AUTOTRASPORTATORI: AVETE VENDUTO LA PROTESTA, SALVATO I CAZZI VOSTRI E INCULATO IL POPOLO!

MA NON AVEVAMO DETTO CHE ERAVAMO UN POPOLO?

Ma che sta succedendo? Qui stiamo perdendo il filo logico della protesta.


FEDRALOG, Federazione Autotrasporti Logistica, un'associazione sindacale di categoria come tante, senza né calore né colore, che rappresenta gli imprenditori, le aziende e i padroncini del settore dell'autotrasporto e della logistica delle merci su gomma, salita alla ribalta della cronaca per aver promosso e coordinato i massicci scioperi e blocchi dei TIR in Calabria (con presidi in nodi strategici come lo svincolo di Falerna, il porto di Gioia Tauro e l'area di Lamezia Terme), per protestare contro l'aumento vertiginoso del caro carburante, ha rimosso i blocchi degli autotrasportatori, per i tanto sbandierati contentini da parte di Salvini, proprio mentre il Governo agitava lo spettro del pugno di ferro, delle identificazioni, delle multe e dei sequestri.

ANZI NO. NON PRENDIAMOCI PER IL CULO: LO AVETE RIMOSSO PERCHÉ I VOSTRI PADRONI E LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SONO STATI "COMPRATI" DAL GOVERNO.

Ma non avevamo detto che la protesta era di tutti? Non avevamo detto che non si scendeva in piazza non soltanto come camionisti, agricoltori, insegnanti, medici o commercianti, ma come cittadini? Come popolo?

ACCETTANDO DI FERMARE I BLOCCHI, IN REALTÀ AVETE FATTO PASSARE I POVERI CAMIONISTI PER PAGLIACCI... MENTRE QUALCUNO SI RIEMPIVA LE TASCHE.

Perché, se il problema è il carovita, se il problema è il prezzo dei carburanti, se il problema è che stipendi e pensioni non bastano più a pagare nemmeno le spese essenziali, allora il problema non appartiene a una categoria. Appartiene a tutti.

E allora che senso ha avuto trattare con una categoria alla volta?

Che senso ha avuto accontentare i vostri padroncini e le vostre associazioni del cazzo, lasciando gli altri nella stessa identica situazione? Che senso ha avuto concedere una misura agli autotrasportatori se poi il costo della vita continua a divorare il reddito delle famiglie? Che senso ha avuto salvare una singola categoria mentre milioni di cittadini continuano a fare i conti con bollette, spesa alimentare e carburante?

SIETE CADUTI NELLA TRAPPOLA!

Eh si... ccu tutt'e scarpe, come si dice a Cosenza. Proprio voi autotrasportatori che vi siete eretti a paladini de stocazzo... solo per difendere le tasche dei vostri padroni. Trasformando una protesta collettiva in una serie di trattative separate... in una pagliacciata.

MA CI VOLEVA TANTO A CAPIRE CHE I SOLDI PROMESSI DA SALVINI, LI AVREBBERO PRESI SOLO I VOSTRI PADRONI, LE VOSTRE ASSOCIAZIONI DEL CAZZO, I VOSTRI SINDACATI?

GLI ALTRI, I CITTADINI, VOI STESSI SARESTE RIMASTI COL CULO PER TERRA!

È UN DATO DI FATTO!

Siete caduti nella trappola di questo governo fascista: dividere chi ha problemi comuni, offrire a ciascuno un contentino da quattro soldi e aspettare che gli altri si stancassero.

E quando la protesta si è divisa, il problema collettivo è diventato una fila di problemi individuali. Ognuno torna a casa con il suo contentino, mentre il resto del Paese continua a pagare il conto.

PERCHÉ DOVEVATE RICORDARE CHE, PRIMA DI ESSERE AUTOTRASPORTATORI, AGRICOLTORI, OPERAI, MEDICI, AVVOCATI, PANETTIERI... SIETE CITTADINI.

E I CITTADINI PAGANO. SEMPRE!

Avete confuso una concessione con una soluzione.

