CASTROLIBERO: CARRIERA POLITICA EXPRESS.
IL COMUNE COME TRAMPOLINO DI LANCIO: A CASTROLIBERO SI PARTE DAL MUNICIPIO E SI PUNTA DIRETTAMENTE A BRUXELLES
IL GRANDE CIRCO DELLE APPARTENENZE POLITICHE: BASTA UNA LISTA “CIVICA” E TUTTO DIVENTA POSSIBILE
A Castrolibero la politica sta raggiungendo livelli di acrobazia che neppure il Cirque du Soleil avrebbe osato immaginare.
Il Comune non è più soltanto il luogo dove si amministrano strade, servizi, bilanci, territorio e cittadini. No. Pare stia diventando anche una specie di aeroporto politico, dal quale si decolla verso destinazioni sempre più prestigiose.
Prima si prende il consenso sul territorio, si fanno fessi i cittadini sbandiera do un po di attivismo e appartenenza, poi si costruisce la propria rete politica, quindi si entra in una lista, magari rigorosamente “civica”, perché quella parola ormai può contenere praticamente qualsiasi cosa, e infine si punta verso il piano superiore.
Regione. Parlamento. Roma. Bruxelles.
Manca soltanto l'ONU e poi abbiamo completato il giro.
E la cosa straordinaria è che, mentre i cittadini votano pensando di eleggere qualcuno che amministri Castrolibero, alcuni sembrano interpretare il voto come una sorta di buono fedeltà politico: accumula preferenze, raccogli consenso, fatti conoscere (se fai o non fai un cazzo non importa...) e, quando hai raggiunto la soglia necessaria, puoi convertire i punti in una destinazione più interessante.
Il Comune, intanto, rimane lì, con le sue difficoltà. Con i suoi problemi. Con le sue responsabilità.
E soprattutto con la domanda delle domande: ma questo consenso serve a Castrolibero oppure serve a costruire la prossima candidatura o la carriera di qualcuno?
Perché la differenza non è proprio irrilevante.
MAURA ZINNA, DA CASTROLIBERO A BRUXELLES: IL “CÌTTU CÌTTU” CHE FINISCE SUL SITO DEL PARLAMENTO EUROPEO
ALTRO CHE VOCE DI CORRIDOIO: QUI CI SONO GLI SCREENSHOT DELL'EUROPARLAMENTO
Partiamo dal personaggio che, più degli altri, merita una lente d'ingrandimento.
Maura Zinna.
E questa volta non siamo davanti a una voce raccolta al bar, a una chiacchiera di paese o al solito “me l'ha detto uno che conosce uno che sta vicino a uno”.
No.
Le immagini che pubblichiamo sono screenshot della pagina del Parlamento europeo dedicata alla parlamentare Cinquestellina Valentina Palmisano e riportano proprio il nome di Maura Zinna tra gli assistenti.
Quindi, almeno per quanto documentano gli screenshot allegati e il sito ufficiale, la questione dell'incarico non è una fantasia giornalistica e non nasce da una ricostruzione creativa.
IL NOME È LÌ. NERO SU BIANCO. SUL SITO DEL PARLAMENTO EUROPEO.
E improvvisamente quel piccolo “cittu cittu” della politica locale assume una dimensione internazionale.
Perché una cosa è fare sedere sui banche del Consiglio Comunale a Castrolibero.
Una cosa è fare rumore politico.
Una cosa è sostenere un candidato sindaco.
Una cosa ancora è ritrovarsi indicata nella struttura di assistenza di un'eurodeputata del Movimento 5 Stelle.
A quel punto il salto non è più soltanto geografico. È istituzionale.
Da Castrolibero a Bruxelles ci sono circa duemila chilometri. Ma politicamente, a quanto pare, basta una buona rincorsa... anche senza aver fatto un cazzo per quel comune e ci si sia limitati ad esporre l'ovvio in ogni seduta consiliare, come appunto sta facendo la Cinquestellina in questione.
LA CARRIERA POLITICA DI MAURA ZINNA: UNA SERIE TELEVISIVA CON PIÙ CAMBI DI SCENOGRAFIA DELLA RAI
MANNA, PRINCIPE, SERRA E ADESSO PALMISANO: IL MULTIVERSO POLITICO DI CASTROLIBERO
La parabola politica raccontata dal territorio è decisamente curiosa.
Maura Zinna si è fatta conoscere nell'area del Movimento 5 Stelle e negli anni ha rappresentato una presenza discretamente vivace nella politica locale.
Vivace naturalmente è un eufemismo.
Diciamo che, quando a Rende qualcuno accendeva un microfono, lei era davanti al mixer con la manopola del volume in mano.
Prima le battaglie con Manna.
Poi quelle con Principe.
Poi il nuovo capitolo con Francesco Serra.
