GRECO - OCCHIUTO: SEMBRAVA FOSSE AMORE, INVECE ERA UN CALESSE...
GIANCARLO GRECO VS ROBERTO OCCHIUTO: MA FAMMI CAPÌ, GIANCÀ, QUANDO È FINITO L’AMORE?
C’è stato un tempo in cui Roberto Occhiuto, per Giancarlo Greco e per il Gruppo iGreco Ospedali Riuniti, sembrava quasi l’uomo della provvidenza sanitaria. Non un semplice presidente, ma quello che finalmente avrebbe rimesso ordine nella sanità calabrese.
Lo inneggiava in ogni sua dichiarazione, gli portava voti e consensi, I suoi fedelissimi erano tutti schierati a destra, faceva proprio campagna elettorale per Occhiuto e le sue liste, nelle sue aziende e nelle sue cliniche...
Perfino assumeva personale che la politica gli consigliava (parole sue)... alla faccia del merito. Alla faccia di tutti quei ragazzi che hanno dovuto lasciare la loro terra ed emigrare...
Nel maggio 2022, sul sito ufficiale degli ospedali iGreco, compariva un titolo che oggi sembra scritto da un altro pianeta: “LA SANITÀ IN CALABRIA NON È PIÙ BESTIA NERA”. E Giancarlo Greco, allora, non andava tanto per il sottile: “oggi con il Presidente della Regione Calabria e Commissario Roberto Occhiuto, sulla sanità si sta lavorando, finalmente in modo organico. Sul nuovo percorso intrapreso attendiamo fiduciosi i risultati.”
Tradotto dal politichese: finalmente qualcuno stava lavorando bene. E quel qualcuno aveva nome e cognome: Roberto Occhiuto.
Ma non era finita lì. Qualche settimana prima, sempre attraverso i canali ufficiali iGreco, arrivava persino il ringraziamento al presidente della Regione per la riuscita del Vinitaly: “Per la bella riuscita di questa edizione [...] Greco ringrazia il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto”.
Insomma diciamolo: mancava solo che gli portassi pure caffè e pantofole per scendere dal letto.
Ma, Giancà, prima di salire sul pulpito della sanità disastrata, ricordiamoci che il modello sanitario calabrese non è stato partorito ieri mattina sotto un cavolo a Catanzaro.
È il prodotto di anni di politica, istituzioni, sanità pubblica, sanità privata, accreditamenti, convenzioni, interessi e rapporti tra mondi diversi.
E tu, in quel mondo, non eri esattamente il turista giapponese con la macchina fotografica.
Ci stavi dentro fino alle sopracciglia.
Poi, però, qualcosa è cambiato.
Oggi Greco è diventato uno dei critici più duri delle politiche sanitarie regionali e non risparmia bordate contro quella stessa gestione che, qualche anno fa, definiva finalmente organica e sulla quale diceva di attendere “fiduciosi i risultati”. Nel 2026 è arrivato persino allo scontro aperto, fino al gesto simbolico di bruciare una lettera di Occhiuto durante una protesta a Cariati.
E allora la domanda viene spontanea, senza bisogno di diplomazia da salotto: ma fammi capì, Giancà, che è successo?
Quando Occhiuto era il presidente che finalmente lavorava “in modo organico”, andava bene. Quando i rapporti sono cambiati, è diventato improvvisamente il bersaglio delle contestazioni. Prima “fiduciosi”, oggi incazzati. Prima il riconoscimento pubblico, oggi il fuoco della protesta.
Perché, parliamoci chiaro, Giancà... sono anni che i cittadini si lamentano della sanità calabrese. Scopri solo l'acqua calda... mica dici qualcosa di nuovo o di rivoluzionario.
Il problema nasce quando fai finta di dimenticare (e speri che tutti i Calabresi abbiano memoria corta) che questo modello politico, questa politica sanitaria, questo modello di Calabria, lo hai richiesto, voluto e sostenuto pure tu.
E qui arriva il punto più gustoso della faccenda: che cosa è cambiato davvero? La sanità calabrese o il rapporto con chi la governa?
Perché Greco non è un osservatore qualunque. È il presidente di Unimpresa Sanità e Welfare ed è alla guida del gruppo iGreco, una delle principali realtà della sanità privata accreditata calabrese. Oggi interviene pubblicamente sul rapporto tra sanità pubblica e privata, sulle liste d’attesa, sulla carenza di posti letto e sulla migrazione sanitaria, mentre continua a rivendicare la necessità di una collaborazione tra pubblico e privato.
E allora la domanda resta lì, piantata come un chiodo: prima Occhiuto era “il top” e mo non lo è più?
Perché se il problema era la sanità, qualche domanda bisogna farsela anche sul passato. Se invece il problema è diventato Occhiuto, allora sarebbe interessante capire quando sia scattato il cambio di stagione.
Non è un'accusa. È una domanda politica, e pure parecchio scomoda.
