SALAZAR PRESENTA: LA NUOVA GUIDA MICHELIN DELLE CASE DI COMUNITÀ COSENTINE

CASE DELLA COMUNITÀ: IL MIRACOLO DELLA MOLTIPLICAZIONE (DELLE TARGHE)

DE SALAZAR SCOPRE LA SANITÀ QUANTISTICA: IL PERSONALE È NELLO STESSO POSTO... MA ANCHE IN UN ALTRO

Se fosse una gara olimpica di inaugurazioni, l'ASP di Cosenza salirebbe sul podio. Taglio del nastro, comunicati, delibere, foto di rito. Tutto impeccabile.


Peccato che i cittadini, oltre ai nastri, abbiano la fastidiosa abitudine di chiedere medici, infermieri e servizi.

Le Case della Comunità nascono con un'idea sacrosanta: portare la sanità vicino alle persone. Ambulatori, specialisti, infermieri, assistenza territoriale. Un progetto moderno, finanziato dal PNRR, pensato per alleggerire gli ospedali.

Fin qui, applausi.

Poi arriva la domanda che rovina sempre la festa.

Chi ci lavora?

Perché il PNRR ha finanziato mattoni, ristrutturazioni e apparecchiature. Ma gli stipendi del personale non li paga Bruxelles.

Ed è qui che inizia lo spettacolo.

Immaginate un ristorante che inaugura una seconda sala senza assumere un solo cameriere. Gli stessi dipendenti continuano a servire entrambe le sale correndo avanti e indietro.

Sulla carta il ristorante è raddoppiato.

Nella realtà sono raddoppiate soltanto le corse.

Le Case della Comunità rischiano di assomigliare a questo.

In diversi modelli organizzativi il personale previsto arriva dai poliambulatori, dall'assistenza domiciliare o da altri servizi già esistenti.

Eppure il commissario Vitaliano De Salazar presenta il risultato come un grande traguardo raggiunto. Quasi che il semplice fatto di certificare una struttura equivalga automaticamente a renderla pienamente operativa.

È un po' come vantarsi di aver aperto un albergo a cinque stelle dimenticando di dire che i receptionist sono quelli del B&B accanto, le cameriere arrivano quando finiscono il turno altrove e il direttore... arriverà con una futura delibera.

Anche alcuni documenti amministrativi sembrano raccontare una storia curiosa. Modelli standard, testi ripresi da template e, secondo quanto emerge dalle delibere, perfino riferimenti rimasti ad altre sedi.

Il classico "copia, incolla e speriamo che nessuno se ne accorga".

Succede. Ma forse non dovrebbe succedere proprio negli atti che accompagnano uno dei più importanti investimenti sanitari degli ultimi decenni.

Naturalmente l'ASP potrebbe spiegare che i piani sono dinamici, che il personale arriverà progressivamente e che tutto sarà completato nei prossimi mesi.

Ed è una spiegazione possibile.

Il punto, però, resta un altro.

Una Casa della Comunità è davvero operativa perché lo dice una delibera oppure quando il cittadino entra e trova tutti i servizi promessi?

GUIDA MICHELIN DELLE CASE DELLA COMUNITÀ DELLA PROVINCIA DI COSENZA

Edizione 2026. Dove la targa è gourmet, il personale... dipende dal turno.

Benvenuti nella prima guida gastronomico-sanitaria d'Italia.

Qui non recensiamo ristoranti.

Recensiamo le Case della Comunità.

Quelle che, secondo le delibere dell'ASP, sono operative. Quelle che, secondo i comunicati, rappresentano la rivoluzione della sanità territoriale. Quelle che, secondo il cittadino, meritano una domanda semplicissima:

"Scusate... ma qui oggi c'è qualcuno?"

⭐⭐⭐ SCALEA

La struttura è bella. L'insegna pure.

Il menu promette medicina territoriale, specialisti, infermieri, servizi integrati.

Il cameriere, pardon, l'infermiere, però potrebbe essere lo stesso che fino a cinque minuti fa era al poliambulatorio.

Specialità della casa: il pendolarismo sanitario.


