IL VERGINELLO

Prima di diventare consigliere regionale, Francesco De Cicco ha trascorso oltre un decennio nella politica comunale di Cosenza. Eletto consigliere comunale nel 2011, è poi entrato in giunta nel 2015 con deleghe legate alla manutenzione, ai quartieri, alla rete idrica, alla pubblica illuminazione e al decoro urbano, incarichi mantenuti, con modifiche, sia nell'amministrazione di Mario Occhiuto sia in quella di Franz Caruso.


QUINDICI ANNI AL GOVERNO. MA DI CHI È LA RESPONSABILITÀ?

Per anni De Cicco è stato uno dei volti più riconoscibili dell'amministrazione cittadina. Cantieri, sopralluoghi, asfaltature, riparazioni, interventi sulla rete idrica e fotografie sui social hanno costruito l'immagine dell'"assessore del fare".

Questa narrazione, però, porta con sé una conseguenza inevitabile: chi rivendica i meriti quando le cose funzionano non può sottrarsi alle responsabilità quando le cose non funzionano.

Ed è qui che nasce il principale interrogativo politico.

Oggi De Cicco critica duramente Franz Caruso e prende le distanze dalla sua amministrazione. Ma dal 2021 fino all'elezione in Regione ne è stato uno degli assessori più importanti.

E, a tutt'oggi, uno dei suoi uomini di punta, tale Giovanni Gianluca Orrico, lo sostituisce sia in Comune che nei selfie sui social. 

DALL'AMMINISTRAZIONE OCCHIUTO A QUELLA CARUSO

Il dato politico è difficile da ignorare.

De Cicco ha amministrato con Mario Occhiuto e, dopo le elezioni del 2021, ha scelto di sostenere Franz Caruso al ballottaggio, entrando poi nella nuova giunta.


Due stagioni amministrative molto diverse, due sindaci contrapposti, ma un elemento costante: Francesco De Cicco è rimasto sempre al centro del governo della città.

Questa continuità rende legittima una domanda: se oggi viene espresso un giudizio negativo sull'operato dell'amministrazione Caruso, quel giudizio coinvolge anche chi ne ha fatto parte?

IL PARADOSSO DELLA CRITICA

Per anni Franz Caruso ha difeso pubblicamente il lavoro di De Cicco, definendolo un assessore che aveva prodotto risultati nel settore della manutenzione, nonostante le difficoltà finanziarie del Comune. Lo stesso De Cicco, fino alla sua elezione in Consiglio regionale, ha parlato di collaborazione leale e di un rapporto politico consolidato con il sindaco.

Alla luce di queste dichiarazioni, il cambio di tono successivo rappresenta uno degli aspetti più discussi del suo percorso politico.

La critica all'amministrazione può certamente essere legittima. Più complesso è sostenere di esserne completamente estranei quando si è stati protagonisti delle sue scelte.

LE DELEGHE PIÙ DELICATE

Nel corso degli anni De Cicco ha gestito alcuni dei settori più visibili per i cittadini: manutenzione stradale, rete idrica e fognaria, illuminazione pubblica, decoro urbano, quartieri e, successivamente, Polizia Municipale.

Sono deleghe che incidono direttamente sulla qualità della vita quotidiana e che inevitabilmente espongono chi le ricopre al giudizio pubblico.

Le criticità che hanno continuato a interessare la città, come dissesto finanziario, manutenzioni, servizi e decoro urbano, sono rimaste al centro del dibattito politico per tutta la durata del suo mandato.

LA VICENDA RESET

Sul piano giudiziario, De Cicco è stato coinvolto nell'inchiesta "Reset". La vicenda ha avuto un forte impatto mediatico, ma il procedimento si è concluso con la sua assoluzione. È un elemento essenziale della ricostruzione: sotto il profilo giudiziario, è stato assolto dalle accuse contestate.

Questo chiude il capitolo delle responsabilità penali, che non possono essere attribuite in assenza di condanne.

L'ASCESA IN REGIONE

Nel 2025 De Cicco viene eletto consigliere regionale con oltre seimila preferenze e lascia l'incarico di assessore comunale.

Il salto di livello rappresenta un riconoscimento elettorale importante, ma apre anche un nuovo fronte politico: quello del bilancio della sua lunga esperienza amministrativa a Cosenza.

LA DOMANDA CHE RESTA

La questione non è se Francesco De Cicco abbia il diritto di criticare Franz Caruso. In democrazia, ogni amministratore può cambiare idea.

La questione è un'altra.

Può chi ha governato la città per oltre dieci anni, con ruoli di primo piano e deleghe strategiche, presentarsi come se fosse rimasto fuori dalle responsabilità di quelle stesse amministrazioni?

Oppure il giudizio politico sui risultati di Cosenza deve riguardare tutti coloro che hanno partecipato alle decisioni, indipendentemente dal sindaco in carica?

Sono domande che spettano agli elettori. Ma una cosa appare difficilmente contestabile: quando si è parte della cabina di regia per così tanto tempo, è difficile convincere i cittadini che gli errori appartengano sempre e soltanto agli altri.

Acapì, Francè. Inutile ca ti fa u "VERGINELLO POLITICO!" 

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