COSENZA: ORDINANZE A C***O DI CANE
COSENZA, EMERGENZA "PIPÌ": LA RIVOLUZIONE DELLA BOTTIGLIETTA
C'è chi inaugura ponti, chi apre ospedali, chi presenta grandi opere. E poi c'è Cosenza, dove la svolta amministrativa sembra passare da una bottiglietta d'acqua.
L'ultima ordinanza comunale impone infatti ai proprietari dei cani di portarne una durante le passeggiate, con l'obiettivo di pulire le deiezioni liquide degli animali. L'intenzione è comprensibile: mantenere più decorosi gli spazi pubblici. Peccato che resti un piccolo dettaglio irrisolto. La bottiglietta va portata piena o vuota? Serve a diluire il ricordo lasciato da Fido sul marciapiede oppure bisogna raccogliere il "prodotto" come fosse una degustazione da esportazione?
Domande esistenziali che meritano risposta.
Nel frattempo, però, fuori dal laboratorio della bottiglietta, esiste una città vera. Una città dove i cittadini continuano a lamentare problemi ben più ingombranti: rifiuti abbandonati, aree degradate, lavori pubblici che sembrano avere il calendario geologico, bottiglie rotte sui marciapiedi, episodi di violenza urbana e persone che urinano tranquillamente in strada. E, a giudicare dalle testimonianze, in quei casi il guinzaglio non c'entra nulla.
La sensazione è quella di assistere a un film surreale.
Probabilmente per qualche giorno vedremo agenti impegnati a controllare bottigliette, tappi e livelli d'acqua lungo Corso Mazzini. Poi, come spesso accade, l'entusiasmo iniziale lascerà spazio alla routine e tutto tornerà come prima. Perché le ordinanze fanno notizia, ma il decoro urbano si costruisce con controlli costanti, manutenzione, servizi efficienti e una presenza reale sul territorio.
Sia chiaro: chi sporca deve pulire. Sempre. Vale per i proprietari dei cani, ma dovrebbe valere anche per chi sporca una città con incuria, degrado e cattiva amministrazione. Perché il problema non è una pozzanghera lasciata da un bassotto. Il problema nasce quando interi quartieri danno l'impressione di essere stati dimenticati.
Tra qualche mese saranno gli elettori a giudicare. In democrazia funziona così: la scheda elettorale resta il detergente più efficace. E se qualcuno pensa che basti una bottiglietta d'acqua per ripulire tutto, forse ha sottovalutato la quantità di candeggina politica che molti cittadini ritengono ormai necessaria.
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