PNRR CALABRIA: IL 13% DI FONDI SPESI E L' 87% DI PRESE PER IL CULO.
💸 PNRR in Calabria: miliardi sulla carta, spiccioli nella realtà (e Salvini che si prende pure il merito)
O meglio: piove l’annuncio, poi il cielo resta sereno, asciutto e vuoto.
Siamo nella terra dove i fondi del PNRR vengono annunciati come la seconda venuta di Cristo, ma alla fine — come spesso accade da queste parti — si scopre che Gesù non solo non è arrivato, ma ha pure perso l’autobus.
🎯 I numeri veri (quelli che nessuno ti dice nei comizi)
Partiamo dai dati ufficiali:
La Calabria risulta destinataria di circa 10 miliardi di euro di fondi PNRR, distribuiti in oltre 12.400 progetti — dalla sanità all’istruzione, dalle infrastrutture alla digitalizzazione (CalabriaNews24).
Peccato che, secondo Openpolis, solo il 13% di quei fondi sia stato effettivamente speso (Openpolis, 2024).
E se guardiamo alla missione “Salute”, su circa 500 milioni destinati, è stato utilizzato meno dell’8% (Senatori, 2024).
In pratica, abbiamo l’equivalente di una mega lotteria vinta, ma con il biglietto ancora nel cassetto del comodino.
Poi, per dare un tocco di comicità statistica, ecco i dati sulle procedure: su 5.500 progetti, solo 772 sono stati aggiudicati, cioè il 14% (Gazzetta del Sud, 2024).
Gli altri aspettano in fila come ai vecchi sportelli INPS: “torna domani, che oggi non funziona il sistema”.
La burocrazia è una bestia lenta, ma qui da noi ha pure l’artrosi.
Le amministrazioni locali non hanno tecnici, le procedure cambiano ogni tre mesi, e ogni documento deve passare più firme di un decreto papale.
Risultato? I soldi restano fermi, i progetti scadono e l’Europa comincia a chiedersi se la Calabria esista davvero o sia solo un’invenzione geografica.
🧾 Ma Salvini, da bravo attore, recita la parte del salvatore del Sud
E mentre la macchina amministrativa si inceppa, Matteo Salvini entra in scena con casco giallo, droni, conferenze stampa e la solita frase da cartellone:
> “Abbiamo portato fondi, cantieri e opportunità al Mezzogiorno!”
Peccato che i fondi non li ha portati lui: sono fondi europei spettanti di diritto a tutte le regioni italiane, e la Calabria — essendo una delle più povere d’Europa — ne ha diritto più di altre, non per bontà leghista, ma per equità economica.
Quindi no, non è un regalo di Salvini: è come se ti rubasse 50 euro, poi te ne restituisse 10, dicendo “te l’ho fatto per amore”.
💰 Quando i fondi non si spendono… volano via
Il bello (si fa per dire) è che molti fondi non vincolati da progetti reali rischiano di essere rimodulati, parola tecnica per dire spostati altrove.
E qui entra la parte più gustosa: i “fondi del Sud” che prendono il treno per il Nord.
Secondo Il Foglio (maggio 2024), nella riscrittura del PNRR, la quota per il Sud è passata dal 40,4% al 19% per alcune missioni, come quella delle opere idriche. Quasi metà delle risorse dirottate o riassegnate altrove (Il Foglio, 9/5/2024).
Quotidiano del Sud denunciava già nel 2022 che 15 miliardi di euro destinati al Sud rischiano di perdersi tra bandi non presentati, progetti bloccati e fondi non vincolati (Quotidiano del Sud, 28/10/2022).
E La Gazzetta del Mezzogiorno ha quantificato in 20 miliardi le risorse destinate al Mezzogiorno che, nella realtà, esistono solo “sulla carta” perché non ancora tradotte in bandi o spese vincolate (La Gazzetta del Mezzogiorno, 2023).
Insomma, tra mancata spesa, rimodulazioni e “burocrazia creativa”, i fondi calabresi rischiano di finire come gli avanzi del cenone: qualcuno al Nord li riscalda e se li mangia, mentre noi qui a Sud restiamo a guardare i piatti vuoti.
E qualcuno, visionario o lungimirante, motiva l'interesse di Salvini per la Calabria, proprio perché destinataria di fondi cospicui. Fondi con cui si pavoneggia nei comizi e nei talk show, li fa assegnare alla Calabria... ma poi, col giochetto del vincolo da progetto, burocrazia e firme su firme... li "rimodula", spostandoli al Nord.
CAPITO LA FURBIZIA?
🎭 La grande illusione del “Meridione che risorge”
Ogni volta che un ministro dice “abbiamo sbloccato i fondi per il Sud”, a Bruxelles si sente un brivido di rassegnazione.
Perché ormai l’Europa lo sa: in Calabria i fondi arrivano, ma poi si fermano in dogana, sommersi da carte, conferenze e caffè istituzionali.
Eppure il racconto politico continua:
> “Abbiamo investito nel Sud, abbiamo dato risorse alla Calabria, abbiamo creduto nel Mezzogiorno.”
Certo. Solo che “investito” significa “promesso”, “dato” significa “stanziato ma non speso”, e “creduto” significa “in campagna elettorale”.
⚡ La domanda che resta appesa
A questo punto, una domanda sorge spontanea (anche se puzza di risposta):
Salvini ama davvero la Calabria, o fa finta di amarla proprio perché sa che è la perfetta vetrina per vantarsi di miliardi che non vedremo mai?
Perché, guarda caso, quando si tratta di annunciare fondi, il ministro è in prima fila; ma quando bisogna spenderli davvero, la colpa è sempre di qualcun altro: “la burocrazia, la Regione, l’Europa, gli allineamenti astrali”.
La verità, purtroppo, è semplice:
la Calabria è utile quando serve una foto, un titolo o una scusa.
È la “fidanzata povera” del governo: le promettono di tutto, ma appena si accende la luce del Nord, restano solo le parole.
E così restiamo qui, con miliardi scritti sulle slide, cantieri nei PowerPoint, e ministri che si fanno belli con soldi europei che ci spettano di diritto.
Ma mentre Salvini si fa fotografare in elicottero sopra un cantiere che non c’è, noi possiamo solo chiederci:
> “Ma allora, questi fondi per la Calabria li hanno portati davvero… o li hanno solo fatti passare?”
Perché se la risposta è la seconda, allora sì — la Calabria è diventata la nuova Svizzera: di fondi ne vediamo tanti, ma solo sulle carte bancarie degli altri.
TUTTO CIÒ CON IL BENESTARE DI OCCHIUTO, NATURALMENTE!
Commenti