Perché in Calabria abbiamo visto politici passare dall'opposizione alla maggioranza, sostenitori trasformarsi in antagonisti e amici diventare improvvisamente censori. Ma quando il protagonista è un imprenditore della sanità privata che ieri definiva positivo il nuovo corso sanitario e oggi lo contesta apertamente, il dubbio viene quasi da solo.
Cosa ci guadagnavi quando dicevi che Occhiuto era il top, Giancà? E cosa hai perso oggi?
Questa, forse, è la domanda che meriterebbe una risposta.
Perché la politica cambia. Gli interessi cambiano. Le alleanze cambiano. Le opinioni, evidentemente, pure. Ma gli archivi restano.
E gli archivi, a volte, hanno un senso dell'umorismo spietato.
NON TUTTI QUELLI CHE TI CRITICANO SONO “ANTAGONISTI”
Poi c'è un'altra cosetta.
Quando qualcuno commenta negativamente i tuoi video, non è detto che abbia paura della tua candidatura.
Magari non teme affatto che Giancarlo Greco scenda in campo. Magari, molto più semplicemente, non è d'accordo con Giancarlo Greco.
Lo so, è una teoria rivoluzionaria. Ma funziona. In democrazia, infatti, è ancora consentito dire: “Giancà, non sono d'accordo”.
Non significa essere antagonisti. Non significa essere invidiosi. Non significa tremare sotto il letto all'idea della tua candidatura.
A volte significa soltanto che uno la pensa diversamente.
E se vuoi fare politica, questa è una palestra dalla quale non puoi uscire con il libretto delle giustificazioni.
PRIMA DI FARE IL SALVATORE, RICORDATI DA DOVE VIENI...
Poi c'è il capitolo dei diritti dei lavoratori.
Riconoscere a un lavoratore quello che gli spetta non è un atto eroico. È il minimo sindacale.
Pagare correttamente un dipendente non è beneficenza.
Rispettare un contratto non merita una statua in piazza.
Che facciamo, domani inauguriamo pure il monumento al datore di lavoro che paga lo stipendio?
“A Giancarlo Greco, perché nel 2026 scoprì che i lavoratori hanno dei diritti”. No, dai.
È il contratto, Giancà. Non la moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Un'impresa che crea lavoro ha certamente una funzione sociale importante. Ma il rapporto di lavoro non è una concessione feudale.
Il lavoratore lavora. L'impresa paga. Il contratto stabilisce diritti e doveri. Fine della rivoluzione.
IL PARADOSSO
E poi c’è quell’altra frase che meriterebbe un piccolo approfondimento: “noi accogliamo tutti i pazienti, anche quelli critici che gli altri rifiutano”.
Benissimo. Ma chi sono questi “altri”? Nomi e cognomi, Giancà. Quali ospedali e cliniche rifiutano i pazienti critici? Quali reparti? In quali circostanze? Perché se esiste davvero questo fenomeno, non servono slogan: servono dati, responsabilità e nomi.
E poi c’è il dettaglio che forse sfugge: non stiamo parlando del banco della frutta. Non è come quando al mercato scegli il melone: questo sì perché è bello, quello no perché è troppo maturo, quell’altro è ancora verde e quell’altro non sembra abbastanza dolce. Il paziente non è un melone da selezionare.
Se una struttura sanitaria è organizzata e accreditata per svolgere determinate prestazioni, quelle prestazioni le deve garantire secondo le regole che ne disciplinano l’attività. E se qualcuno invece “rifiuta” sistematicamente i casi difficili, la domanda non è da intervista promozionale: è da ispettori, da documenti e, se necessario, da Procura.
Perché trasformare l’accoglienza del paziente critico in un merito eccezionale rischia di produrre un paradosso: ma non è esattamente per curare i malati che esistono ospedali e cliniche? E non è per questo che siete pagati profumatamente?
CAPITOLO CARIATI
E arriviamo a Cariati, dove la faccenda diventa ancora più interessante.
Oggi combatti per l'ospedale pubblico, denunci il depotenziamento della sanità e ti presenti come voce del territorio . Battaglia legittima . Anzi, necessaria.
Ma Cariati è anche una vicenda nella quale il nome della famiglia Greco compare da anni tra progetti sanitari privati, politica, istituzioni, polemiche e vicende giudiziarie.
Quindi raccontare soltanto l'ultima puntata è un po' come guardare una serie dalla settima stagione e poi pretendere di capire chi ha ammazzato il maggiordomo.
E in questo racconto entra anche Filomena Greco, tua sorella, oggi impegnata nella stessa battaglia contro le scelte regionali sulla sanità. Bene.
Ma proprio perché la questione diventa familiare, politica e pubblica, la domanda diventa ancora più grande.
Quando Occhiuto era il top, eravate tutti contenti. Oggi Occhiuto è diventato l'origine del male.
MA QUANDO È FINITA LA LUNA DI MIELE? E PERCHÉ?
Perché se ce lo spieghi bene, magari capiamo pure chi ha smesso di portare il caffè e le pantofole a chi.
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