QUANTO COSTANO AI CALABRESI I MANGIONI E I PARASSITI DELLA SANITÀ

QUANTO COSTANO AI CALABRESI I MANGIONI E I PARASSITI DELLA SANITÀ

84 MILIONI DI BUCO ALL'ASP COSENZA, MINI PIANI DI RIENTRO, EXTRA-BUDGET, APPALTI, AFFITTI E TAGLI. MA QUALCUNO HA MAI CALCOLATO QUANTO È COSTATA AI CALABRESI LA DIRIGENZA CHE QUESTA SANITÀ L'HA AMMINISTRATA?

7 SETTEMBRE 2026

Dunque, ricapitoliamo.

L'ASP di Cosenza chiude il 2025 con un disavanzo superiore agli 84 milioni di euro (minchia!), dopo che il 2024 si era chiuso con un avanzo di circa 69 mila euro (ri-minchia!) . Nel frattempo le anticipazioni di cassa sono salite a 75,3 milioni, mentre i crediti dell'azienda nel triennio 2022-2024 hanno raggiunto 230,7 milioni. E sullo sfondo c'è un contenzioso enorme, con circa 150 cause in corso e una vertenza con le farmacie che potrebbe valere decine di milioni tra interessi e spese legali.


Adesso bisogna correre ai ripari. Ma con quali tasche? 

Si parla di mini piani di rientro, controllo degli extra-budget del privato accreditato, razionalizzazione degli appalti, riduzione degli affitti, controllo delle scorte, efficientamento energetico, centralizzazione degli acquisti e analisi del rapporto tra costi e benefici. Il Collegio sindacale chiede, in sostanza, di capire come si sia formato il buco e quanto abbiano inciso le scelte amministrative degli anni precedenti.

Tutto giusto.

Anzi, doveroso.

Ma c'è una domanda che ci piacerebbe vedere scritta, finalmente, accanto a tutte le altre.

QUANTO È COSTATA LA CLASSE DIRIGENTE CHE HA GOVERNATO QUESTO SISTEMA?

BOX | PERCHÉ LE LAMPADINE SÌ E I DIRIGENTI NO?

Se bisogna controllare quanto costa un appalto, un affitto, un farmaco, una fornitura o un kilowattora, perché non si può controllare con la stessa severità quanto costa chi prende decisioni su quelle spese?

PRIMA IL CONTO DEI DIRIGENTI, POI IL CONTO DELLE LAMPADINE

Attenzione: nessuno sostiene che un dirigente debba restituire automaticamente lo stipendio perché un'azienda sanitaria chiude in perdita.

Non funziona così.

Lo stipendio non è un premio subordinato al bilancio.

Ma esiste una domanda perfettamente legittima: quali risultati hanno prodotto coloro che negli anni hanno amministrato milioni e milioni di euro di denaro pubblico?

Quanto hanno percepito?

Quanto hanno ricevuto di posizione?

Quanto di risultato?

Quali obiettivi avevano?

Quanti ne hanno raggiunti?

E soprattutto: quanto è costata complessivamente la loro gestione?

Perché se il principio del nuovo risanamento è il rapporto tra costi e benefici, quel principio non può fermarsi davanti alla porta dell'ufficio del direttore.

AZIENDA ZERO: IL PRIMO CONTO È GIÀ SCRITTO

Partiamo da GANDOLFO MISERENDINO, Direttore Generale di Azienda Zero.

Qui non servono interpretazioni.

La Regione Calabria indica per il 2026 un trattamento economico annuo omnicomprensivo di €154.937,07.

Circa €12.911 al mese.

Non una stima, non una voce giornalistica. Ma un dato pubblicato nella sezione ufficiale di Amministrazione Trasparente della Regione.

Poi c'è DARIO PADRONE, Direttore Amministrativo di Azienda Zero.

La deliberazione n. 98/2025 stabilisce che il suo trattamento economico sia parametrato all'80% delle competenze del Direttore Generale, oltre agli eventuali emolumenti collegati al raggiungimento degli obiettivi.

Applicando l'80% ai €154.937,07 di Miserendino:

€123.949,66 lordi annui.

Ma siccome il contratto individuale è quello che determina concretamente il trattamento, la cifra va indicata correttamente come:

DARIO PADRONE: probabilmente €123.949,66 lordi annui, oltre agli eventuali emolumenti di risultato.

