MASTERCHEF CASTRUFRÀNCU EDITION: TRASFORMARE I DEBITI IN PRANZO SCOLASTICO

È ufficiale: a Castrolibero il nuovo anno scolastico parte con una decisione destinata a incidere direttamente sulla quotidianità di numerose famiglie: il servizio di refezione scolastica non sarà attivo fino al 23 dicembre 2026.
A comunicarlo l'amministrazione comunale che da la colpa, non a sé stessi, non a quelli che hanno governato finora e che adesso costituiscono sia maggioranza sia opposizione, ma alle casse comunali vuote (magari si sono svuotate da sole) ed ai tanti debiti che, come una spada di Damocle, incombono sul comune.
Che vi devo di? Ce lo aspettavamo! Come ci aspettiamo un sacco di altre calamità...

Panico a Palazzo di Città. Con le casse comunali più vuote delle strade di Castrolibero a Ferragosto, la Giunta si riunisce d'urgenza. Il Sindaco Francesco Serra, con la fascia tricolore che fatica a fare il giro completo della pancia per colpa dei troppi rinfreschi elettorali, sbatte i pugni sul tavolo: "Cittadini inferociti! Mamme sul piede di guerra! Finché non arrivano i soldi nel 2026, la mensa siamo noi! Tutti in cucina!"

Il piano è diabolico: trasformare i sotterranei del Comune in una mega trattoria abusiva a chilometro zero.
Raffaella Ricchio, terrorizzata all'idea di dover gestire contemporaneamente il Bilancio e la frittura, si barrica dietro una barricata di pignate di terracotta.

Essendo non proprio altissima, spunta a malapena oltre il bordo di una quadàra di alluminio dove tenta di far quadrare i conti... tagliando una montagna di cipolle. "Se metto tre pomodori in più andiamo in dissesto finanziario e ci pignorano pure i maccarruni!" urla isterica, mentre le lacrime da cipolla le sciolgono il trucco trasformandola in uno di quei mimi tragici che solo a guardarlo ti viene da piangere pure a te.

Angelo Gangi, come suo solito, decide che è quello il momento di fare il grande showman. Si presenta ai fornelli con la camicia sbottonata fin quasi all'ombelico, i peli del petto bagnati di vapore, con in mezzo un cristo su un crocefisso che, tra peli e còrchie e patate, a stento non vomita. 

I capelli spettinati che galleggiano nell'aria protetti solo da un velo di brillantina. Con le sue mani enormi, afferra una padella gigante e ci butta dentro pipi e patate, tagliate in precedenza ara minnifrìcu. Peccato che, con la stessa delicatezza con cui gestisce i Lavori Pubblici, fa saltare i peperoni così in alto che tre finiscono sul lampadario e una patata bollente ccura còrchia centra in pieno la faccia del Sindaco, lasciandogli un bollino marrone a vita, che mo, solo a guardarlo pare Bruno Vespa, neo compreso. 
"Però un ci pari male... ti dà quell'aria intelligente da" Porta a Porta"!" si giustifica Gangi.

Nel frattempo, Emilia Aiello, delega allo Spettacolo, decide che la preparazione delle frìttule deve essere un evento culturale. Mette la musica neomelodica a palla nelle cucine e balla mentre mescola lo strutto bollente. Il vapore è così denso che i suoi capelli subiscono una permanente istantanea da shock termico. Il risultato? Le sue polpette (vrasciòle) sono così dure e pesanti che sembrano i blocchi di cemento delle opere incompiute del paese.

Ilio Perri, addetto alla Vigilanza e alle Politiche della Famiglia, cerca di mantenere l'ordine e controllare che l'opposizione non spii le ricette dalle finestre. Ma nell'andare a chiudere la porta, da cui facevano capolino Villella e la Perrotti, inciampa in un sacco di patate della Sila, rimbalza contro il frigorifero e frana rovinosamente sopra l'intero vassoio dei dolci, preparati con tanta cura e sano attivismo dall'attivista Maura Zinna, spiaccicando scalìddre e turdìddri sotto i suoi pantaloni eleganti da consiglio comunale.

Arriva l'ora della somministrazione nel refettorio della scuola elementare. La Giunta entra in sala fiera, spingendo carrelli cigolanti e improvvisando sorrisi smaglianti da campagna elettorale.