⭐⭐⭐ AMANTEA

Ottimo impiattamento.

Il Centro di Salute Mentale, il SerD, la Neuropsichiatria e altri servizi risultano inseriti nel nuovo menu organizzativo.

Peccato che, in molti casi, il tavolo sia rimasto dov'era.

È un po' come inaugurare un nuovo centro commerciale lasciando tutti i negozi nel palazzo accanto.


⭐⭐⭐ CETRARO

Ambiente elegante.

Il personale? Quello arriverà.

Il piano organizzativo parla anche di future assunzioni.

Nel frattempo si cucina con la brigata già presente.

Lo chef è sempre lo stesso.

Ha semplicemente cambiato cappello.


⭐⭐ VERBICARO

Promette telemedicina.

Aspetta ancora alcuni professionisti previsti dal progetto.

Per il momento il Wi-Fi della speranza prende abbastanza bene.


⭐⭐ VILLAPIANA

La Casa della Comunità è pronta.

La squadra è... in fase di convocazione.

Mancano infermieri, OSS, psicologo, assistente sociale e personale amministrativo previsti dal modello organizzativo.

È un po' come inaugurare una squadra di calcio con il campo perfetto ma aspettando ancora il portiere, i difensori e metà centrocampo.


⭐⭐ ROGGIANO GRAVINA

Qui l'ospite d'onore è il "copia e incolla".

Alcuni documenti sembrano talmente affezionati a Spezzano della Sila da continuare a citarla anche quando dovrebbero parlare di Roggiano.

L'amore amministrativo non conosce confini.


⭐⭐ LUNGRO

Atmosfera familiare.

Fin troppo.

Anche qui qualche documento sembra aver dimenticato di cambiare indirizzo.

Google Maps amministrativo, evidentemente, aveva il navigatore spento.


⭐⭐ CASTROVILLARI

Una delle strutture dichiarate operative.

Il cittadino entra con una domanda semplice:

"Dove trovo il servizio?"

La risposta rischia di essere:

"Dipende... oggi è qui o nell'altra sede?"


⭐⭐ CORIGLIANO

La filosofia è zen.

Il personale non si crea.

Si redistribuisce.

Gli infermieri sembrano praticare l'antica arte dell'ubiquità.

Se Einstein fosse ancora vivo chiederebbe un colloquio.


⭐⭐ CARIATI

Caso affascinante.

Prima si perde l'ospedale.

Poi arriva la Casa della Comunità.

Dentro l'edificio dell'ex ospedale.

È un po' come demolire il cinema per costruire... un cinema nuovo.

Con un'insegna più moderna.


PREMIO SPECIALE: IL MAGO OTELMA DELLA SANITÀ

Un riconoscimento simbolico va al grande illusionismo amministrativo.

Perché trasformare gli stessi operatori in personale di più servizi contemporaneamente richiede un talento fuori dal comune.

Altro che David Copperfield.

Qui siamo alla moltiplicazione dei turni.

E DE SALAZAR?

Il commissario può certamente rivendicare di aver centrato un importante obiettivo amministrativo richiesto dal PNRR.

Ma nei comunicati l'entusiasmo sembra quello di chi ha appena inaugurato la Ferrari della sanità territoriale.

Il cittadino, invece, apre lo sportello e domanda una cosa molto meno poetica:

"Dottore... oggi c'è qualcuno che mi visita?"

Perché una Casa della Comunità non si misura dal numero delle targhe inaugurate.

Si misura da quante porte, una volta aperte, trovano davvero qualcuno dall'altra parte.

IL VOTO FINALE DELLA GUIDA

🏥 Edifici: ⭐⭐⭐⭐⭐

🪑 Arredi: ⭐⭐⭐⭐⭐

📸 Cerimonie e comunicati: ⭐⭐⭐⭐⭐+

👨‍⚕️ Personale dedicato: "In aggiornamento..."

📋 Copia e incolla: Menzione d'onore.

😅 Esperienza del cittadino: "Ripassi domani. Forse trova anche l'infermiere... se nel frattempo non è già stato promosso contemporaneamente in un'altra Casa della Comunità."

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