118 CALABRIA, QUANDO UN’AMBULANZA SI FERMA E LA RETE DEVE INVENTARSI LA SALVEZZA

118 CALABRIA, QUANDO UN’AMBULANZA SI FERMA E LA RETE DEVE INVENTARSI LA SALVEZZA

Un neonato partito da Cosenza e diretto al Bambino Gesù di Roma. Un’ambulanza S.T.E.N. che si ferma per un guasto durante il viaggio. E poi la risposta dei colleghi campani, che intervengono con tempestività e professionalità, organizzando quella straordinaria staffetta che consente al piccolo di arrivare a Roma e ricevere le cure necessarie.


A loro va il nostro rispetto. Ai colleghi di Salerno e della rete campana va il grazie di chi sa quanto possa essere difficile gestire un’emergenza quando ogni minuto pesa come un macigno. In questa storia, però, c’è anche un’altra fotografia, molto meno edificante.

Perché non possiamo continuare a raccontare le emergenze come una collezione di miracoli individuali. Se un mezzo si guasta, il sistema deve avere immediatamente un’alternativa. Se un equipaggio è stanco, deve esserci personale sufficiente. Se le associazioni sono costrette ad assorbire costi sempre maggiori, qualcuno deve assumersi la responsabilità di spiegare come si pretende di mantenere in piedi il servizio. E se tra ASP e Azienda Zero esiste un limbo burocratico nel quale le responsabilità sembrano rimbalzare come una pallina da flipper, il problema non è dell’autista, del soccorritore o del volontario.

Il problema è il sistema.

Un sistema nel quale mezzi vecchi e usurati, personale sotto pressione, difficoltà organizzative, costi scaricati sulle associazioni e volontari sempre più demotivati rischiano di trasformare il 118 calabrese in una macchina che continua a muoversi soprattutto grazie alla buona volontà di chi ci lavora.

E questa è la parte più inquietante: oggi è servita la rete campana per completare una missione iniziata in Calabria; domani chi dovrà intervenire per salvare il sistema 118 calabrese?

Perché quando le ambulanze cominciano a fermarsi, non è soltanto un problema meccanico.

È il sistema che sta dando un segnale d’allarme. E ignorarlo potrebbe costare molto più di una riparazione.

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