E qui arriva il capolavoro.
Perché alle ultime elezioni comunali Zinna è comparsa nella lista “Insieme per Castrolibero” a sostegno di Serra.
Una lista civica.
E qui, signori, entriamo nella zona magica della politica italiana.
La LISTA CIVICA.
La formula che consente al leghista di stare accanto al grillino, al renziano di parlare con il progressista, al socialista di strizzare l'occhio al liberale e al democristiano di sentirsi improvvisamente un cittadino qualunque.
Tutto senza problemi.
Perché basta dire:
“È una lista civica”.
E tutti rispondono: "Ah, vabbè. Prego..."
LA LISTA CIVICA: LA LAVATRICE DELLA POLITICA ITALIANA
DENTRO PUOI METTERE M5S, LEGA, VANNACCI, CENTROSINISTRA, CENTRO, EX CENTRO E PURE I RESTI DELLA CUCINA DEL GIORNO PRIMA
Il concetto di lista civica, in alcune realtà, è diventato ormai un fenomeno antropologico.
Una volta la politica si presentava con simboli, ideologie e programmi.
Adesso prende tutti questi elementi, li mette in un frullatore, aggiunge la parola “civica” e serve il risultato agli elettori.
Il problema è che dentro la lista che sostiene Serra convivono sensibilità politiche che, se incontrate in un talk show nazionale, probabilmente si siederebbero su poltrone diverse, si guarderebbero in cagnesco con l'espressione di chi ha appena scoperto che qualcuno ha parcheggiato l'auto davanti al portone e si prenderebbero a coltellate senza troppe storie.
Ma a Castrolibero no. A Castrolibero tutto diventa compatibile.
Perché c'è il civico. Il civico è democratico, non ha ideologia, non ha destra, non ha sinistra.
Il civico ha soltanto un obiettivo. VINCERE.
E una volta vinto, si ricomincia a distinguere chi è cosa.
Un po' come sposarsi senza chiedere il cognome dell'altro e scoprirlo dopo il matrimonio.
ZINNA E LA GRANDE TRASFORMAZIONE: DAL CONSENSO LOCALE ALL'EUROPA
IL PUNTO NON È L'INCARICO. IL PUNTO È CAPIRE COME SI COSTRUISCE UNA CARRIERA POLITICA
Sia chiaro: non c'è nulla di scandaloso, in sé, nel fatto che un eurodeputato scelga un proprio collaboratore.
È parte del funzionamento del Parlamento europeo.
E proprio per questo la vicenda diventa interessante.
Perché quando il nome di una persona compare ufficialmente tra gli assistenti di un'eurodeputata, la domanda giornalistica non dovrebbe essere “ma perché lei?”.
La domanda dovrebbe essere molto più semplice:
QUALI COMPETENZE HANNO PORTATO A QUELLA SCELTA?
Quale esperienza, curriculum, competenze specifiche, mansioni, rapporto professionale, quale durata dell'incarico?
E, soprattutto, quale percorso ha portato una figura come Zinna, radicata solo nella piccola dimenzione locale a entrare in un meccanismo istituzionale europeo?
Perché qui non stiamo parlando della nomina a responsabile della sagra della patata.
IL PARADOSSO DEL CONSENSO
IL CITTADINO CHE VOTA UNO A CASTROLIBERO E POI LO VEDE FINIRE A BRUXELLES
Ed eccoci al punto politico più divertente.
Un cittadino di Castrolibero vota un candidato, perché pensa che quel candidato rappresenti il territorio. Lo sostiene. Gli dà una preferenza. Gli dà visibilità e forza politica.
Poi quel consenso, accumulato nel piccolo laboratorio comunale, può diventare un pezzo del curriculum politico con il quale guardare verso traguardi più grandi.
E qui nasce la domanda che nessuno dovrebbe considerare scandalosa:
QUANTO DEL CONSENSO RACCOLTO A CASTROLIBERO TORNA A CASTROLIBERO?
Perché se il Comune diventa una palestra politica, qualcuno dovrebbe almeno spiegare chi paga l'abbonamento.
Il cittadino? Il territorio? Gli elettori? Il Comune?
Oppure tutti insieme, mentre il politico fa il salto di categoria.. ara faccia nostra?
POI ARRIVANO VILLELLA E VENA: DIREZIONE ITALIA VIVA
DA “CAMBIA-MENTI” A CASA RIFORMISTA, PERCHÉ LA POLITICA NON STA MAI FERMA
E mentre Maura Zinna prende la strada europea, sul versante locale si muovono altri due protagonisti che meritano attenzione.
Pasquale Villella e Massimiliano Vena.
Alle ultime elezioni comunali hanno rappresentato la lista Cambia-Menti, con Villella candidato alla carica di sindaco e Vena candidato al Consiglio comunale.
