118 COSENZA, IL GRIDO DELLE ASSOCIAZIONI: VESSATE DA CENTRALE OPERATIVA E PRONTO SOCCORSO STA TENENDO IN PIEDI UN SISTEMA AL COLLASSO


"118 COSENZA, IL GRIDO DELLE ASSOCIAZIONI: 'IL VOLONTARIATO STA TENENDO IN PIEDI UN SISTEMA AL COLLASSO'

"Buongiorno, scrivo in nome e per conto delle associazioni di Terzo Settore convenzionate con il 118 per mettervi a conoscenza di quanto sta accadendo e, soprattutto, nella speranza che possiate divulgare la nostra attuale situazione. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa sta realmente accadendo.


Allo stato attuale, le associazioni di volontariato convenzionate con l'ASP di Cosenza, quale ente capofila per conto di Azienda Zero, stanno letteralmente tenendo in piedi il 118 su tutto il territorio, un 118 che ormai fa acqua da tutte le parti e che, nonostante il volontariato sia continuamente sfruttato e denigrato, è l'unica risorsa che ancora regge.

La Centrale Operativa impiega le ambulanze dei volontari, denominate "Victor", praticamente per tappare tutti i buchi: trasferimenti regionali, sostituzione di mezzi in avaria, carenza di personale e codici rossi.

Le ambulanze dei volontari vengono impiegate praticamente ovunque, senza alcun criterio di territorialità, costringendo gli equipaggi ad effettuare soccorsi, anche in codice rosso, a più di un'ora di distanza.

In tutto ciò, i recenti accordi siglati tra la Centrale 118 e l'Ospedale di Cosenza obbligano le ambulanze che arrivano in soccorso a seguire i pazienti in ogni loro consulenza, dai codici bianchi ai Fast Track, e questo blocca le ambulanze adibite al soccorso extraospedaliero per ore e ore nei Pronto Soccorso.

La situazione è drammatica. Tutti i problemi di una sanità distrutta e logora si stanno riversando su un ristretto gruppo di associazioni di volontariato, costrette a lavorare senza tutela e in condizioni terribili, associazioni che vengono continuamente vessate e minacciate sia dalla Centrale Operativa che dal personale di Pronto Soccorso, sotto la costante minaccia di denuncia per interruzione di pubblico servizio.

Per non parlare delle condizioni economiche: vengono negati anche i rimborsi delle spese sostenute, mettendo le associazioni nella condizione di dover sopperire alla tragicomica situazione sanitaria a proprie spese.

Il volontariato sta reggendo il sistema sia operativamente che economicamente, ma le associazioni stanno collassando e a rimetterci saranno solo i cittadini, che perderanno anche questa risorsa.

A fronte di ciò, invio l'ultima comunicazione che abbiamo inoltrato agli enti preposti, chiedendovi di aiutarci a far sentire la nostra voce, quella di un Terzo Settore stanco e distrutto da un sistema che schiaccia e non ricostruisce mai.

Il volontariato deve essere di supporto, non in sostituzione".

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