IL FIGLIO DEL TELEPREDICATORE CHE SOSTIENE OCCHIUTO
In Calabria c’è sempre la saga familiare che supera la politica. Oggi tocca alla dinastia Polimeni, con papà Lino che in TV tuona contro tutto e tutti e il figlio Marco che, al contrario, si siede accanto a Roberto Occhiuto con tanto di bandierina azzurra di Forza Italia.
E già qui l’assurdo si serve da solo: ogni volta che Lino, con voce da telepredicatore, smaschera le magagne del governatore, in pratica smaschera anche il suo stesso erede politico. Perché Marco non è un passante: è coordinatore provinciale di Forza Italia a Catanzaro, ex presidente del Consiglio comunale e ora rampante fedelissimo del centrodestra. Tradotto: se Occhiuto fa un bluff, Marco lo regge.
Chi non conosce Lino Polimeni, storico conduttore TV e moralizzatore a mezzo social, non se l’è passata liscia: in tribunale per diffamazione nei confronti dell’ex presidente del Consiglio regionale Tallini, querelato anche dal sindaco di Crotone per “illazioni e insinuazioni infamanti”. Insomma, non proprio un curriculum da San Francesco.
Marco Polimeni viene dipinto come volto giovane e brillante, ma più di uno lo considera un “soldatino” del governatore: la stella rimane Occhiuto, mentre lui appare come la comparsa giovane da mettere in prima fila. Coordinatore sì, ma a traino.
Mentre Lino in TV denunciava il caso dell’emodinamica di Paola pronta ma inutilizzata, chi dovrebbe rispondere — oltre a Occhiuto — è anche Marco, che in quanto dirigente FI si porta addosso lo stesso peso politico delle mancate risposte. In Calabria funziona così: se ti siedi al tavolo del potere, rispondi anche delle posate sporche.
Il paradosso: quando Lino parla, smentisce Marco.
Ed eccoci alla scena madre: Lino si scaglia contro Occhiuto per la sanità, le promesse non mantenute, la Calabria umiliata. Tutto giusto. Peccato che Occhiuto sia lo stesso uomo che il figlio sostiene e legittima ogni giorno. Risultato? Ogni bordata del padre si trasforma automaticamente in un siluro sul figlio.
È come vedere due canali della stessa TV: su uno, Lino si indigna; sull’altro, Marco applaude Occhiuto. Ma il telecomando è sempre in mano ai calabresi che, ormai nauseati, cambiano canale o spengono direttamente.
In Calabria la politica si fa spesso in famiglia: ma quando il padre predica e il figlio pratica l’opposto, il risultato è solo confusione e discredito. Se Lino smonta Occhiuto, inevitabilmente smonta anche Marco. Se Marco sostiene Occhiuto, inevitabilmente smentisce il padre.
Una cosa è certa: in questa telenovela politico-familiare c’è tanta voce, tante querele, tanti incarichi… e pochissima sostanza per i cittadini calabresi.
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