Il Sindaco Serra serve il primo piatto a un bambino di terza elementare: un ammasso informe di pasta e fagioli, così densa e "attaccata" alla pignata che non scende dal mestolo manco a pregarla.
"Tieni, piccolo cittadino del futuro! Questa è la vera pasta calabrese!"
Il bambino la guarda, prova a girare il cucchiaio, ma il cucchiaio rimane incastrato nella colla di fagioli. "Scusi Sindaco," dice il piccolo, "ma perché in mezzo alla pasta c'è un pezzo di carta oleata con scritto 'Sollecito di pagamento IMU 2022'?"
Serra suda freddo, si sventola con un verbale e risponde: "È... fibra alimentare! Fa bene alle ossa!"

Dall'altra parte della sala, una bambina prova a mordere una delle vrasciòle dell'Assessore Aiello. Si sente un rumore secco: CRACK. La bambina sputa un dente da latte sul tavolo e urla: "Mammina, mammina mia! È dura come i dossi di Andreotta!"

È la scintilla che scatena l'inferno. I bambini, schifati dal pranzo e stufi di aspettare dicembre, dichiarano la rivolta. Un bambino lancia nu turdìddru avanzato dall'incidente di Ilio Perri: il dolce, duro come un proiettile di artiglieria, vola dritto in faccia all'Assessore Gangi, spettinandogli definitivamente il ciuffo.

In tre secondi il refettorio si trasforma in una zona di guerra. Volano fette di casicavàddru come frisbee, i pipi fritti vengono usati come fionde e la Ricchio è costretta a usare un vassoio di metallo come scudo spaziale per proteggersi da una pioggia di polpette assassine. 

I consiglieri d'opposizione, appostati dietro i vetri delle finestre, riprendono tutto con i telefonini ridendo a lacrime e gridando: "Cucinate, cucinate! Che alle prossime elezioni ci sarà chine ci cucina a tutti!"
La Giunta, completamente ricoperta di sugo di capra, miele di fichi e fagioli borlotti, capitola. 

Il Sindaco Serra, con un peperone verde appeso all'orecchio a mo' di orecchino, dichiara la ritirata strategica. L'intera amministrazione scappa a gambe levate verso il Comune, rincorsa dalle mamme infuriate armate di mattarelli e dai bambini che continuano a lanciare scalìddre come granate.

Dopo il disastro della mensa scolastica e con le casse comunali che continuano a produrre solo l'eco, la Giunta di Castrolibero non si arrende. La parola d'ordine a Palazzo di Città è: creatività finanziaria.

💨 LA PROSSIMA MOSSA DISPERATA: Il "Tessero-Ossigeno"

Venerdì mattina, i cittadini di Castrolibero si svegliano con i cartelli stradali modificati e i droni del Comune che sorvolano i balconi. Il Sindaco Francesco Serra convoca una conferenza stampa d'urgenza sul corso, con un megafono e la giacca ancora leggermente profumata di soffritto di capra.
"Cari concittadini," esordisce Serra, sventolando un blocchetto di biglietti della tombola avanzati dal 1998, "le casse sono vuote per colpa del passato, lo sapete. Ma noi abbiamo una risorsa incontaminata: la nostra aria! Da oggi è ufficialmente istituita la Tassa sul Respiro Ambientale Puro (T.R.A.P.)!"
Il piano tariffario, elaborato dalla Vicesindaca Raffaella Ricchio (che per l'occasione ha usato la calcolatrice della figlia delle elementari), è spietato:
  • Sospiro d'ansia per le bollette: 0,50 € a respiro (monitorato dai droni comunali).
  • Sbadiglio non autorizzato sul Corso: 2,00 € (perché consuma più volume d’aria).
  • Respirazione profonda sportiva: Riservata solo a chi ha pagato il "Super Green Pass Ossigeno".
L'Assessore Angelo Gangi, per dare l'esempio e racimolare contanti immediati, si piazza all'ingresso del paese con una bombola da sub vuota e un imbuto, intimando agli automobilisti di passaggio: "Accostate e soffiate qui dentro! Chi ha il fiato pesante per aver mangiato la 'nduja paga il doppio di sovrattassa ecologica!" Nel frattempo, l'Assessore Ilio Perri pattuglia le panchine del paese con un fonometro per multare gli anziani che osano sospirare troppo forte ricordando i vecchi tempi.