Poi c'è DOMENICO MINNITI, Direttore Sanitario di Azienda Zero.

Per lui non abbiamo trovato, nella documentazione verificata, una cifra individuale sufficientemente chiara da poter essere definita ufficiale.

Pertanto:

DOMENICO MINNITI: probabilmente €120-125 mila lordi annui.

Probabilmente, appunto.

Perché quando i documenti non parlano, noi non facciamo parlare i numeri al posto loro.

E POI ARRIVA DE BIASE: €77.219,59

GIUSEPPE ANDREA DE BIASE, Direttore della Struttura Complessa ICT, Infrastrutture e Applicativi Digitali di Azienda Zero.

La deliberazione n. 67 del 19 giugno 2025 è molto più esplicita: per l'incarico quinquennale viene indicata una spesa presunta lorda di €77.219,59.

Quindi:

GIUSEPPE ANDREA DE BIASE: €77.219,59 di spesa lorda presunta.

Non stiamo chiamando quella cifra “netto”, né stiamo sostenendo che sia automaticamente il costo complessivo aziendale.

Stiamo riportando ciò che l'atto dice.

E poi c'è LAURA FONDACARO, dirigente amministrativo di Azienda Zero.

Qui la cifra non emerge in maniera sufficientemente chiara dagli atti pubblicati.

Quindi:

LAURA FONDACARO: probabilmente nella fascia prevista dalla dirigenza amministrativa di riferimento, ma cifra individuale non determinabile con certezza dalla documentazione reperita.

E ancora FABRIZIO RUSSO, precedente Direttore Amministrativo di Azienda Zero, il cui incarico è cessato con le dimissioni e la successiva nomina di Padrone. Per il compenso individuale non abbiamo trovato un documento sufficientemente chiaro da pubblicare come cifra certa.

ASP COSENZA: 84 MILIONI DI BUCO E UNA DOMANDA GRANDE COME UNA CASA

Arriviamo al cuore della questione.

L'ASP Cosenza.

Oggi la gestione è commissariale e Vitaliano De Salazar, già Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, ricopre il ruolo di commissario dell'ASP. La situazione contabile emersa dal consuntivo 2025 è pesante: oltre 84 milioni di disavanzo, 75,3 milioni di anticipazioni di cassa e un contenzioso che pesa enormemente sui conti.

E qui la domanda diventa quasi imbarazzante nella sua semplicità.

Chi ha amministrato l'ASP negli anni in cui quelle decisioni venivano prese?

E quanto è costata quella governance?

Non basta dire che adesso bisogna fare sacrifici.

Bisogna ricostruire il passato.

Perché un buco di 84 milioni non è una monetina caduta dietro il divano.

BOX | 84 MILIONI NON SONO UN ERRORE DI BATTITURA

Il consuntivo 2024 indicava un avanzo di circa €69 mila. Il consuntivo 2025 evidenzia invece un disavanzo superiore a €84 milioni. Una variazione di questa dimensione merita una radiografia completa delle cause, delle decisioni assunte e delle responsabilità gestionali.

Per i vertici ASP, però, la documentazione economica pubblicamente reperibile non consente di attribuire oggi con certezza una cifra individuale aggiornata a tutti i componenti della direzione.

E allora:

DIREZIONE GENERALE ASP COSENZA: probabilmente circa €150 mila lordi annui.

DIREZIONE AMMINISTRATIVA: probabilmente €120-125 mila lordi annui.

DIREZIONE SANITARIA: probabilmente €120-125 mila lordi annui.

Ma sono stime parametriche, non cifre ufficiali individuali.

E se qualcuno vuole correggerle, nessun problema.

PUBBLICHI IL CONTRATTO.

AZIENDA OSPEDALIERA DI COSENZA: LA MACCHINA DEL TEMPO DELLA TRASPARENZA

E veniamo all'Azienda Ospedaliera di Cosenza.

Il Direttore Generale è VITALIANO DE SALAZAR, che oggi ricopre contemporaneamente anche il ruolo di commissario dell'ASP Cosenza. Quindi si acchiappa dui stipendi? Boh...! 

Il Direttore Amministrativo è ANDREA FOLINO.

Il Direttore Sanitario è PINO PASQUA. Il sito aziendale conferma, tra l'altro, Pasqua anche come direttore medico del Presidio Unico.