Da qui il percorso politico prende un'altra curva.
Perché entrano in scena Filomena Greco, Italia Viva e Casa Riformista.
E quando compare Matteo Renzi nell'orizzonte politico, la prima cosa che viene da chiedersi non è nemmeno dove si stia andando.
È: “Ma con quale macchina?”
Perché Italia Viva ha una caratteristica ormai storica: riesce a essere contemporaneamente dentro, fuori, vicino, lontano, alleata, autonoma, riformista, centrista, progressista e, soprattutto, sempre pronta a spiegarti perché tutto questo è perfettamente coerente.
È una specie di matriosca della politica.
Apri la prima bambolina e non sai mai se dentro ci trovi il centrodestra, il centrosinistra o una conferenza stampa.
FILOMENA GRECO E IL NUOVO CAMPO LARGO: TUTTI DENTRO, CHE POI SI VEDE
LA SINISTRA DEL FUTURO POTREBBE AVERE UNA DEFINIZIONE SEMPLICISSIMA: “CHI C'È, C'È”
Ed è qui che il quadro comincia a diventare esilarante.
Da una parte abbiamo una figura riconducibile ai Cinquestellini che approda alla collaborazione con un'eurodeputata dei cinque astri.
Dall'altra abbiamo Villella e Vena che guardano verso l'area di Italia Viva e Casa Riformista.
Nel mezzo abbiamo liste civiche.
E intorno abbiamo una quantità di ex, post, neo, civici, riformisti, progressisti, indipendenti e trasversali che ormai per ricostruire una mappa politica di Castrolibero serve direttamente Google Maps.
E allora viene spontaneo guardare al 2027. Non perché le candidature siano già scritte. Non perché le alleanze siano già ufficiali.
Ma perché la politica, spesso, comincia a prepararsi molto prima che qualcuno abbia il coraggio di ammetterlo.
E se questi percorsi dovessero convergere verso la stessa coalizione nazionale, allora Castrolibero potrebbe ritrovarsi con tante piccole delegazioni locali pronta a partire per la grande avventura.
Con un problema.
IL BAGAGLIO.
Perché dentro bisognerà mettere tutte le appartenenze precedenti. M5s. Italia Viva. Casa Riformista. Liste civiche. Vecchie battaglie. Nuove alleanze. Ex avversari. Nuovi compagni.
E soprattutto la dichiarazione doganale.
“Avete qualcosa da dichiarare?”
E SILVIA SALIS?
LA SPERANZA È CHE NON FINISCA DENTRO QUESTO GRANDE FRULLATORE
A questo punto, con il massimo rispetto per la politica nazionale e con il minimo rispetto per la logica delle alleanze italiane, viene spontaneo pensare anche a Silvia Salis.
Perché se davvero si arrivasse a costruire una grande coalizione progressista dove dentro può entrare praticamente tutto questo marciume, nonché chiunque abbia un buon rapporto con qualcuno che conosce qualcun'altro, allora il rischio è che alla fine venga organizzata una riunione nella quale nessuno sappia più esattamente chi rappresenta cosa.
E mentre tutti discutono dei piani, il cittadino cerca disperatamente quello terra terra, sperando di capire qualcosa, almeno in quello.
IL VERO PROBLEMA NON È CAMBIARE PARTITO: È FAR FINTA CHE NON SIA MAI CAMBIATO NULLA
LA MEMORIA DEGLI ELETTORI NON È UN HARD DISK DA FORMATTARE A OGNI ELEZIONE
Cambiare idea, partito, alleanza è legittimo. Persino cambiare radicalmente posizione è diventato più legittimo del cambiarsi i quazìetti ogni giorno.
Perché la politica vive anche di evoluzioni.
Il problema nasce quando si pretende di raccontare ogni nuova collocazione come se fosse la naturale prosecuzione della precedente, facendo finta che nel frattempo non sia successo niente... o, peggio, che sia stato fatto qualcosa per il proprio paese, o città, o regione.
Perché i cittadini, fortunatamente, hanno una memoria. Ricordano chi combatteva contro chi. Ricordano chi sosteneva chi. Ricordano chi stava da una parte e chi dall'altra.
Ricordano sopratutto chi ha fatto qualcosa per loro e il paese che abitano... oltre a spiegare l'ovvio in consiglio comunale, dimenticando troppo spesso di far parte ora della stessa coalizione che ha portato lo stesso paese al dissesto.
E ricordano anche quando qualcuno gli spiegava che “quelli là mai” e poi, qualche anno dopo, si ritrovava seduto allo stesso tavolo con “quelli là” discutendo serenamente del futuro.
La politica italiana ha trasformato il “mai” in una parola a tempo determinato.
