CICCIO "CENERENTOLO" E IL REGNO DEI CONTI STREGATI

CASTROLIBERO. LA FAVOLA È FINITA. ADESSO RESTANO SOLO I CONTI.

Ma come? 

Per mesi, durante la campagna elettorale, ci avete venduto la storiella di Ciccio "Cenerentolo", Il bravo ragazzo senza macchia e senza paura, approdato a Castrolibero a cavallo di un pullman "Amaco", per liberare il paese dal barbaro fascioleghista dall'elmo cornuto, Orlandino Greco.

Per mesi avete inscenato la storiella del tradimento, trincerandovi dietro un mutismo sospetto, che già da allora parlava più di un uccello canterino nella stagione degli accoppiamenti.

Avete condotto una campagna elettorale, comportandosi da novelli e improvvisati Testimoni di Geova. Andando casa per casa, facendo credere ai cittadini di essere i super candidati ideali, diretti discendenti dei Cavalieri della Tavola Rotonda di Re Artù redivivo, venuti direttamente dal regno di Camelot, a cavallo di bianchi e immacolati destrieri per salvare il paese da anni di invasione "ellenica". Rifiutando qualsiasi confronto pubblico, evitando di dare qualsivoglia spiegazione, qualsivoglia risposta.

Avete infine vinto solo per 46 miseri voti del cazzo, senza che nessuno, da una parte e dall'altra esigesse un riconteggio delle schede, come succede in qualunque altra elezione dove si vince con così poco scarto.

E avete pure festeggiato, brindando alla "nuova era" de sticazzi...

Per poi riavvolgere il nastro ed arrivare alle asserzioni "atomiche" sparate nell'ultimo Consiglio Comunale di giorno 26 giugno u.s.

Boooooom.

I debiti ammonterebbero a circa DIECI MILIONI DI EURO.

Guagliù, ma u sapìti quanti su D-I-E-C-I M-I-L-I-O-N-I D-I E-U-R-O?

E allora una domanda politica è inevitabile.

Tu Orlandino Greco, tu Aldo Figliuzzi, tu Raffaella Ricchio, tu Angelo Gangi, tu Ciccio Serra, tu Nicoletta Perrotti, tu Ilio Perri e tutti gli amministratori che vi siete alternati in questi trent'anni... ma davvero nessuno aveva capito dove stava andando Castrolibero?

Perché, se oggi si parla addirittura di circa dieci milioni di euro di debiti, qualcuno dovrà pure spiegare ai cittadini come si è arrivati fin qui.

A sentirvi, sembrerebbe che in Municipio si banchettasse con bistecche di dinosauro servite in piatti d'oro massiccio, contorno di caviale Beluga, tartufo bianco d'Alba grattugiato a badilate, aragoste imperiali, astici blu della Bretagna e champagne versato nei sottovasi dei ficus. Il tutto, naturalmente, annaffiato con il Nettare degli Dei, quello originale, distillato direttamente da Bacco nella cantina "Bifarella" sul Monte Olimpo, riserva limitata da diecimila euro a bottiglia.

Tutto ciò in un paese spopolato, senza servizi i più elementari, con tasse alte, manco fossimo a Montecarlo. 

Una situazione del genere che, politicamente, ha un costo enorme. E ora qualcuno deve assumersene la responsabilità.

A sparare la tale cifra, addirittura in pieno consiglio comunale, il consigliere Angelo Gangi, fulminato (anzi "sbambàtu" proprio) sulla via che porta al Comune.

E no. Non veniteci a raccontare più la storiella che nessuno sapeva, nessuno si era accorto di nulla...

Tutti con le fette di mortadella sugli occhi. Anzi con una mortadella intera.

Non veniteci a raccontare che solo Orlandino sapeva, che solo lui è responsabile unico... perché non ci crede più mancu a gatta mia.

Ma pur facendovi passare una cazzata del genere per buona, perché non dirlo subito? Magari in campagna elettorale...

Perche sparare quella cifra a bruciapelo solo oggi?

Ve lo diciamo noi perché.

