CHI SARÀ IL NUOVO (E PRIMO) DIRETTORE DEL "COEUR"? SPÙTA CA 'NNUMÌNI!
SANITÀ CALABRESE: IL DIRETTORE DEL COEUR NON PUÒ ESSERE UNA POLTRONA, MA L'ULTIMA ANCORA DI SALVEZZA
Proprio per questo, abbiamo deciso di occuparcene preventivamente, data l'importanza strategica dell'incarico.
Perché a Cosenza sembra essersi già rimessa in moto una scena fin troppo conosciuta. Nei corridoi della sanità, negli uffici dove le porte restano rigorosamente chiuse e nei salotti dove le nomine si commentano prima ancora che vengano ufficializzate, c'è chi giura che la partita sia già iniziata da un pezzo. È la corsa ad accreditarsi presso il potente di turno, a conquistare la benevolenza del politico o del dirigente più influente, nella speranza di trovarsi seduti al tavolo giusto quando arriverà il momento delle decisioni.
Intanto i nomi rimbalzano da una scrivania all'altra. C'è chi sostiene di conoscere già i favoriti, chi dice di aver individuato i candidati nascosti dietro l'anonimato formale della procedura, chi scommette sul prescelto come se il verdetto fosse già scritto. Sono voci, indiscrezioni, retroscena che alimentano il brusio di un ambiente abituato a vivere di anticipazioni e sospetti.
Proprio per questo, mai come stavolta, la selezione dovrà dimostrare di essere inattaccabile. Per un incarico che governa il cuore dell'emergenza sanitaria calabrese non può bastare il tam tam dei corridoi. Servono una procedura trasparente, criteri rigorosi e una scelta fondata esclusivamente sul merito, sulle competenze e sull'esperienza. Perché il COEUR non può diventare il terreno di conquista delle tifoserie del potere, ma deve rappresentare il punto più alto della credibilità della sanità calabrese.
NON VI ANTICIPIAMO NULLA. MA SAPPIATE CHE CE NE STIAMO OCCUPANDO.
In Calabria ogni bando che riguarda la sanità dovrebbe essere letto con la stessa attenzione con cui si leggono i bollettini meteo prima di una tempesta. Perché qui non si parla di un ufficio qualsiasi, ma del cuore pulsante dell'emergenza: la Centrale Operativa che coordina il NUE 112, il 118 e il futuro 116/117. In una parola, il COEUR.
E allora una domanda sorge spontanea: dopo anni di ritardi, polemiche, commissariamenti, tempi di soccorso che continuano a far discutere e cittadini che troppo spesso raccontano esperienze drammatiche, la Calabria può davvero permettersi di sbagliare anche questa scelta?
Il bando parla chiaro. Non basta essere un medico. Non basta possedere un titolo prestigioso o aver occupato incarichi dirigenziali. Servono anni di esperienza concreta nell'emergenza-urgenza, competenze specifiche nella gestione del sistema 118, capacità di integrare NUE 112, 118 e 116/117, esperienza nella direzione di reti tempo-dipendenti e nella gestione di personale e tecnologie.
Tradotto in italiano semplice: non si cerca un amministratore qualsiasi. Si cerca il comandante della cabina di regia da cui dipendono migliaia di interventi ogni anno e migliaia di vite umane.
Per questo motivo il curriculum del futuro Direttore della Struttura Complessa COEUR dovrebbe essere cristallino. Ogni requisito richiesto dal bando deve essere verificato fino all'ultima riga. Nessuna interpretazione creativa. Nessuna elasticità. Nessuna scorciatoia. Nessun uomo di partito. Nessun lecchino.
Perché il problema della sanità calabrese non è mai stato soltanto la scarsità di risorse. Il vero problema è la fiducia perduta.
I cittadini vogliono essere sicuri e sapere che chi guiderà la macchina dell'emergenza possiede davvero l'esperienza richiesta. Vogliono essere certi che non esistano dubbi sull'idoneità professionale, sulla preparazione specifica e sull'effettiva conoscenza del sistema dell'emergenza territoriale.
Ogni ambulanza che parte in ritardo, ogni centrale operativa in difficoltà, ogni chiamata che si trasforma in un'attesa infinita alimenta una domanda sempre più pesante: il sistema è davvero governato dalle persone più competenti?
Il COEUR non è un semplice ufficio amministrativo. È il cervello operativo della risposta sanitaria regionale. Da quelle sale operative passano decisioni che possono determinare la differenza tra la vita e la morte.
Ed è proprio per questo che il bando ha previsto requisiti rigorosi, specializzazioni precise e un profilo professionale altamente qualificato. Non sono formalità burocratiche. Sono garanzie per i cittadini.
La Calabria non ha bisogno dell'ennesima nomina destinata a far discutere. Ha bisogno di competenza, autorevolezza, esperienza verificabile e totale trasparenza.
Ogni procedura pubblica dovrà essere impermeabile a qualsiasi sospetto. Non perché qualcuno debba essere considerato colpevole in partenza, ma perché la sanità calabrese non può più permettersi nemmeno l'ombra del dubbio.
Per anni i cittadini hanno pagato il prezzo di un sistema sanitario finito troppo spesso al centro di polemiche, commissariamenti e promesse rimaste sulla carta. Oggi non servono slogan. Servono risultati.
La vera rivoluzione sarebbe semplice: scegliere esclusivamente il migliore. Quello che possiede davvero tutti i requisiti richiesti dal bando. Quello capace di dimostrare con i fatti, prima ancora che con i titoli, di conoscere l'emergenza sanitaria calabrese in ogni sua sfaccettatura.
Perché quando si parla del 118, del NUE 112 e della rete dell'emergenza, non è in gioco una carriera. È in gioco la vita dei calabresi.
E quella, almeno sulla carta, dovrebbe essere l'unica raccomandazione ammessa.
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