Quanto prendono?

Qui arriva la parte surreale.

La pagina ufficiale dell'Azienda Ospedaliera dedicata alle Retribuzioni Annuali Dirigenti risulta modificata l'ultima volta il 15 marzo 2022 e contiene file relativi alle retribuzioni dal 2013 al 2020.

Nel 2026.

La pagina è ancora lì.

I dirigenti continuano a lavorare.

Gli stipendi continuano a essere pagati.

Ma la trasparenza economica pubblicata sembra avere parcheggiato la macchina al 2020.

BOX | LA TRASPARENZA COL FUSO ORARIO SBAGLIATO

Gli atti amministrativi arrivano al 2026. Le retribuzioni pubblicate, invece, si fermano al 2020. Per sapere quanto costano oggi i vertici bisogna quindi ricostruire i dati attraverso atti, contratti e parametri. Non esattamente la definizione da manuale di “trasparenza immediata”.

Per De Salazar:

VITALIANO DE SALAZAR: probabilmente circa €150 mila lordi annui come ordine di grandezza parametrico della direzione generale.

Per Folino:

ANDREA FOLINO: probabilmente €120-125 mila lordi annui.

Per Pasqua:

PINO PASQUA: probabilmente €120-125 mila lordi annui.

Anche qui: probabilmente.

Perché una cosa è il parametro, un'altra è il contratto individuale.

MA IL CONTO NON FINISCE CON LO STIPENDIO

Ed è qui che il discorso diventa serio.

Quando si parla di costo della dirigenza non bisogna fermarsi alla cifra dello stipendio.

Ci sono retribuzione di posizione, eventuale risultato, oneri previdenziali, IRAP e altre componenti previste dalla disciplina contrattuale.

E l'ASP Cosenza ha già mostrato, negli anni, quanto possa essere enorme il costo complessivo della dirigenza.

Nel 2018 risultavano €4.918.075,99 stanziati per i premi della dirigenza medica, con €4.655.942,30 erogati. Per la dirigenza non medica risultavano altri €1.228.224,09 stanziati, con €1.082.140,18 erogati.

Parliamo di milioni di euro.

Non di spiccioli.

E quei milioni devono essere rapportati ai risultati.

EXTRA-BUDGET: GIUSTO CONTROLLARLI. MA CONTROLLIAMO TUTTO

Il nuovo piano di risanamento punta anche sugli extra-budget del privato accreditato, cioè sulle prestazioni oltre le soglie assegnate, oltre che su appalti, affitti, costi, scorte e altri capitoli di spesa.

Benissimo.

Controlliamo tutto.

Ma proprio tutto.

Perché se il criterio è:

“Quanto abbiamo speso se non abbiamo ottenuto un cazzo?”

allora deve valere anche per la dirigenza.

Quanto è costato un direttore?

Quali obiettivi aveva?

Quali risultati ha ottenuto?

Quanto ha fatto risparmiare?

Quanto ha fatto spendere?

Quali premi ha percepito?

Perché?

E con quali risultati?

Non è una domanda populista.

È controllo della spesa pubblica.

IL CASO DEL 118: QUASI 26 MILIONI DA SPIEGARE

Tra le partite che pesano sul dissesto c'è anche quella relativa al personale del 118 rimasto in carico all'ASP durante la transizione verso Azienda Zero, con un'esposizione indicata nell'articolo in circa 26 milioni di euro.

Anche qui bisogna ricostruire tutto.

Chi doveva trasferire il personale?

Quando?

Con quali risorse?

Perché i costi sono rimasti all'ASP?

Chi ha programmato la transizione?

Quali decisioni amministrative sono state assunte?

E soprattutto:

quanto è costato complessivamente il pasticcio?

Perché quando la macchina amministrativa sbaglia, il conto non arriva al dirigente.

Arriva al cittadino.

IL “MANGIAPANE A TRADIMÈNTU” NON È CHI GUADAGNA TANTO

Qui facciamo una distinzione fondamentale.

Il titolo è volutamente brutale.

“MANGIONI E PARASSITI” è la provocazione giornalistica.

Ma non basta guadagnare 150 mila euro per essere un parassita.

E non basta dirigere un'azienda che registra un disavanzo per essere automaticamente responsabili del buco.

Servono fatti.

Atti.

Numeri.