Innanzitutto, cari amministratori, dovevate aprire il consiglio dall'ultimo intervento (quello del Presidente che informa di un esposto inviato anche alla Procura regionale della Corte dei Conti). Perché è proprio quell'intervento che spiega il mea culpa di Gangi

Perché ormai il guaio è noto. E a molti, come si suol dire a Cosenza, "u culu li va dìntra e fore d'a paura" e tutti "cercanu e mìnte e manu avanti ppè un cade arrìeti". 

E quindi è partito il circo del "io non sapevo", "io l'ho scoperto l'altro ieri", "io l'ho saputo solo quando, raccogliendo matite sotto la scrivania di Orlandino, m'è caduto quel cassetto in testa che è sempre stato chiuso", "io l'ho visto scritto su un biglietto nascosto in uno dei corni dell'elmo padano di Orlandino", "a me m'è venuto in sogno propriu Màstru Rafèle in persona"... e via dicendo. 

Ecco spiegato l'intervento di Gangi. Che addirittura "sposa" in toto l'intervento di Pasquale Villella che aveva parlato di un ente in predissesto, di bilanci costruiti su entrate teoriche, di un sistema che avrebbe rinviato i problemi fino a farli esplodere. Ha posto domande precise sulla gestione dei fondi PNRR, sulla variazione urgente di bilancio del 14 maggio e sul perché somme rilevanti non fossero state inserite già nel bilancio di previsione.

Ma ora che si fa?

Innanzitutto dovreste solo vergognavi, come si dovrebbero vergognare anche i vari Francesco De Cicco (assessore del popolo de sticazzi) e Simona "bambola 'ccuru tùppu" Loizzo che vi hanno aiutato e supportato nel mettere in piedi questa messinscena.

E poi... basta!

Dichiarate sto dissesto, dimettetevi tutti e mettete Il paese nelle mani di un commissario.

Perché ancora manco siete entrati e già avete fatto danni.

Perché non penserete davvero che sia cazzo vostro cercare di evitare un dissesto di circa 10 milioni di euro?

Ma facìtime nu cazz' i piaciri. E jàtive ammucciàti!


📌Altre presenze e interventi "irrilevanti":

Orlandino Greco un ci làssa nente. È entrato in aula in netto ritardo... ma solo per arraffare il gettone di presenza. 

Ciccio Serra, la massima autorità cittadina, nonostante le bombe sparate in aula, non ha proferito parola. Limitandosi ad alzare a manuzza (che stress...) solo su richiesta del Presidente. 

La consigliera Nicoletta Perrotti ha confermato il voto favorevole ai provvedimenti in discussione, sottolineando tuttavia la necessità di verificare attentamente i flussi provenienti dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Successivamente ha difeso la gestione del finanziamento PNRR per l'asilo nido, rivendicando il risultato ottenuto.

La consigliera Zinna ha sostenuto la rottamazione quinquies come opportunità sia per far fare cassa al Comune sia per i cittadini... giusto per far vedere che facevano parlare pure lei. 

L'intervento "tecnico" di Raffaella Ricchio che ha illustrato la variazione di bilancio relativa al finanziamento PNR-L-C-Q-R-PRRRRR (con pernacchia istituzionale finale) dell'asilo nido e all'utilizzo delle economie di gara. Capitela, poverina, aveva la bocca 'mpastàta... 

Ma il colpo finale è arrivato con la comunicazione del Revisore unico Carmela Murdaca.

La relazione letta in Aula conferma l'esistenza di un esposto inviato anche alla Procura regionale della Corte dei Conti. Il Revisore precisa di essere venuto a conoscenza di un rilevante debito soltanto il 29 aprile 2026, dopo il rilascio del parere sul bilancio, aggiungendo che, se ne fosse stata informata prima, avrebbe subordinato il proprio parere alla previsione di un apposito fondo. 

Allo stesso tempo, evidenzia che, secondo quanto ricostruito, la tempistica seguita dagli uffici sarebbe risultata conforme alla normativa.

Tradotto in termini politici, la fotografia è devastante.

Da una parte un Comune in predissesto. Dall'altra un assessore che parla apertamente di circa 10 milioni di debiti, della possibilità di dissesto e del rischio di scioglimento del Consiglio comunale se non verranno rispettati gli obblighi contabili.

Insomma... tuttappò! 

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