Noi di CALABRIA MAGAZINE abbiamo deciso di dividere questo articolo in due parti. Per meglio farvi capire il perché, proprio Occhiuto, stia sottoponendo la Calabria e i Calabresi a gravi rischi di colonizzazione. Perché è importante NON VOTARE LUI E I SUOI ALLEATI. E perché È IMPORTANTE CHE QUELLA GROSSA FETTA DI ASSENTEISTI VADA A VOTARE L'ALTERNATIVA.
ATTO PRIMO
Come tutti ormai abbiamo potuto intuire, la ricandidatura di Occhiuto non è stata un'iniziativa autonoma volta a terminare quello "splendido" lavoro "ccuri cazzi" fatto in Calabria, bensì una nuova “chance” data a lui ed al suo partito Forza Italia. Change frutto di un accordo a tavolino tra i big dell'alleanza azzurra, nonostante l’inchiesta che lo vede coinvolto.
Una ricandidatura blindata, blindatissima, quasi più del caveau di Bankitalia: Occhiuto come scendiletto di Salvini e pedina di Meloni.
Il Capitano della Padania (che a furia di padelle bollenti si è ritrovato col Sud come salvagente elettorale) gli ha assicurato la nuova poltrona regionale. Ma non gratis: Occhiuto è sotto scopa di Salvini, che lo tiene legato all’autonomia differenziata, quella riforma che rischia di tagliare gambe, braccia e ossigeno alla Calabria.
E non finisce qui. In questa commedia nera c’è pure Wanda Ferro, la meloniana di ferro, pronta a subentrare in caso di ulteriori scossoni giudiziari: se Occhiuto dovesse saltare, lei diventerebbe la governatrice pro tempore, un po’ come accadde con Nino Spirlì dopo la morte improvvisa di Jole Santelli.
Insomma, più che governatore, Occhiuto è diventato il classico inquilino sotto sfratto: dentro finché fa comodo a chi comanda a Roma. Ma appena cambia il vento, c’è già chi ha in mano le chiavi di Palazzo Campanella.
Ma soffermiamoci per il momento sul primo aspetto: Occhiuto-Salvini e l'autonomia differenziata.
LA CALABRIA COME MERCE DI SCAMBIO
C’è un dettaglio che i più distratti fanno finta di non vedere: Roberto Occhiuto, governatore “azzurro” della Calabria, è diventato, non a caso, l’alleato più fedele della Lega. Proprio quel partito che ha scritto e spinto a forza la riforma dell’autonomia differenziata, il colpo di grazia per le regioni meridionali.
Occhiuto parla bene ma razzola male. In tv e sui giornali nazionali veste i panni del difensore del Sud: “Attenti ai LEP, la spesa storica è una trappola, senza risorse il Sud muore”. Giustissimo. Peccato che, appena cala il sipario, torni a essere il più diligente compagno di merende di Salvini e Calderoli.
È il classico gioco a due tavoli:
Sul tavolo nazionale: Occhiuto fa la voce critica, si agita, lancia moniti. Così i calabresi pensano di avere un governatore che “ci prova”, un guardiano della dignità calabrese.
Sul tavolo elettorale: Occhiuto e la Lega si tengono per mano, scambiandosi favori, appoggi e pacchetti di voti. Perché senza l’alleanza coi leghisti, Forza Italia in Calabria vale quanto un caffè sospeso a Napoli.
Il problema è che a forza di sedere su due tavoli, la poltrona rischia di scricchiolare. E mentre Occhiuto gioca all’equilibrista, la Calabria rischia di fare la fine del pollo a tavola: quello che non si mangia mai, ma viene sempre spennato.
Perché qui la domanda è semplice e bruciante:
come può difendere la Calabria uno che deve la sua poltrona proprio a chi sta progettando di svuotarla delle sue poche risorse?
La risposta è altrettanto semplice: non può. O meglio: non vuole. Perché quando l’alleato ti tiene in vita, non ti metti certo a mordergli la mano. E così la Calabria diventa moneta di scambio, terreno di compensazione politica.
Occhiuto continuerà a recitare la parte del difensore del Sud, ma alla prima votazione che conta alzerà la mano dalla parte della Lega. Perché la regola è sempre la stessa: meglio tradire la Calabria che perdere la poltrona.
N. B. DI QUESTO ASPETTO, SEBBENE CRUCIALE, NESSUNO NE PARLA.
SPÙTA CA 'NNUMÌNI!
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