Arrivati in Comune si tiene il Consiglio Comunale Straordinario. L'atmosfera è elettrica. La Giunta si presenta in aula senza aver avuto il tempo di cambiarsi i vestiti dopo la battaglia nel refettorio scolastico.

Il Sindaco Serra siede sulla poltrona presidenziale con una vistosa macchia marrone di pasta e fagioli attaccata sulla camicia bianca, che sembra la mappa geografica della Calabria. 

La Vicesindaca Ricchio ha ancora residui di farina nei capelli che, mescolati alla lacca, le hanno creato una specie di elmetto medievale.

L'Assessore Emilia Aiello sfoggia una vistosa striscia di mel'e ficu che aveva usato per i turdìddri sul colletto che attira tre vespe entrate dalla finestra.

L'opposizione non aspetta altro. Il capogruppo della minoranza si alza, agitando un cucchiaio di legno sporco trovato nel cortile della scuola.
Capogruppo Opposizione:
"Vergogna! Siete una Giunta alla canna del gas! Vi siete presentati in aula conciati come i camerieri d'a Cantina e Bifarella! Guardate l'Assessore Gangi, ha ancora un pezzo di 'pipo fritto' incastrato nel ciuffo! E volete pure tassare l'aria dei cittadini?!"

Assessore Angelo Gangi:
(Si alza di scatto, facendo volare via una scaglia di pecorino secco che gli era rimasta incastrata tra a scarpa destra e u quazìettu) "Presidente, chiedo la parola! Quello nel mio ciuffo non è un pipo fritto, è un elemento di bio-architettura urbana avanzata! E voi dell'opposizione parlate solo perché siete gelosi che la nostra pasta e fagioli, sebbene cementificata, aveva un sapore identitario!"

Vicesindaca Raffaella Ricchio:
(Urla saltando sulla sedia per farsi vedere, visto che la pila di cartelle esattoriali sul tavolo la copre interamente) "L'opposizione demagogica taccia! La Tassa sull'Aria è l'unico modo per evitare il dissesto! Abbiamo calcolato che se tutta Castrolibero trattiene il fiato per sei ore consecutive ogni mercoledì, entro il 23 dicembre 2026 non solo riattiviamo la mensa, ma compriamo pure un'affettatrice nuova per il Comune!"

In aula scoppia il caos. I consiglieri di minoranza tirano fuori dai borsoni i veri "corpi del reato" sequestrati ai bambini: i turdìddri-proiettile dell'Assessore Aiello.

Pasquale Villella:
"Questi non sono dolci, questi sono abusi edilizi! Guardate!" (Lancia nu turdìddru contro il ritratto del Presidente della Repubblica appeso alla parete: il vetro si frantuma in mille pezzi, ma il turdillo rimane intatto).

Assessore Emilia Aiello:
(Isterica, mentre scaccia le vespe dal colletto) "È la consistenza della tradizione! Siete voi che non capite l'arte culinaria applicata allo Spettacolo!"

Il Sindaco Serra prova a suonare il campanello per riportare l'ordine, ma il campanello è pieno di grasso di frittole e fa solo un rumore sordo: "Muti! Tutti muti! Chi parla subisce il pignoramento immediato del terzo polmone!"

La discussione degenera definitivamente quando il consigliere di minoranza, Aldo Figliuzzi, lancia una fotocopia del bilancio comunale appallottolata, colpita al volo da Gangi con un vassoio della mensa, manco fosse a Wimbledon. 

Nel giro di due minuti, l'aula consiliare si trasforma in una rissa da saloon: l'opposizione lancia i moduli della Tassa sull'Aria, la maggioranza risponde difendendosi con le pignate di terracotta vuote, e il segretario comunale verbalizza tutto scrivendo: "Il Consiglio si scioglie per eccesso di colesterolo e carenza di liquidità".

La seduta si chiude con la Giunta che scappa dal retro. Puzzano di fritto che manco li cani... 
Mentre i cittadini fuori dal municipio respirano cortissimo per paura di vedersi recapitare una multa a casa.

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