LA GIUNTA È FATTA. BUON LAVORO AI MAGISTRATI DI CATANZARO...
Auguri, amici calabresi.
Finalmente abbiamo la Giunta!
Ma ora mettete via le mezze misure — qui arriva la versione napalm: nessuna carezza, solo colpi secchi.
Perché questa non è una giunta, è la sagra del riciclo politico con sponsor ufficiale: l’indifferenza.
Pronti? Ecco i sette magnifici, quelli che dovrebbero cambiare la Calabria… e invece cambiano solo la targa sulla porta.
Ma posso sempre sbagliarmi... mi auguro!
🧱 Filippo Mancuso – Vicepresidente della Giunta
Con “lavori pubblici e urbanistica”, governerà il regno delle buche, dei cantieri eterni e dei marciapiedi che finiscono nel nulla.
Un leghista... e vi ho detto tutto!
Un architetto del disastro, un geometra del clientelismo.
Dice “difesa del suolo”, ma la verità è che difende solo il proprio posto.
In Calabria, se vedi un cantiere che dura più di un matrimonio medio, scommetti pure: dietro c’è lui o un suo clone.
Politiche della casa? Sì, per chi ce l’ha già, magari al mare.
💼 Giovanni Calabrese – Sviluppo economico, lavoro e turismo
Sviluppo economico in Calabria?
È come parlare di fitness in un reparto di pasticceria: un concetto bellissimo, ma totalmente fuori contesto.
Il lavoro lo conosce, ma da lontano.
Dirà che “il turismo è il futuro”, e nel frattempo continuerà a promuovere sagre della ’nduja mentre i voli per Lamezia calano più dei salari.
Ha la delega alle fiere internazionali: ottimo, almeno all’estero potrà spiegare come si fa a non cambiare mai nulla per trent’anni.
Un uomo, dieci deleghe, zero risultati.
In Calabria coltiva tutto tranne le idee.
Le foreste bruciano, le strade franano, gli autobus spariscono, ma lui è sempre lì, sereno, come un ulivo secolare: immobile e intoccabile.
“Valorizzeremo le aree interne!” – certo, a forza di dimenticarle.
È l’unico politico capace di fare l’assessore al trasporto pubblico in una regione dove gli autobus sono creature mitologiche.
🎓 Eulalia Micheli – Istruzione, sport e politiche giovanili
Tecnica, dicono. In Calabria, “tecnica” significa politicamente imparentata ma con la laurea.
Dovrà occuparsi di scuola: ottimo, perché la prima lezione da insegnare è che il merito non si eredita per matrimonio.
Sullo sport, beh, è in forma: corre veloce ogni volta che sente la parola “responsabilità”.
E sulle politiche giovanili, buona fortuna: qui i giovani li vedi solo quando tornano a Natale… giusto il tempo di ripartire.
Il tecnico di Roma mandato nella giungla calabra.
Uno che ha creduto di poter mettere ordine nei conti pubblici calabresi: una missione più disperata di un prete a Ibiza.
I fondi europei? Da noi finiscono sempre allo stesso posto: nelle mani giuste, ma per i motivi sbagliati.
Quando capirà che “trasparenza” qui è solo la parola scritta sulla carta intestata, chiederà asilo politico al Ministero dell’Economia.
È l’unico che lavora davvero, ma in Calabria questo è considerato un difetto.
⚖️ Antonio Montuoro – Legalità, sicurezza, beni confiscati
Gestisce la “legalità” in una regione dove le leggi valgono solo per chi non ha santi in paradiso.
Vuole innovare il lavoro pubblico: chissà, magari digitalizzerà pure le raccomandazioni.
Sui beni confiscati, promette di valorizzarli: speriamo non con un bando da 50mila euro per piantare gerani su un’ex villa del clan.
La “sicurezza” per ora riguarda solo la sua sedia: quella sì, imbullonata al pavimento.
La “voce dolce” della giunta, con un portafoglio da crocerossina.
Welfare, inclusione, pari opportunità: parole bellissime, peccato che qui chi non ha un padrino resta fuori anche dal presepe.
Lei si occuperà di benessere animale, e in effetti il consiglio regionale è pieno di bestie che mangiano a quattro ganasce.
La sua missione è aiutare i più deboli — ma finché le poltrone sono imbottite, nessuno si sente in difficoltà.
💀 IL QUADRO FINALE
Una giunta da manuale di sopravvivenza politica: gli stessi volti, le stesse promesse, le stesse macerie.
Gente che da decenni parla di cambiamento, ma non cambia nemmeno le mutande a Natale.
Una Calabria che affonda tra appalti, clientele e comunicati stampa scritti a colpi di Photoshop.
Altro che “Giunta delle meraviglie”:
è la Giunta delle Miracolazioni, dove ogni giorno si moltiplicano solo le nomine.
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