Responsabilità individuali accertate.

Eventuali danni erariali.

Obiettivi.

Risultati.

È proprio per questo che la domanda è molto più semplice e molto più devastante:

QUANTO HAI PRESO E CHE COSA HAI PRODOTTO?

Perché se un dirigente guadagna 150 mila euro e raggiunge tutti gli obiettivi, risana i conti, migliora i servizi e riduce gli sprechi, il suo stipendio può essere perfettamente giustificato.

Se invece riceve stipendio, posizione e premi mentre gli obiettivi non vengono raggiunti e i conti peggiorano, allora il cittadino ha tutto il diritto di chiedere conto della gestione.

Non della persona.

DEI RISULTATI.

IL VERO PIANO DI RIENTRO

Se davvero vogliamo risanare l'ASP Cosenza, facciamolo fino in fondo.

Controlliamo gli extra-budget.

Analizziamo gli appalti.

Riduciamo gli affitti inutili.

Controlliamo farmaci e forniture.

Centralizziamo dove conviene.

Riduciamo gli sprechi.

Ricostruiamo il contenzioso.

Mettiamo ordine nel 118.

Analizziamo ogni voce del bilancio.

Ma contemporaneamente facciamo una cosa che dovrebbe essere normale:

MISURIAMO LA DIRIGENZA.

Non con le chiacchiere.

Con i numeri.

BOX | IL METODO È SEMPLICE

COSTO → OBIETTIVO → RISULTATO → RISPARMIO → RESPONSABILITÀ.

Se un dirigente costa 150 mila euro, bisogna sapere cosa gli è stato chiesto di fare e cosa ha effettivamente prodotto. Se ha ricevuto un premio, bisogna sapere quale risultato lo ha giustificato. Se sono emerse perdite o danni, bisogna accertarne cause e responsabilità. Non è vendetta. È amministrazione pubblica.

E SE EMERGONO RESPONSABILITÀ?

A quel punto non deve essere Calabria Magazine a chiedere di “riprendersi gli stipendi”.

Devono essere gli organi competenti a verificare se esistano danni erariali, somme indebitamente percepite, responsabilità amministrative o altre violazioni.

E se qualcuno ha sbagliato, deve risponderne secondo legge.

Se qualcuno ha fatto bene, deve essere riconosciuto.

Ma la stagione in cui il cittadino deve pagare il conto mentre nessuno gli spiega chi ha deciso come, dove e perché questi soldi siano stati spesi, è finito. 

Perché 84 milioni di euro di disavanzo non sono una voce di bilancio qualsiasi.

Sono una montagna di denaro.

E davanti a una montagna del genere non basta chiedere al cittadino di stringere la cinghia.

Bisogna anche guardare chi ha tenuto in mano il volante.

ALLORA, CHI PAGA?

Il cittadino.

Come sempre.

Paga quando aumenta la fiscalità.

Paga quando un servizio viene ridotto.

Paga quando una lista d'attesa si allunga.

Paga quando un'ambulanza arriva tardi.

Paga quando un ospedale non ha personale.

Paga quando un bilancio va in rosso.

Paga quando un'azienda deve ricorrere alle anticipazioni di cassa.

E adesso dovrebbe pagare anche il piano di rientro.

Bene.

Ma prima di chiedere altri sacrifici ai calabresi, qualcuno dovrebbe avere il coraggio di fare una domanda molto semplice a chi ha amministrato quella macchina:

“TU, QUANTO SEI COSTATO?”

E subito dopo:

“E COSA HAI PORTATO A CASA?”

Perché il problema non è che un dirigente guadagni 150 mila euro.

Il problema è quando nessuno riesce a dimostrare quanto valore abbia prodotto per quei 150 mila euro.

E allora sì, controlliamo le lampadine.

Controlliamo gli affitti.

Controlliamo gli appalti.

Controlliamo gli extra-budget.

Controlliamo le farmacie.

Controlliamo il 118.

Controlliamo tutto.

Ma, per una volta, CONTROLLIAMO ANCHE CHI CONTROLLAVA.

Perché se la sanità calabrese deve finalmente mettersi a dieta, sarebbe curioso scoprire che a perdere peso debba essere sempre il cittadino mentre le poltrone continuano a mangiare.

E QUELLO SÌ CHE SAREBBE UN VERO “PIANO DI RIENTRO”.

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