QUANDO I PIROMANI SONO PROPRIO GLI AMMINISTRATORI COMUNALI
RENDE BRUCIA. I PRIMI PIROMANI SONO GLI AMMINISTRATORI COMUNALI
Ci sarà sempre qualcuno che appiccherà il fuoco ad un bosco. Ci sarà sempre un criminale disposto a trasformare la propria terra in cenere per poche decine di euro o per il gusto malato di vedere le fiamme divorare tutto. Quelli si chiamano piromani e meritano soltanto manette e galera.
Ma esiste una categoria di piromani di cui nessuno parla mai.
Sono quelli che non impugnano un accendino, ma una fascia tricolore. Quelli che non versano benzina, ma lasciano crescere erbacce alte due metri sotto casa dei cittadini. Quelli che non danno fuoco ai costoni, ma li abbandonano per anni aspettando che sia il sole di luglio a fare il resto.
Perché bisogna avere il coraggio di dirlo una volta per tutte: i primi piromani sono proprio gli amministratori comunali quando dimenticano il loro dovere di custodire il territorio.
Chi amministra un Comune non può spegnere tutti gli incendi del mondo, ma ha il dovere morale, politico ed amministrativo di fare tutto ciò che è umanamente possibile affinché un incendio non si trasformi in una tragedia.
La prevenzione è un dovere, non un favore concesso ai cittadini.
Il caldo non è una sorpresa. Il vento non è un'emergenza. L'estate non arriva all'improvviso. Arriva ogni anno, sempre nello stesso periodo. Eppure, ogni anno, ci ritroviamo a contare le stesse lacrime, la stessa paura e le stesse promesse.
Quando il centro storico di Rende è stato avvolto dalle fiamme, qualcuno combatteva per salvare la casa nella quale è cresciuto. Qualcuno proteggeva la propria famiglia. Qualcuno guardava il fuoco avvicinarsi con la disperazione di chi sa che una vita intera potrebbe sparire in pochi minuti.
E la politica?
Silenzio.
Non una telefonata. Non un messaggio. Non un "come state?". Nulla.
In compenso, durante le campagne elettorali, conoscono perfino il nome del cane di famiglia. Bussano alle porte. Stringono mani. Promettono mari e monti. Poi, quando il mare diventa fuoco e i monti iniziano a bruciare, spariscono tutti insieme come neve al sole.
Che strana questa politica. È sempre presente quando bisogna inaugurare una panchina e quasi mai quando bisogna condividere le paure dei cittadini.
Ci hanno insegnato che tutto dipende dai piromani. Vero. Ma non basta.
Perché un territorio sporco, abbandonato e privo della necessaria manutenzione diventa esso stesso una miccia pronta ad esplodere. E quando ciò accade, le responsabilità non possono essere attribuite soltanto a chi accende il fiammifero.
Esiste una responsabilità che nasce molto prima delle fiamme. Nasce dall'incuria. Nasce dall'abbandono. Nasce dalla cattiva amministrazione.
I primi piromani sono coloro che lasciano bruciare lentamente un territorio per cinque lunghi anni.
Bruciano la fiducia dei cittadini. Bruciano le promesse elettorali. Bruciano la credibilità delle istituzioni. Bruciano perfino la speranza di chi continua ostinatamente a credere che le cose possano cambiare.
Rende, come tutti gli altri comuni, meritano molto di più di qualche passerella elettorale. Meritano rispetto. Meritano manutenzione. Meritano prevenzione. Meritano amministratori capaci di camminare tra la propria gente non soltanto quando ci sono i fotografi, ma soprattutto quando c'è il fumo che entra nelle case.
Perché esistono due modi per incendiare una città.
Il primo è con un accendino.
Il secondo è molto più subdolo. Basta voltarsi dall'altra parte.
E quest'ultimo, forse, è il fuoco che fa più male.
"Il fuoco divora gli alberi in poche ore. L'indifferenza riesce a divorare un'intera comunità in cinque anni."
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