Il Governo voleva trattare? Bene. Ma il confronto doveva affrontare anche il problema generale del carovita e del caro carburanti, coinvolgendo le categorie interessate e dando risposte concrete ai cittadini. Non sarebbe bastata una stretta di mano davanti alle telecamere, non sarebbe bastato un annuncio, non sarebbe bastata una promessa da spendere nel prossimo comunicato stampa.

E soprattutto, non sarebbe bastato minacciare chi protesta.

Le identificazioni, le multe e i sequestri possono essere strumenti previsti dalla legge, ma non fanno comparire il denaro nei conti correnti. Non abbassano automaticamente il prezzo del gasolio. Non riempiono i serbatoi.

L'UNICA COSA CHE SI È ABBASSATA, IN REALTÀ... SONO I VOSTRI PANTALONI. E IL GOVERNO HA VINTO, PROPRIO PERCHÉ VI SIETE CAGATI SOTTO.

Il paradosso che sembra sfuggire a qualcuno: tu Governo puoi anche minacciare un camionista di sanzioni, ma se quest'ultimo non ha più i soldi per fare rifornimento, con quale carburante dovrebbe far ripartire quel camion?

Con la paura? Con una circolare ministeriale? Con una fotografia di Salvini?

La realtà non si mette in moto con le minacce. E un'economia in difficoltà non riparte perché qualcuno ordina di smettere di protestare.

Certo, ogni forma di protesta deve rispettare la legge e la sicurezza delle persone. Ma anche le istituzioni hanno il DOVERE di ascoltare, affrontare le cause del disagio e spiegare quali soluzioni intendono adottare.

E noi cittadini abbiamo il dovere di non perdere di vista il motivo per cui tutto è cominciato.

Non facciamoci distrarre dagli scaffali vuoti, dalla merce che manca, dalle cisterne che rischiano di restare a secco.

CALABRESI E SICILIANI IN SPECIAL MODO, SAPEVANO GIÀ DI CHE CAMPARE.

Carovita e carogasolio sono certamente problemi reali, ma almeno qui in Calabria, non sarebbero riusciti a colpire neanche le persone più fragili. Figuriamoci far paura.

Era d'obbligo restare uniti, non diventare nemici gli uni degli altri: chi trasporta, chi produce, chi vende e chi compra appartiene alla stessa catena.

E POI C'È LA CALABRIA...

Una terra che possiede risorse agricole, produzioni alimentari, capacità produttive e un patrimonio straordinario, ma che troppo spesso non riesce a trasformare questa ricchezza in benessere per chi ci vive.

COLPA DELLA POLITICA. COLPA DI CHI AMMINISTRA.

Non siamo autosufficienti in tutto, e sarebbe ingenuo fingere il contrario. Ma potremmo valorizzare ciò che produciamo, rafforzare le filiere locali, sostenere agricoltori e imprese e ridurre, dove possibile, la dipendenza da catene di approvvigionamento fragili.

Perché la ricchezza di un territorio non serve a nulla se resta sulla carta, mentre le famiglie non riescono neanche a riempire il carrello.

Il punto, quindi, non è chi riesce a strappare qualcosa al Governo. Il punto è se siamo ancora capaci di lottare per un problema che riguarda tutti... senza lasciarci intimorire, senza lasciarci illudere.

Autotrasportatori, agricoltori, lavoratori, commercianti, famiglie: prima delle categorie vengono le persone. E prima degli interessi separati viene la necessità di trovare risposte a un disagio condiviso.

Se ci sono richieste specifiche da risolvere, si risolvano. Ma nessuno scambi una concessione di settore per la soluzione di un problema nazionale.

Altrimenti la protesta perde il suo significato, le categorie tornano ognuna per conto proprio e il carovita resta lì, indisturbato, a presentare il conto... A TUTTI.

CI SAREBBE DA ORGANIZZARSI PRIMA CHE PROTESTARE. MA CON LA TESTA, CON UNITÀ E CON OBIETTIVI CHIARI E COMUNI.

Perché se abbiamo cominciato a parlare come popolo, non possiamo finire a trattare come singole categorie.

E se davvero il problema è di TUTTI, anche le risposte devono riguardare TUTTI.

Altrimenti non avremo cambiato nulla. Avremo soltanto distribuito qualche contentino e fatto la figura dei pagliacci, mentre il conto continueranno a pagarlo i cittadini.

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