CASTROLIBERO, IL GRANDE TRAMPOLINO
IL COMUNE COME PALESTRA POLITICA: MA CHI RESTA A FARE IL CAMPIONATO?
Ed è proprio qui che torniamo al punto di partenza.
Perché la domanda più interessante non riguarda soltanto Maura Zinna, Pasquale Villella o Massimiliano Vena.
Riguarda un modello politico.
IL TERRITORIO È ANCORA IL FINE DELLA POLITICA O È DIVENTATO IL MEZZO PER ARRIVARE ALTROVE?
Perché se il Comune viene utilizzato per costruire consenso personale, il problema non è necessariamente che qualcuno faccia carriera.
Ben venga chi cresce politicamente. Ben venga persino chi un giorno arriva sulla Luna, se riesce a portarsi dietro una delegazione calabrese.
Il problema è un altro.
È che il territorio non può essere soltanto il trampolino.
Dovrebbe essere anche la destinazione.
LA POLITICA DEL “CITTU CITTU”
A CASTROLIBERO LE COSE IMPORTANTI SEMBRANO ACCADERE SEMPRE QUANDO NESSUNO GUARDA
E qui torna quella meravigliosa espressione calabrese che sembra essere stata inventata apposta per la politica contemporanea:
Quella del "cittu cittu" .
Cittu cittu si costruisce una candidatura. Cittu cittu si entra in una lista. Cittu cittu si cambiano alleanze. Cittu cittu si trova una nuova collocazione. Cittu cittu si passa dal Comune al partito.
E poi, quando qualcuno se ne accorge, arriva la fotografia ufficiale.
IL CAPOLAVORO FINALE: IL COMUNE NON CI GUADAGNA NULLA
IL TERRITORIO FORNISCE IL CONSENSO, QUALCUN ALTRO POTREBBE INCASSARE IL DIVIDENDO POLITICO
Ed eccoci alla battuta finale, che poi tanto battuta non è.
Castrolibero vota. Castrolibero discute. Castrolibero si divide. Castrolibero sostiene. Castrolibero elegge.
Castrolibero costruisce consenso.
Poi qualcuno può utilizzare quella esperienza come una tappa del proprio percorso politico.
E il Comune?
Il Comune resta Comune.
Non prende un incarico europeo. Non riceve automaticamente un finanziamento. Non ottiene una corsia preferenziale. Non gli arriva un biglietto premio. Non compare nella foto ufficiale.
Resta lì. A fare il Comune.
Con le sue strade, i suoi cittadini, i suoi problemi e i suoi bilanci.
Ed è questo il paradosso che Calabria Magazine vuole mettere sotto la lente.
Non è scandaloso che un militante politico faccia carriera.
È normale.
Non è scandaloso che un eurodeputato scelga un assistente.
È previsto.
Non è scandaloso che qualcuno cambi partito.
È successo talmente tante volte che ormai serve il contachilometri.
È però politicamente interessante osservare il percorso del consenso: da dove nasce, chi lo costruisce, chi lo utilizza e dove finisce.
Perché se il consenso dei cittadini di Castrolibero diventa il trampolino per carriere politiche destinate altrove, allora qualcuno dovrebbe almeno ricordarsi una cosa molto semplice.
QUEL TRAMPOLINO LO HA PAGATO IL TERRITORIO.
E quelli che stanno sotto, prima o poi, potrebbero anche voler sapere chi sta saltando, dove sta andando e soprattutto perché, mentre loro restano ancora lì sotto a tenere in piedi la pedana.
NOTA PERSONALE
QUESTA NON È UN'INCHIESTA SULLE OPINIONI POLITICHE DEI PROTAGONISTI. È UN'INCHIESTA SULLE LORO TRAIETTORIE.
E le traiettorie, a volte, sono molto più divertenti dei programmi elettorali.
Perché un programma può essere scritto.
Una fotografia può essere ritoccata.
Una lista può chiamarsi civica.
Un'alleanza può essere definita “trasversale”.
Ma quando metti una dopo l'altra le tessere del mosaico, può comparire un disegno che nessuno aveva avuto il coraggio di appendere al muro.
E allora noi facciamo quello che dovrebbe fare il giornalismo.
Non decidiamo chi abbia ragione.
GUARDIAMO LE CARTE.
E in questo caso una delle carte più curiose è proprio quella che avete fotografato voi: la pagina del Parlamento europeo nella quale, tra gli assistenti di Valentina Palmisano, compare Maura Zinna.
Il resto non è una sentenza.
È una domanda.
Anzi, è una domanda grande quanto il Parlamento europeo:
CASTROLIBERO È IL LUOGO DOVE QUESTI POLITICI VOGLIONO DAVVERO ARRIVARE O È SEMPLICEMENTE IL POSTO DA CUI VOGLIONO PARTIRE?
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