PRO. CIV. ARCI SERRE COSENTINE: AVETE RUBATO L'ACQUA CHE POTEVA SALVARE UNA VITA
PRO. CIV. ARCI SERRE COSENTINE: AVETE RUBATO L'ACQUA CHE POTEVA SALVARE UNA VITA
Un furto può avere un prezzo. L'infamia, no. Ci sono gesti che non possono essere raccontati con il linguaggio della cronaca nera, perché colpiscono qualcosa che va ben oltre il valore economico di ciò che viene rubato.
È il caso di quanto accaduto alla Prociv Arci Serre Cosentine di Carolei, privata del gruppo di pompaggio antincendio e della pompa di adescamento proprio mentre il nostro territorio è messo in ginocchio dagli incendi.
A denunciare l'accaduto è stato il presidente Andrea Forlino con parole che pesano come macigni: «Questa mattina non ci siamo limitati a denunciare un furto. Questa mattina abbiamo dovuto fare i conti con la parte peggiore dell'animo umano».
Denuncia alla quale si unicorno e danno voce sia il sindaco Francesco Iannucci che la minoranza comunale.
Parole che non hanno bisogno di commenti. Perché chi conosce il mondo del volontariato sa che dietro quelle attrezzature rubate ci sono anni di sacrifici, chilometri percorsi, notti insonni e famiglie lasciate a casa per correre incontro all'emergenza. C'è chi, gratuitamente, sceglie ogni giorno di mettersi al servizio della propria comunità.
«Rubare è sempre un crimine, ma colpire chi spende la propria vita, volontariamente e gratuitamente, per proteggere gli altri è un atto di puro sciacallaggio. È la vigliaccheria di chi colpisce alle spalle chi sta in prima linea», scrive ancora Forlino.
Ed è proprio così. Perché non è stata rubata soltanto un'attrezzatura antincendio. È stata sottratta la possibilità di intervenire quando ogni minuto può fare la differenza tra un bosco salvato e uno ridotto in cenere, tra una casa protetta e una divorata dalle fiamme.
Il passaggio più doloroso della lettera è forse quello che racconta lo stato d'animo dei volontari: «Non vi nascondiamo che oggi ci sentiamo letteralmente le gambe tagliate». Parole che raccontano l'amarezza di chi, dopo «anni e anni di sacrifici incalcolabili, di notti passate in bianco, di tempo sottratto alle nostre famiglie per correre in mezzo al fumo e alle fiamme», si ritrova vittima della mano vile di qualcuno che ha deciso di tradire la propria terra.
E tutto questo avviene nel momento peggiore possibile. «Il nostro territorio, in queste ore, sta letteralmente bruciando in ogni angolo. L'emergenza è totale. I Vigili del Fuoco, a cui va tutto il nostro supporto, sono allo stremo delle forze e non hanno materialmente i mezzi per rispondere alle innumerevoli richieste di aiuto».
In queste parole c'è tutto il senso della tragedia di questo gesto. Chi ha rubato non ha fatto un danno soltanto alla Prociv Arci Serre Cosentine. Ha fatto un danno a tutti noi. Lo ha spiegato perfettamente lo stesso presidente Forlino: «Avete rubato l'acqua che avrebbe potuto salvare una casa, un bosco o un'azienda agricola. Avete tolto l'unica difesa rimasta a una popolazione già in ginocchio».
Noi di Calabria Magazine sentiamo il dovere di rivolgere un plauso sincero al presidente Andrea Forlino e a tutti i volontari della Prociv Arci Serre Cosentine. In un tempo in cui molti si chiedono cosa il proprio territorio possa fare per loro, c'è ancora chi si domanda cosa possa fare lui per il proprio territorio. E la risposta la dà ogni volta che indossa quella divisa e corre dove gli altri fuggono.
La Calabria ha bisogno di persone come voi. Ha bisogno delle vostre mani sporche di cenere, del vostro coraggio silenzioso e della vostra ostinazione nel non arrendervi. Ha bisogno di volontari che continuano a credere che servire la propria comunità sia un privilegio e non un peso.
Ai responsabili di questo gesto lasciamo, invece, le ultime parole del presidente Forlino, che valgono più di qualsiasi condanna morale: «A chi ha rubato queste attrezzature diciamo solo una parola: VERGOGNATEVI. Avete tradito la vostra stessa terra».
E noi non possiamo che sottoscriverle, una per una.
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