CASTROLIBERO: LA RICREAZIONE È FINITA. ADESSO PARLANO LE DELIBERE

CASTROLIBERO, DAL PREDISSESTO AI VECCHI CONTI CHE TORNANO A GALLA. E QUELLE COINCIDENZE CHE LA POLITICA DOVRÀ SPIEGARE. PRIMA O POI. 

"La ricreazione è finita." Anna Morrone ha scelto poche parole, ma pesanti come macigni. Perché adesso non è più il tempo della propaganda. È il tempo delle carte, dei numeri e delle responsabilità.


Per mesi il bilancio comunale è stato il terreno di scontro della campagna elettorale. Oggi, invece, c'è un dato oggettivo: il Consiglio comunale ha avviato il piano di riequilibrio finanziario, il cosiddetto predissesto. Significa che il Comune ha riconosciuto (ed era pure ora!) di trovarsi in una situazione finanziaria critica e dovrà convincere il Ministero dell'Interno e la Corte dei Conti di poter evitare il dissesto.

La domanda, però, è un'altra.

Perché ci si è arrivati solo adesso?

Perché solo oggi si parla apertamente di una situazione che, secondo quanto emerge dagli atti e dal dibattito politico degli ultimi mesi, affonda le proprie radici negli anni passati? La sensazione è che molti nodi siano venuti al pettine soltanto quando non era più possibile rinviarli. Debiti, contenziosi e passività che, fino a ieri, sembravano rimanere confinati negli uffici comunali, lontano dagli occhi dei cittadini, oggi iniziano a comparire uno dopo l'altro nelle delibere e nei documenti ufficiali.

Ed è proprio questo il punto sollevato da Anna Morrone: serve una ricognizione completa del contenzioso. Bisogna sapere quanti sono realmente i debiti del Comune, quali somme dovranno essere inserite nel piano di riequilibrio e quale sarà il prezzo che pagheranno i cittadini.

Perché i cittadini hanno il diritto di conoscere tutta la verità, non una verità a rate.

C'è poi un aspetto che la politica non può far finta di ignorare.

I problemi finanziari di oggi non sono nati con l'insediamento della nuova amministrazione. Sono il risultato di una (mala) gestione precedente. Una (mala) gestione dalla quale, però, provengono molti degli stessi protagonisti che oggi siedono sui banchi del Consiglio comunale. Una parte governa, un'altra siede all'opposizione. Cambiano gli schieramenti, ma diversi volti sono gli stessi. E questo rende inevitabile una domanda: chi oggi accusa, ieri dov'era? E chi oggi governa, quanto può davvero prendere le distanze da scelte amministrative alle quali, direttamente o indirettamente, apparteneva?

Come se non bastasse, nei giorni scorsi è arrivata una nuova delibera di Giunta.

Nuova nella data, vecchia nella sostanza.

L'atto riguarda il conferimento dell'incarico legale per resistere all'azione promossa dalla società Ligem S.r.l. davanti al Tribunale Ordinario di Cosenza, nel giudizio iscritto al n. 11177/2025. La vicenda nasce però da molto più lontano: dall'affidamento, nel 2008, del servizio energia e dalla successiva risoluzione del rapporto contrattuale, sfociata in un lungo contenzioso.

Nella delibera si legge che, falliti i tentativi di definizione bonaria della controversia, il Comune ha deciso di affidare la difesa all'avvocato Vincenzo Belvedere, del Foro di Roma, ritenendo la causa particolarmente complessa e delicata. L'atto precisa inoltre che il professionista sarà compensato secondo i minimi tariffari, con l'impegno di spesa che sarà assunto con un successivo provvedimento. Dunque, l'importo definitivo non è ancora indicato nella delibera.

Ed è proprio qui che la vicenda assume anche un inevitabile rilievo politico.

Perché, guarda caso, l'avvocato Vincenzo Belvedere è infatti il legale di Orlandino Greco. 

Avete presente quando suggerite a qualcuno dicendogli: fatti vedere da uno bravo? Ecco, l'avvocato Belvedere è uno di quelli bravi. Quelli che, prima di dirgli buongiorno, devi avere in mano l'assegno. 

È un fatto.

Da solo non prova alcun accordo politico.

Ma si inserisce in un contesto che continua ad alimentare interrogativi. Da tempo molti sostengono che tra l'attuale maggioranza e la minoranza guidata da Nicoletta Perrotta esistano segnali di una convergenza politica ben più ampia del normale confronto istituzionale. Naturalmente, parlare di un "inciucio" significa esprimere una valutazione politica, non affermare un fatto accertato. Tuttavia, ogni nuovo episodio che coinvolge figure vicine ai diversi schieramenti contribuisce ad alimentare questo dibattito.

Saranno semplici coincidenze?

Oppure esiste un dialogo politico che i cittadini non conoscono?

Sono domande legittime, soprattutto in una fase in cui Castrolibero affronta una delle crisi finanziarie più delicate della sua storia recente.

Una cosa, però, appare certa.

Se davvero la ricreazione è finita, allora deve finire anche il tempo delle mezze verità. I cittadini hanno diritto di sapere come si è arrivati al predissesto, quali altri contenziosi potrebbero emergere, quanto costeranno alle casse comunali e chi dovrà assumersi la responsabilità politica di una situazione costruita negli anni.

La sensazione, sempre più diffusa, è che si sia arrivati a mettere in scena questa farsa, non solo per destabilizzare l'opinione pubblica, ma per far ingoiare meglio la pillola ai cittadini stessi. 

Prima o poi qualcuno dovrà bussare alla porta con la pillola in mano. E chi sarà secondo voi? 

Perché i conti, prima o poi, arrivano sempre.

E quelli del Comune di Castrolibero sembrano aver appena iniziato a percorrere la strada di casa vostra.

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